“Il Vigore è la forza della crescita sana delle piante. È la forza attiva nel corpo e nella mente. È il carattere di un vino che cattura i sensi e proietta il gusto in un paesaggio naturale di energia, potenza, forza e vitalità. Il gusto, le sfumature aromatiche e il corpo del vino lo trasportano come in una dimensione spirituale dove il potere della natura è al centro dell’esperienza”. Così Axel Heinz, il direttore di Ornellaia, presenta la vendemmia d’artista ispirata all’annata di tre anni fa, caratterizzata da un clima molto variabile, con alternanza di freddo e pioggia e lunghi periodi di siccità e caldo. Il risultato? “Un vino potente, misterioso e intrigante, che al primo assaggio non svela tutte le sue sfaccettature, ma avvolge il palato nella curiosità di poterne cogliere le diverse sfumature”, spiega ancora Heinz. Nella presentazione alla stampa - le bottiglie saranno commercializzate dal 1 di aprile - il direttore racconta di un lavoro quotidiano che deve fare i conti con “l’impatto climatico e la nostra sfida è di non fare vini estremamente maturi e concentrati anche grazie ai vigneti più vecchi che di danno un migliore equilibrio. Siamo sempre più attenti a proteggere l’ambiente e il terreno e a proporre vini in grado di mantenere il sapore senza processi enologici invasivi in cantina”.
Ma di tutto questo l’Unione Europea non sembra accorgersi: “Ci preoccupa il bollino nero – spiega il marchese Ferdinando Frescobaldi, presidente di Ornellaia – ma confido che Ue capisca importanza della viticoltura e del vino, una vera opera d’arte, sintesi perfetta tra la natura e l’opera dell’uomo”. La partita per fermare il nutriscore si gioca in queste settimane ma nella tenuta di Bolgheri si pensa anche che uno dei modi per contrastare il semaforo su cibi e bevande sia anche, e forse soprattutto, raccontare il vino a 360 gradi. L’enologa Olga Fusari descrive così Ornellaia 2019: “Un vino dal colore rosso rubino intenso, con un bouquet ricco di intriganti note speziate e balsamiche, tra cui aromi di pepe nero, salvia ed erbe aromatiche. Il vino è corposo e vibrante in bocca, riempie il palato con la sua trama tannica densa ed elegante e termina con un finale persistente e splendidamente fresco”.
È toccato a Nathalie Djurberg e Hans Berg interpretare dal punto di vista artistico la vendemmia del 2019. I due creativi hanno incentrato il loro lavoro sul tema della metamorfosi, sulla ciclicità della natura e sulla sua trasformazione e anche sul rapporto tra l'uomo e la terra. Questi concetti sono espressi in un progetto che evolve dal design pensato per le etichette da 750 ml e da 3 litri fino alle sculture dei grandi formati da sei e nove litri. La sintesi di questo lavoro: “Il dito, rappresentato in etichetta 750ml, che lascia l'impronta sulla terra, ben raffigura il vino che riempie di curiosità, di voglia di farsi conoscere poco alla volta ma lasciando poi un segno tangibile in chi si sofferma a degustarlo”. Alcune delle pregiate etichette verranno vendute e battute all'asta online di Sotheby’s programmata dal 5 al 19 ottobre 2022. Jamie Ritchie, direttore Internazionale di Sotheby’s Wine, racconta: “La Vendemmia d’Artista di Ornellaia è stato un progetto pioniere, che ha visto l’unione di vino e arte con lo scopo di sostenere opere di beneficenza. Quattordici anni fa quando abbiamo iniziato questa avventura, non avevamo idea che avrebbe portato ad una proliferazione di progetti di beneficenza nel mondo del vino”.
Giovanni Geddes da Filicaja, Ad della tenuta bolgherese, aggiunge: “Dalla nascita del progetto nel 2009 abbiamo donato in beneficenza oltre 2 milioni di dollari. È un’immensa soddisfazione vederlo crescere a livello internazionale e sapere che il lavoro che stiamo facendo dà la possibilità alle persone non vedenti o ipovedenti di scoprire l’arte contemporanea attraverso l’uso dei sensi”. Dal 2019, infatti, il ricavato dell’asta del progetto di Vendemmia d’Artista è devoluto alla Fondazione Solomon R. Guggenheim a sostegno del programma innovativo “Mind's Eye”.