"Venne servito lo champagne ghiacciato. A Emma corse un fremito sulla pelle quando ne sentì il gelo sulle labbra. Non aveva mai visto le melagrane né assaggiato l'ananas. Anche lo zucchero le sembrò più fine e bianco di com'era abituata a vederlo". Non sappiamo se Gustave Flaubert disse veramente «Madame Bovary c'est moi!», «Madame Bovary sono io», ma certamente è suo lo sguardo che, attraverso quello di Emma, filtra la realtà borghese della prima metà dell'Ottocento, dove per una donna romantica, insoddisfatta e inquieta anche la coppa del miglior champagne è destinata ad andare in mille pezzi nella noia della quotidianità.
Capoluogo del dipartimento della Seine-Maretime e della regione della Normandia, Rouen è una città dinamica e vivace stretta intorno al centro con le sue vie medievali, Rue Saint-Nicolas e Rue Saint-Romain tra le più suggestive, punteggiate da centinaia di case con la tipica architettura “à pan des bois”, a graticcio. La sua collocazione strategica alla confluenza tra la Senna e i suoi tre affluenti, Aubette, Robec e Cailly, la fece prosperare rendendola a lungo la seconda città di Francia e mettendola al centro della storia – fu a Rouen che nel 1431 venne messa al rogo Giovanna d'Arco –, dei commerci e della vita intellettuale del Paese.
Passeggiando sui Quais della Senna si percepisce già tutto il fascino del fiume, che nella sua corsa verso il mare lascia la periferia per addentrarsi in una campagna quasi sospesa nel tempo, con cavalli al pascolo e frutteti all'ombra di abbazie secolari, come la scenografica Saint-Pierre-de-Jumieges di epoca merovingia, fondata addirittura nel 654 d.C.
Per addentrarsi nella campagna gourmande della Valle della Senna, poco fuori da Rouen, si può percorrere la Route des fruits, strada del gusto di una sessantina di chilometri che attraversa il Parco naturale regionale delle Boucles de Seine. Le boucles sono gli stretti meandri del fiume, incassati tra le piane alluvionali e le falesie calcaree. Sono queste ultime che, riflettendo il calore e proteggendo dai venti freddi, hanno contribuito a creare un microclima perfetto per gli alberi da frutta. Una coltivazione che si è sviluppata grazie all'influenza dei monaci dell'Abbazia di Jumièges. Da fine marzo in poi lungo la valle si susseguono le fioriture di pruni, peri, ciliegi e meli che colorano il paesaggio come una tavolozza impressionista dalle sfumature bianche e rosate e che precedono la raccolta, che parte da maggio con le fragole. Tanti i produttori lungo la strada presso i quali fermarsi a fare acquisti.
Prima di lasciare la valle della Senna e Rouen, un saluto al monumento di Flaubert, in Place des Carmes, è d'obbligo. Con una mano in tasca, Gustave guarda sornione i passanti di ieri e di oggi: in fondo, poco è cambiato nel profondo dell'animo umano.