A Rouen per celebrare Flaubert. E poi via lungo la Strada della frutta

Le case di Rouen (@Rntc)
Le case di Rouen (@Rntc) 
Fino a giugno la città della Normandia omaggia il grande scrittore a cui ha dato i natali 200 anni fa. Da non perdere la cattedrale di Madame Bovary ma anche un itinerario tra natura ed enogastronomia lungo la Valle della Senna
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"Venne servito lo champagne ghiacciato. A Emma corse un fremito sulla pelle quando ne sentì il gelo sulle labbra. Non aveva mai visto le melagrane né assaggiato l'ananas. Anche lo zucchero le sembrò più fine e bianco di com'era abituata a vederlo". Non sappiamo se Gustave Flaubert disse veramente «Madame Bovary c'est moi!», «Madame Bovary sono io», ma certamente è suo lo sguardo che, attraverso quello di Emma, filtra la realtà borghese della prima metà dell'Ottocento, dove per una donna romantica, insoddisfatta e inquieta anche la coppa del miglior champagne è destinata ad andare in mille pezzi nella noia della quotidianità.

 La statua di Flaubert (@Rouen Tourisme)
 La statua di Flaubert (@Rouen Tourisme) 
Nel raccontare una Francia sospesa tra il passato e il progresso, dove le convenzioni e i sogni possono essere prigioni pericolose, Flaubert sa essere sorprendentemente attuale: chi, ieri come oggi, non si è mai sentito in una relazione sentimentale «come un dessert già previsto dopo un monotono pranzo?». Per conoscere meglio uno dei più grandi romanzieri di Francia, bisogna andare a Rouen, la città che gli ha dato i natali il 12 dicembre 1821. Fino a giugno 2022, in onore di Flaubert sono in corso in città le celebrazioni per il Bicentenario della nascita.

Capoluogo del dipartimento della Seine-Maretime e della regione della Normandia, Rouen è una città dinamica e vivace stretta intorno al centro con le sue vie medievali, Rue Saint-Nicolas e Rue Saint-Romain tra le più suggestive, punteggiate da centinaia di case con la tipica architettura “à pan des bois”, a graticcio. La sua collocazione strategica alla confluenza tra la Senna e i suoi tre affluenti, Aubette, Robec e Cailly, la fece prosperare rendendola a lungo la seconda città di Francia e mettendola al centro della storia – fu a Rouen che nel 1431 venne messa al rogo Giovanna d'Arco –, dei commerci e della vita intellettuale del Paese.

Al tempo di Flaubert, Rouen era in piena trasformazione per l'avvento dell'industrializzazione e i grandi interventi all'impianto urbano, con la creazione dei suoi principali assi viari. Ma allora come oggi il fulcro della città resta la superba cattedrale di Notre-Dame, citata dallo scrittore in più opere e che in Madame Bovary diventa teatro di uno degli incontri tra Emma e il giovane amante Léon. Dalla facciata asimmetrica e spettacolarmente gotica, la cattedrale è tra le più conosciute al mondo, anche per essere stata più volte ritratta da Claude Monet sul finire del XIX secolo. Durante l’estate, al calar della notte la facciata della cattedrale diventa scenario di un grande spettacolo di luci e suoni.

La cattedrale di Rouen (@Rntc)
La cattedrale di Rouen (@Rntc) 
Da non perdere una visita all'abbazia gotica di Saint-Ouen, dal 1840 classificata monumento storico, al quartiere du Vieux Marché dove si trovano le Gros-Horloge, il grosso orologio simbolo della libertà comunale, vie ricche di botteghe e ristoranti, ed il Musée Flaubert et de l'Histoire de la médecine. Per i concittadini del tempo di Gustave, il Flaubert famoso era infatti il padre Achille-Cléophas, chirurgo che fu anche a capo dell'Hôtel-Dieu. È qui che nacque lo scrittore ed è nel pavillon che si trova oggi il museo, che presenta ricordi della famiglia e ripercorre la storia della medicina dal medioevo all'inizio del XX secolo.

Passeggiando sui Quais della Senna si percepisce già tutto il fascino del fiume, che nella sua corsa verso il mare lascia la periferia per addentrarsi in una campagna quasi sospesa nel tempo, con cavalli al pascolo e frutteti all'ombra di abbazie secolari, come la scenografica Saint-Pierre-de-Jumieges di epoca merovingia, fondata addirittura nel 654 d.C.

Sidro e mele
Sidro e mele 
La fortunata posizione geografica di Rouen si rispecchia nella gastronomia locale, una girandola di sapori, dai prodotti del mare a quelli della terra, dal sidro alle confetture fino ad un formaggio gustoso e dalle origini antiche come il Neufchâtel, dalla forma a cuore. Un patrimonio, di prodotti e tradizioni, che nel 2021 ha portato Rouen ad entrare nella rete internazione delle “Città creative” dell'Unesco per il settore della gastronomia

Per addentrarsi nella campagna gourmande della Valle della Senna, poco fuori da Rouen, si può percorrere la Route des fruits, strada del gusto di una sessantina di chilometri che attraversa il Parco naturale regionale delle Boucles de Seine. Le boucles sono gli stretti meandri del fiume, incassati tra le piane alluvionali e le falesie calcaree. Sono queste ultime che, riflettendo il calore e proteggendo dai venti freddi, hanno contribuito a creare un microclima perfetto per gli alberi da frutta. Una coltivazione che si è sviluppata grazie all'influenza dei monaci dell'Abbazia di Jumièges. Da fine marzo in poi lungo la valle si susseguono le fioriture di pruni, peri, ciliegi e meli che colorano il paesaggio come una tavolozza impressionista dalle sfumature bianche e rosate e che precedono la raccolta, che parte da maggio con le fragole. Tanti i produttori lungo la strada presso i quali fermarsi a fare acquisti.

 Lungo la Senna si vedono le case con i tetti in paglia (@Marina Maffei)
 Lungo la Senna si vedono le case con i tetti in paglia (@Marina Maffei) 
Lungo la Senna (@Marina Maffei)
Lungo la Senna (@Marina Maffei) 
Chi ama immergersi completamente nella natura può proseguire lungo la Route des chaumieres (agriturismi), una strada turistica di 53 chilometri che costeggia la Senna e che completa idealmente la Strada della frutta. Lungo questo percorso si incontrano la foresta di Brotonne, praterie, campi e paludi, una distesa verde e azzurra paradiso degli uccelli ed interrotta soltanto da pochi insediamenti con case costruite nel tipico stile normanno con i tetti in paglia.

Prima di lasciare la valle della Senna e Rouen, un saluto al monumento di Flaubert, in Place des Carmes, è d'obbligo. Con una mano in tasca, Gustave guarda sornione i passanti di ieri e di oggi: in fondo, poco è cambiato nel profondo dell'animo umano.

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