Sonia Peronaci: "Tra pizza e banana bread abbiamo riscoperto il lato buono dei social"
Lara De Luna
La foodblogger racconta il suo lockdown, e ci regala la sua ricetta del tipico dolce anglosassone. Seguici anche su Facebook
5 minuti di lettura
"Una delle conquiste di questo periodo di grandi incertezze, è stata sicuramente la riscoperta del lato buono dei social". A parlare è Sonia Peronaci, chef, scrittrice e pioniera dell'imprenditoria digitale del settore enogastronomico, affacciatasi al web prima nel 2006 con Giallo Zafferano e poi, dal 2015, reinventatasi con soniaperonaci.it e con la Sonia Factory, " un progetto nato con l'obiettivo di abbracciare diverse realtà, coniugando l'online e l'offline, ossia uno spazio polifunzionale destinato a ospitare eventi". Un mondo digitale che allunga le braccia verso la realtà, che in questo periodo di chiusura delle attività sociali tradizionali è stato "importante, soprattutto nel contatto con le persone, che abbiamo riscoperto, io per prima". Tra pizze, biscotti e ricette classiche tornate alla ribalta, come il banana bread, ci ha raccontato la sua quarantena e la sua idea di ripartenza. Con un'unica certezza: "La sensazione di insicurezza e incertezza che abbiamo. Riusciremo a ripartire davvero solo quando avremo risposte reali e concrete su cosa ci aspetta". Fino ad allora, il Web sarà un ottimo alleato.
Sonia Peronaci: "Tra pizza e bananabread abbiamo riscoperto il lato buono dei social"
Il Web in questo periodo è stato l'unico orizzonte di vita possibile. Ma per chi lavora come imprenditrice digitale da sempre, com'è cambiata la quotidianità?
"La quarantena l'abbiamo passata lavorando, forse così è sembrata passasse più in fretta, ma non è stato comunque un passaggio indenne da modifiche. Con il settore degli eventi totalmente e ovviamente congelato, per il momento, abbiamo concentrato tutte le energie, mie e della redazione, sul comparto Web. In primis, come molti altri influencer, che lavorano nel mio settore ma anche in molti altri, mi sono sentita responsabile rispetto ai miei follower e ho provato a utilizzare la mia incidenza per raccontare loro l'importanza di seguire le norme di sicurezza, di stare a casa, di stare al sicuro".
Per una redazione Web come la vostra, c'è stato un cambiamento nella scelta dei contenuti e dei focus da proporre durante la fase 1 e questa prima parte di fase 2 dell'emergenza?
"Assolutamente sì. Basti pensare alla fase in cui tutti gli italiani sembrava si fossero riscoperti panificatori e pizzaioli. E' stata nostra premura e dovere ascoltare questa tendenza e lavorare di conseguenza. Per molte settimane la richiesta maggiore è stata di lievitati, piccoli e grandi, dal pane alle pizze e ci siamo comportati di conseguenza. Uno dei focus su cui abbiamo battuto di più è stata la semplicità: i nostri follower, ma anche le aziende con cui collaboriamo ci hanno chiesto ricette facili da preparare e soprattutto con ingredienti facili da reperire, in particolar modo nella fase 1, quando c'era la corsa ai supermercati e molte materie prime non erano facilmente reperibili. Adesso che si riprende man mano la normalità, ricominciamo a schedulare la nostra attività in maniera più tradizionale, seguendo magari gli appuntamenti, che però in estate con le festività passate sono quasi zero, e soprattutto seguendo la stagionalità dei prodotti e delle necessità di chi ci segue". Quali sono state le ricette più cliccate in assoluto?
"Oltre a pizza e pane, sono andati molto bene i biscotti, le polpettine, insomma tutte quelle ricette che le mamme, a contatto con i bambini h24, potessero realizzare con i loro piccoli, per cui mettere le mani in pasta in un periodo di reclusione è stata una terapia importante. Focus a cui si è affiancato quello delle ricette cosiddette di recupero. In questo settore, la vincitrice in assoluto è stata la ricetta del banana bread, seguito dalla torta di carote e da ricette simili: saporite, buone, ma soprattutto facili da preparare".
Da un lato le ricette, dall'altro uno sguardo verso la concretezza del web. Sono esplosi Dinig Bond, campagne social, e-commerce: quanto pensa possano aiutare questi strumenti?
"Non penso sia quello il tipo di aiuto che li possa aiutare realmente. Ci sono tipologie di locali, come le caffetterie e le mescite di vini e birre, per esempio, che vivono del piacere che vive il cliente nel bere il caffè al banco o al tavolino, o di sorseggiare la birra nell'atmosfera raccolta del pub. Basta guardare tutti i piccoli assembramenti che si stanno creando in questi giorni davanti ai bar, dove tutti coloro che acquistano il caffè da asporto finiscono poi per fermarsi in zona. Il Web non può sopperire a tutto questo, ma può essere e deve essere una cassa di risonanza per la pubblicità dei propri progetti, del proprio lavoro. In tutta questa baraonda mi sembra sia mancato un trait d'union tra le reali necessità commerciali e di vita degli esercenti e quelle di sicurezza".
Molti hanno sottolineato come durante il lockdown si sia "ricoperto il lato buono dei social".
