La grande festa degli chef diventa un inno alla ripartenza

Gli chef nel giardino di Villa San Michele
Gli chef nel giardino di Villa San Michele 
A Villa San Michele, sulle colline di Fiesole, una parata di grandi nomi, da Nino di Costanzo a Gaetano Trovato, da Carlo Cracco a Filippo Saporito, oltre ad artigiani del gusto e produttori. Aria frizzante e voglia di rimettersi in gioco
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La ripartenza è una giacca bianca. La ripartenza sono nomi, ma soprattutto cognomi. Nino Di Costanzo (Danì Maison, Ischia), Gaetano Trovato (Arnolfo, Colle val d’Elsa), Riccardo Monco e Alessandro Della Tommasina (Enoteca Pinchiorri, Firenze), Carlo Cracco (ristorante Cracco), Rocco De Santis (Santa Elisabetta, Firenze), Filippo Saporito (La leggenda dei frati, Firenze), Claudio Mengoni (Borgo San Jacopo, Firenze) e Ambra Campodonico (ABAC, Barcellona). Tutti chiamati a raccolta da Alessandro Cozzolino, executive chef dell’hotel Villa San Michele (gruppo Belmond) per festeggiare, appunto, la ripartenza della stagione e la nuova cucina del suo ristorante. Una sorta di Festa a Fiesole che ha messo insieme quindici stelle Michelin.

Non ci sono solo gli chef, ma anche i produttori. Simone Fracassi con la sua carne e i suoi salumi. Cristiano Savini con il tartufo. Alberto Zampino del pastificio Gentile. C’è un’aria frizzante, la voglia di rimettersi in gioco. La necessità di ripartire dopo i mesi di chiusura forzata. A Firenze non si era mai visto un evento così, tanti chef tutti insieme per il piacere di stare insieme. E anche questo è un segnale. “Pensare che ho organizzato tutto con whatsapp – dice Alessandro Cozzolino, resident chef dell’hotel Villa San Michele – E’ una giornata fantastica, sono molto contento”. Tutti lo sono. E non vedono l’ora di mettersi ai fornelli. “Andiamo in cucina, qui sennò si perde tempo in chiacchiere”, sorride Gaetano Trovano. A mezzogiorno di ieri erano tutti nel grande giardino dell’hotel. Si scambiano idee, parlano di prospettive, guardano avanti.

Nino Di Costanzo
Nino Di Costanzo 

“A giugno ripartiamo anche noi, non vediamo l’ora – dice Riccardo Monco di Enoteca Pinchiorri – Siamo emozionati, non sappiamo cosa ci aspetta. Ma siamo pronti”. C’è fermento. E curiosità. Ognuno ha preparato un piatto. Uno a uno si infilano in cucina, che è stata completamente ristrutturata. Un lungo corridoio di acciaio. E’ una specie di Gioco dell’oca. Si parte dagli affettati di Fracassi e il pane di Bedu, e poi una dopo l’altra tutte le stazioni di questa Festa a Fiesole muovendoci tra la ricciola affumicata di De Santis, il risotto al latte di bufala e ricci di Di Costanzo, la pappardella di Trovato, il croccante di piselli di Cracco (presentato da Ale Bergamo), la terrina di fegatini di Saporito o il gazpacho di Monco & Della Tommasina. E alla fine c’è pure il kitchen table, che per l’occasione ospita i dolci. E Ambra Campodonico pasticcera di Abac di Barcellona, tre stelle Michelin. Lei è una forza della natura. E’ partita dall’Elba ed è arrivata in cima al mondo.

C’è un caos elettrizzante. La loggia dell’hotel che ospita il ristorante brilla di luce, la vista su Firenze è mozzafiato. I camerieri corrono come matti, in cucina è un via vai di piatti. E di chiacchiere. Mica male la brigata. E se li vedi muoversi dietro il pass ti accorgi che questi chef hanno un’energia che arriva ovunque. Un grande rave dell’orgoglio gastronomico. “Questo è il messaggio che parte da Firenze”, dice ancora Cozzolino. Una luce in fondo al tunnel. Qui, ora, ovunque. Tre ore senza sosta. Poi la cucina chiude. Il servizio è finito. “Ma questo è solo l’inizio”. Già, è solo l’inizio.

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