La battaglia (persa) della biodinamica: la Camera boccia l'equiparazione al biologico

La battaglia (persa) della biodinamica: la Camera boccia l'equiparazione al biologico
Accolti due emendamenti soppressivi. Dal mondo accademico, ma anche da presidente Mattarella, erano arrivano critiche alla tutela di legge per le prariche basate sulla dottrina steineriana, ritenuti da molti antiscientifiche
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L'agricoltura biodinamica esce dalla proposta di legge sulla tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell'acquacoltura con metodo biologico. L'Assemblea di Montecitorio ha approvato quasi all'unanimità due emendamenti identici di Riccardo Magi (+Eu) e della commissione che eliminano dal testo l'equiparazione dell'agricoltura biodinamica a quella biologica.
Contro questa tutela si erano opposti, tra gli altri, il Nobel Giorgio Parisi e la senatrice a vita Elena Cattaneo (aggiornamento del 9 febbraio 2022)

 

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Ancora un rinvio. Slitta infatti al 9 febbraio, la discussione sul disegno di legge che regolerà la produzione del settore biologico italiano. Norme che il settore attende da 12 anni e che tra le altre novità definiscono i prodotti bio di interesse nazionale e danno vita un brand Italia per la commercializzazione. Ma in quel testo, approvato in prima lettura al Senato lo scorso maggio, è prevista anche l’equiparazione tra biologico e biodinamico che ha già provocato, e sta provocando, la presa di distanza del mondo accademico. Che succederà adesso? “Si vada avanti con il Dld sul biologico, tenendo conto delle parole del presidente Mattarella e delle perplessità sia del mondo scientifico, che di quello accademico'', suggerisce Dino Scanavino, presidente di Cia-agricoltori italiani. L’ipotesi è quella di stralciare dal disegno di legge i riferimenti all'agricoltura biodinamica contenuti negli articoli 1, 5 e 8.

Se questo è lo schema di gioco, allora, il testo dovrà tornare all’esame del Senato ma questo potrebbe allungare all’infinito i tempi di approvazione del ddl. Domani, comunque, si capirà se questa ipotesi ha trovato sponde parlamentari sufficienti per andare avanti.

 

Coldiretti, Codacons, Federbio, Legambiente e Slow Food spingono per l’approvazione del testo perché sono convinte che per rispondere alle richieste dell'Europa sul green deal, occorra agevolare la transizione al biologico di parte delle nostre produzioni e “per farlo servono norme precise per colmare il vuoto di carattere normativo”. Nel 2021 gli acquisiti di prodotti bio Made in Italy hanno sfiorato il record di 7,5 miliardi di euro di valore mentre nell'ultimo le vendite bio totali sono più che raddoppiate (+122%) secondo dati Biobank. Dal loro punto di vista “il successo tra i consumatori finali sostiene l'aumento della produzione nazionale su 2 milioni di ettari di terreno coltivati, fornendo una spinta al raggiungimento degli obiettivi della strategia Farm to Fork del New Green Deal dell'Unione europea che punta ad avere almeno 1 campo su 4 (25%) dedicato al bio in Italia”.

Un punto di vista che non trova oppositori. Resta il nodo della biodinamica. "Sono favorevole all'agricoltura biologica, ma la biodinamica è altra cosa", ha ribadito il Nobel Giorgio Parisi.  Dal suo punto di vista “lasciare inalterato il testo del Ddl significa, per il Parlamento, affermare la validità di metodi previsti da Steiner come l'uso di letame maturato nelle corna di vacca, oppure di fiori di Achillea sepolti per mesi nella vescica di cervo maschio". La preoccupazione del Nobel, è che quel testo possa alimentare una deriva arazionale e antiscientifica. Una posizione condivisa dalla senatrice Elena Cattaneo, dal presidente dell'Accademia dei Lincei, Roberto Antonelli, e da quello dell'Accademia dei Georgofili, Massimo Vincenzini.

E Parisi a novembre durante alla lectio magistralis per l’inaugurazione dell’anno accademico della Sapienza aveva espresso i suoi timori davanti al presidente della Repubblica. E Sergio Mattarella, nel suo intervento, aveva risposto così: “Vorrei rassicurarla, Professore, sull'agricoltura biodinamica di cui ha parlato. È una questione di cui sta discutendo il Parlamento e io, notoriamente, non posso pronunciarmi. Ma posso ben dire che, perché diventi legge, vi sono alcuni altri passaggi, anche parlamentari anzitutto, che rendono lontana questa ipotesi".

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