Torna Ischia Safari: l'anima golosa (e benefica) dell'Isola verde
Licia Granello"Ho conosciuto un vino che mi chiudeva gli occhi e mi attaccava la lingua sotto la volta asciutta del palato. L’ho assaggiato in un solo posto, sul monte Epomeo, isola d’ Ischia (...). Si chiamava Per’ e Palummo, piede di colombo. Era cupo: sollevato contro la sfiammata del tramonto l’oscurava, senza sfumature". Erri De Luca racconta così il rapporto forte e carnale con l'isola delle sue escursioni vacanziere. Vino e cibo, orti opulenti e terra vulcanica, sapienzialità millenaria e archeologia marina. In scia alle ultime frange dell'estate, per il quinto anno l'isola ospita Ischia Safari, in programma domenica 15 e lunedì 16 settembre 2019, tra il parco termale Negombo e l'Hotel Regina Isabella. I numeri definiscono l'importanza dell'evento: 120 cuochi, 30 pizzaioli, 40 pasticceri e altrettanti artigiani. Stellati, giovani promesse, contadini, casari, maestri cioccolatieri e vignaioli, allegramente allacciati in un progetto garantito e fortificato dai suoi stessi mentori, Nino Di Costanzo e Pasquale Palamaro.
Più dei numeri, vale la sostanza della due giorni ischitana. A definirla uno chef che ha trasformato la casa di famiglia in luogo di esperienza culinaria (e non solo) e il responsabile della ristorazione dell'albergo che ha fatto la storia mondana e culturale dell'isola. Di Costanzo, bistellato in odore di terza stella nel ristorante-scrigno Danì Maison, è un monaco zen dell'alta cucina.
Se questa è la cornice, il quadro non può che risultare denso e rapinoso. La "passeggiata tra le eccellenze dell’enogastronomia delle regioni d’Italia" si compirà domenica nel paradiso verde del Negombo, il parco accoccolato nella baia di San Montano (con l'omonimo hotel mozzafiato a dominarla). Il nome insolito è stato rubato a una baia di Ceylon, molto amata da Luigi Camerini, il duca viaggiatore che nell'immediato dopoguerra trasformò un insieme di piccoli orti in uno straordinario giardino botanico, dove mirti, ulivi e sugheri convivono armoniosamente con ficus, sterlizie, malaleucae e zamie in arrivo da tutto il mondo. Il figlio Paolo ha rifinito la struttura idrotermale con un'ispirazione cultural-ambientalista, tra piscine incastonate nei terrazzamenti, labirinti, cadute d'acqua surgiva e installazioni d'arte contemporanea. Il tutto, azzerando l'utilizzo della plastica (e plastic-freee sarà l'intero evento) e scegliendo per il ristorante del parco un cuoco - Emmanuel Di Liddo - felicemente votato all'esaltazione delle materie prime isolane.
Lungo i sentieri del Negombo, troverete i formaggi di Peppe Iaconelli e gli hamburger della Braceria Bifulco, le pizze di Ivano Veccia, Franco Pepe e dei fratelli Salvo, il babà affumicato di Crescenzo Trani e quello con gelato al pane e fico candito di Ada D'Amato. E poi cento piatti d'autore trasformati in bocconi irresistibili dai loro stessi creatori, corredati da un parterre di vini mai scontati, piacevolissimi. Esaurita la passeggiata, appuntamento la sera seguente dentro e fuori il magico box di vetro dell'Indaco, il ristorante stellato del Regina Isabella: un piede in acqua e lo sguardo perso nelle mille luci baluginanti sul mare, si gusteranno i piatti di una trentina di super chef e pasticceri. Tornare sul continente sarà la vera penitenza di fine estate.