Giro del mondo in 10 torroni, dal Piemonte alla Sicilia fino al Perù

Torrone con miele, mandorle e pistacchi (@Peter Bocklandt)
Torrone con miele, mandorle e pistacchi (@Peter Bocklandt) 
Portato in Italia dagli arabi attraverso la Spagna, è un dolce che ha mille varianti. Da provare il turrón de Doña Pepa sudamericano: pasta frolla e melassa preparata con frutti, spezie e panela
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Il torrone fa Natale. Difficile pensare ad un angolo domestico, da Nord a Sud del Belpaese, che non ne nasconda almeno un pezzo. Il viaggio del torrone verso l’Italia inizia nella notte dei tempi. Gli arabi lo portarono in Sicilia attraverso la Spagna. Lo Stretto lo passò con Federico II. Nel libro del medico di Cordova, Abdul Mutarrif, è descritta la preparazione del turun, un composto da miele, mandorle, zucchero e spezie varie, successivamente tostato. Da qui l’origine della parola torrone. Troviamo la stessa matrice semantica nella famosa mol lica abbrustolita siciliana, chiamata ‘atturrata’, per l’appunto, tostata. Più fantasiosa la spiegazione secondo cui il nome deriverebbe dal Torrazzo di Cremona, la torre campanaria del Duomo della città.  Avendo fatto ordine sulle genesi del dolce, possiamo concentrarci sulla parte più gustosa, ossia parlare di alcune tra le varietà più famose in Italia e nel mondo.

(@Atlantide Phototravel)
(@Atlantide Phototravel) 
Torrone piemontese: un grande classico del Natale, apprezzato anche all’estero. Protagonista la nocciola delle Langhe e, nelle migliori forme artigianali, anche il miele locale. Si presenta asciutto, ma friabile al taglio. Profuma di miele ed ha un sapore inteso di nocciola. Masticazione appagante fino all’ultimo boccone.

Torrone di Cremona: sicuramente uno dei più famosi. Abbastanza compatto è composto da mandorle, miele e bianco d’uovo, modellato in modo da riprodurre la forma del campanile. Attualmente, oltre alla produzione del torrone classico, si è sviluppata anche quella del torrone morbido.

Torrone di Tonara (Nuoro): anche la Barbagia presente all’appello, con uno dei suoi prodotti più apprezzati già dalla fine dell’800. Un torrone sicuramente croccante e friabile al taglio che prevede, nella ricetta originale, solo albumi e miele. Di buona masticazione e soprattutto mai stucchevole, in quanto non contiene zuccheri aggiunti. 

Mandorlato di Cologna: ci spostiamo in Veneto col suo celebre mandorlato. Un torrone dalla forma davvero particolare: rotonda secondo la tradizione. Viene preparato con mandorle, albumi e miele. Questo dolce impasto risulta eccellente per tutti i palati.

Torrone di Guardiagrele: l’Abruzzo, si sa, è famoso per i sapori decisi e questo particolare torrone, molto più vicino ad un croccante, non prevede l’uso di albumi in preparazione, ma esclusivamente mandorle, canditi e miele. Viene spolverato di cannella in modo da renderlo unico rispetto agli altri “colleghi” nazionali.

Torrone di Bagnara Calabra Igp: l’unico Igp italiano è in Calabria, a Bagnara. Il prodotto, sotto forma di torroncino, è ottenuto dalla cottura di miele, zucchero e mandorle non pelate e tostate, cannella e chiodi di garofano in polvere. Ne esistono due versioni: la Martiniana, con copertura di zucchero e il Torrefatto, con cacao amaro.

Torrone con pistacchi, mandorle e miele (@Columbo.Photog)
Torrone con pistacchi, mandorle e miele (@Columbo.Photog) 
Torrone di Sicilia: ne esistono svariati tipi. Da quello di Noto, a quello morbido di Caltanissetta con pistacchio e miele, fino alla “minnulata” che si prepara in tutta l’isola, spesso in casa, con zucchero e mandorle, viene lavorato in pentole di rame e fatto raffreddare nelle tipiche tavole di marmo. 

Torrone spagnolo: il più vicino a quello italiano tradizionale è, gioco forza, lo spagnolo. Anche in Spagna ne esistono due varianti. Quella di Alicante, molto dura e compatta, con mandorle intere e la variante Jijona, morbida, con mandorle frullate e ridotte in pasta. 

Torrone spagnolo (@Anna Q)
Torrone spagnolo (@Anna Q) 
Torrone peruviano: tipico è il Turrón de Doña Pepa, che, nonostante il nome, non ha niente a che vedere con i torroni classici. Si tratta di un dolce a base di pasta frolla e una melassa ottenuta con frutti, spezie e panela, un preparato alimentare ottenuto dal succo della canna da zucchero.

Torrone in Medio Oriente: dal Pakistan alla Siria col nome di “halva”, dall’arabo “helw“, che vuol dire appunto dolce. La pasta è molto morbida e trionfano i pistacchi, il sesamo e le mandorle.

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