"Lo penso anche io. Basti pensare alle iniziative di Chiara Ferragni e del marito, Fedez, che a me piacciono molto. Lui ancora in questi giorni lo vedo battagliero, visibile su molti canali social e anche su media tradizionali, in prima linea per diffondere buone pratiche legate alla condivisione, alla socialità intesa come solidarietà. Tutto questo è il contraltare naturale agli odiatori seriali che purtroppo hanno la loro cassa di risonanza sui social. Si parla sempre tanto male della Rete, ma ci sono state tante iniziative molto belle, non solo gli aperitivi digitali e le degustazioni, i momenti più tecnici insomma del nostro mondo, ma anche e soprattutto per tutto ciò che è stato solidarietà. Tra cantanti che organizzavano concerti sui social, donazioni, momenti di convivialità digitale, chi ha potuto ha aiutato tutti gli altri a passare in compagnia, per quanto possibile, un momento molto brutto, in cui non tutti hanno avuto la possibilità di vivere uno spazio esterno. E penso sia stato importantissimo. È un nuovo orizzonte da non ignorare". Come redazione avete collaborazioni con molte aziende del settore enogastronomico, com'è oggi l'umore degli imprenditori?
"Siamo tutti in balia di una grandissima incertezza per il futuro. Il non sapere se e quando realmente usciremo da questa crisi sanitaria è una spada di Damocle che pende su tutte le nostre teste. Molti medici parlano dello stop stagionale dell'incidenza del virus, ma se fosse vero e a ottobre o novembre dovesse esserci una nuova recrudescenza, senza prospettive e garazie dallo Stato, ma quale imprenditore investirebbe su una nuova attività, o anche su quella vecchia? Dal nostro punto di vista, vediamo molte aziende altalenanti nei progetti e nella voglia di fare: un giorno partono a mille e il successivo si fermano, preda dei dubbi e delle incertezze. E ancora c'è una grande forbice, che divide tra chi già da qualche giorno ci chiede di organizzare eventi e chi invece è particolarmente prudente. Anche nel rapporto con noi blogger, le più grandi ma anche le piccoline ma molto attive, le persone hanno cercato di spostare sul web la mancanza di rapporti umani. Chiacchierare con loro, avere un rapporto quanto più possibile reale, è stato molto bello. Da questo punto di vista, il web è stato il vero compagno della quarantena, molto più della telivisione. Ha fatto la differenza".
I grandi eventi autunnali del mondo del vino sembrano non volersi fermare. Voi quando ripartirete?
"Data la situazione, io non riesco a darmi una data. Non credo però che saremo pronti in breve tempo, forse nemmeno a settembre, staremo a veder man mano quali saranno gli imput che arriveranno dallo Stato e quali le regole che andranno a incidere sull'organizzazione di un comparto come il nostro che vive di prossimità tra persone, di convivialità, di assaggi".
Banana Bread: La ricetta di Sonia Peronaci
Ingredienti (per uno stampo 30x10cm):
3 banane mature (600 g con la buccia, 400 g di polpa)
260 gr di farina
150 gr di zucchero
20 gr di miele
16 gr di lievito
1 gr di bicarbonato
1 gr di sale fino
1 cucchiaino cannella in polvere
100 gr di noci (anche pecan) tritate grossolanamente
3 uova medie
115 gr di burro sciolto (oppure stesso peso di olio di semi di girasole)
1 bacca di vaniglia
100 gr di gocce di cioccolato (facoltativo)
Per guarnire:
2 banane non troppo mature da tagliare in fette sottilissime
succo di limone q.b.
1 cucchiaino di marmellata di albicocche
Procedimento:
Questa ricetta è tanto semplice quanto buonissima. Trita grossolanamente le noci e tienile da parte. Sbuccia le banane e riducile a purea, tieni da parte anche queste. In una ciotola capiente rompi le uova intere. Unisci alle uova anche i semini interni della bacca di vaniglia, il miele, mescola bene e unisci le banane schiacciate. Fai sciogliere il burro a fuoco dolce e, non appena si sarà raffreddato un po’, versalo nel composto di uova e banana (oppure unisci l’olio di semi). Mescola bene. Ora, unisci in una ciotola gli ingredienti secchi: farina, lievito, zucchero, bicarbonato, sale e cannella. Incorpora le polveri al composto precedente, mescolando prima con una spatola e aggiungendone poche per volta per evitare la formazione di grumi. Unisci anche le noci tritate e mescola per bene. Ungi lo stampo con lo spray staccante oppure spennellalo con del burro ammorbidito e infarinalo.
Versa il composto nello stampo, per livellarne poi bene la superficie poi occupati della guarnizione: taglia il più sottile possibile due fettine di banana, appena tagliate irrorarale con succo di limone e poi ungile, usando i polpastrelli, con confettura di albicocche o gelatina spray*. A questo punto disponile sulla superficie del plumcake sfalsando l’una con l’altra e poi inforna il dolce. Cuoci il banana bread in forno statico preriscaldato a 175° per circa 50-60 minuti. Prima di sfornarlo fai la prova stecchino.
Taglia la tua fetta e gusta il tuo banana bread in tutta la sua bontà!
Scegli su quale testata vuoi vedere questo contenuto