Biliardo '65: la pizzeria che sembra vintage ma sorprende per modernità
Lara De Luna
La Biliardo'65
Nola: a due passi dalla piazza dedicata a Giordano Bruno, un "basso" rivisitato in stile anni'50. Al forno performance convincenti e sapori equilibrati. Seguici anche su Facebook
Aggiornato alle 2 minuti di lettura
C'era una volta una sala da giochi, un locale aperto negli anni '60 per portare diletto e gioia nella città che ha dato i natali a Giordano Bruno. Oggi, in una stradina di Nola a pochi passi dalla piazza intitolata al grande filosofo campano, c'è una pizzeria. Un luogo ancora di diletto che del suo vecchio indirizzo si è portato indietro il nome - Biliardo' 65 -, qualche arredo e la capacità di inserire degli ambienti moderni in un vecchio "basso napoletano", mantenendo intatte le bellissime pareti di tufo.
L'arredo è vintage e contemporaneo al tempo stesso e identifica l'idea di locale che viene portata avanti qui. Glamour, elegante: lo sono le sedie rosse un po' sbeccate ad arte, così come le mattonelle decorate a mano che fanno da appendi abiti sui muri antichi. E lo è il lato cucina di questa pizzaria, che si concentra su piatti semplici - pochi - ma ben studiati. Ben studiati in riferimento agli ingredienti che senza essere eccessivamente estrosi sono sempre ben scelti. Come la marmellata di fichi artigianale da mettere sulla montanarina dolce a fine pasto. O alcuni formaggi di nicchia che fanno capolino qui e lì tra le ricette. A' Signora
Il prodotto principale di questa "pizzaria" è invece uno standard, una pizza verace senza sé e senza ma, anche se qualche piccola modifica il pizzaiolo deve averla fatta. Senza però mai uscire dai canoni di quella che è considerata la tradizione. Per i più attenti: impasto ben digeribile, cornicione poco pronunciato, misura nella media. Un confort food perfetto per chi vuole assaggiare qualcosa di gustoso senza allontanarsi troppo da ciò che conosce da sempre. L'unico aspetto migliorabile resta la cottura, su alcune pizze un po' indietro.
Il menu è onesto. Contenuto, senza essere povero, ma allo stesso tempo capace di spaziare tra diversi gusti e sfumature. Il tutto in un gioco di nome che varia i nomi classici - come quelli della Margherita, che sia Dop o Antica (antico pomodoro di Napoli, fior di latte di Agerola, olio evo, basilico) - e nomi più fantasosi che richiamano alla memoria il biliardo, il gioco e altre atmosfere. Come la fantasiosa Saloon (crema di fagioli di Controne, fior di latte di Agerola, salsiccia di Norcia, cuor di riccia, aceto balsamico di Modena Igp, olio evo), pensata dallo chef Francesco Franzese del vicino Roji. Tra le più delicate ma allo stesso tempo le più interessanti la A'Signora (Provola di Agerola, 'Nduja di Spilinga, ricotta e pomodoro infornato, olio evo, basilico) e la Sponda (zucca, provola di agerola, salsiccia nostrana, canestrato di Molitierno, olio evo, basilico), ovvero una classica pizza con zucca che gioca a essere qualcosa in più e ci riesce grazie all'intuizione del canestrato che risulta al palato come un piccolo volo pindarico di sapore. Sponda
I giochi di sapori più interessanti continuano con altre due pizze dedicate al biliardo. In assoluto le più interessanti in carta per idea e resa finale. La Biliardo '65 (mozzarella di bufala campana, pomo d'oro del piennolo, alici del cantabrico, olive nere caiazzane, origano di Pantelleria, olio evo, basilico), ovvero una rivisitazione di un classico dello chef stellato Luigi Salomone di Piazzetta Milù, che dimostra il coraggio e la voglia di portare in tavola ingredienti fondamentalmente di spessore, ma non necessariamente locali. Stesso destino per la Cinque Birilli (fior di latte di Agerola, pomo d'oro del piennolo, lardo di colonnata Igp, Auricchio scorza nera, olio evo). Anche qui il formaggio la fa da padrone e conduce il gioco, dimostrando la sapienza con cui si gioca nel momento di ideare le ricette.
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