Né vitamina, né minerale ma un composto organico, è il Carneade dei nutrienti: la colina. Ha delle somiglianze con il complesso vitaminico B e perciò è raggruppato con esso. La scienza si prodiga nell’approfondimento di quei nutrienti capaci di aiutare o danneggiare il cuore o il fegato e la colina è un nutriente maggiormente responsabile del benessere di entrambi gli organi ed è stato riconosciuto come tale nel 1998 ed è stato fissato anche un livello di assunzione richiesto. Tale livello di assunzione per questo nutriente pare siano spesso insufficienti.
Dal momento che è un nutriente essenziale, cioè necessario, per le normali funzioni corporee e la salute umana e la produce il fegato, ma in piccole quantità, occorre integrare con la giusta dieta. Ha un impatto sulla funzionalità epatica, sullo sviluppo sano del cervello, sul movimento muscolare, sul sistema nervoso e sul metabolismo. Pertanto sono necessarie quantità adeguate per avere una salute ottimale. Essa svolge molte funzioni nel corpo sulla struttura cellulare (perché è necessaria per produrre grassi che rendano integre le strutture delle membrane cellulari), messaggistica cellulare (è coinvolta nella produzione di composti che agiscono come messaggeri cellulari) e poi trasporto e metabolismo dei grassi (è essenziale per produrre una sostanza necessaria a rimuovere il colesterolo dal fegato) infatti quando la colina è insufficiente può provocare un accumulo di grasso e colesterolo nel fegato, sintesi del DNA (la colina e altre vitamine, come la B12 e il folato, aiutano con un processo importante per la sintesi del DNA). Per avere un sistema nervoso sano questo nutriente è necessario per produrre acetilcolina, un importante neurotrasmettitore. È coinvolto nella memoria, nel movimento muscolare, nella regolazione del battito cardiaco e in altre funzioni di base. La carenza di colina può causare danni, soprattutto al fegato.
Un piccolo studio su 57 adulti ha rilevato che il 77% degli uomini, l'80% delle donne in post-menopausa e il 44% delle donne in premenopausa hanno subito danni al fegato e/o ai muscoli dopo aver seguito una dieta carente di colina. Un altro studio ha rilevato che quando le donne in post-menopausa dopo aver consumato una dieta carente di colina, il 73% ha sviluppato danni al fegato o ai muscoli. Tuttavia, questi sintomi sono scomparsi una volta riequilibrata l’introduzione di colina. La colina è particolarmente importante durante la gravidanza, poiché un basso apporto può aumentare il rischio di difetti del tubo neurale nel feto. Uno studio ha infatti determinato che una maggiore assunzione alimentare intorno al momento del concepimento era associata a un minor rischio di difetti del tubo neurale; inoltre un basso apporto di colina può aumentare il rischio di altre complicazioni della gravidanza. Questi includono il parto prematuro e basso peso alla nascita. Sebbene la carenza di colina sia rara, alcune persone corrono un rischio maggiore: atleti di resistenzav(i livelli diminuiscono durante gli esercizi di resistenza lunghi, come le maratone), chi ha un elevato consumo di alcol (questo può aumentare il fabbisogno di colina e il rischio di carenza, specialmente se l’assunzione è già bassa), donne in post-menopausa (gli estrogeni aiutano a produrre colina nel corpo e poiché i livelli di estrogeni tendono a diminuire nelle donne in post-menopausa, possono essere a maggior rischio di carenza), donne in gravidanza (il fabbisogno di colina aumenta durante la gravidanza, ciò è molto probabilmente dovuto al feto che necessita di colina per lo sviluppo)
Quali sono le migliori fonti alimentari? Le fonti alimentari sono generalmente sotto forma di fosfatidilcolina da lecitina, un tipo di grasso e le più ricche di colina includono (21): fegato di manzo (1 fetta di 68 grammi contiene 290 mg), fegato di pollo (1 fetta di 68 grammi contiene 222 mg), uova (1 uovo sodo grande contiene 113 mg), merluzzo fresco (85 grammi contengono 248 mg), salmone (un filetto da 110 grammi contiene 62,7 mg), cavolfiore (una tazza da 120 ml contiene 24,2 mg), broccoli (una tazza da 120 ml contiene 31,3 mg). Poiché un singolo uovo fornisce circa il 20-25% del fabbisogno giornaliero, due uova grandi ne forniscono quasi la metà del fabbisogno complessivo di una giornata.