La sala è condotta in modo magistrale dal giovane Egon Perathoner, abilissimo anche nella gestione di una carta dei vini di ottimo spessore e in grado di giocare con intelligenza lungo tutto un menu sulle cantine di nicchia dell'Alto Adige. La cucina non è da meno, con uno chef come Reimund Brunner che sa muoversi con sapienza ed eleganza proponendo piatti in cui finezza e gusti calibrati sono un filo conduttore che non delude e si tende lungo alcuni grandi prodotti del territorio sapientemente abbinati a spezie e a qualche suggestione dal mare.
Allora ecco uno squisito gelato alla senape con tartare di cappesante e purea di radici di prezzemolo e la freschezza del salmerino di fonte con ravanelli, latticello, granita di barbabietola e zenzero cui seguono le intense sfumature tra sapido, vegetale e piccante di un gazpacho sui generis servito con anguria, formaggio erborinato e peperoncino. Se è notevole il risotto con speck autoctono, cardamomo e aceto di mele, sono davvero di gran gola anche i ravioli ripieni di agnello Brillenschaf della Val di Funes con finocchio e salsa alle erbe.
Convince anche il sottospalla di manzo altoatesino con porcini, sedano e salsa al Lagrein. A concludere, il divertente (e buonissimo) "Darth Vader" con cioccolato, lamponi e gelato al pistacchio.
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