La super banana che arriva dal Giappone, più dolce e profumata e si mangia anche la buccia

La super banana che arriva dal Giappone, più dolce e profumata e si mangia anche la buccia
Creata da una fattoria giapponese, è più dolce e profumata del comune frutto e non si deve sbucciare. Ma è una prelibatezza molto cara. Seguici anche su Facebook 
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La frutta è molto amata in Giappone, ma anche piuttosto costosa. A seconda delle stagioni e delle varietà, quella pregiata può raggiungere l'equivalente di 80 euro al chilo. Anche semplici mele e pere, per alcune varietà, possono costare fino a 2,5 euro l'una. Ciononostante è piuttosto consumata e fa parte integrante della cultura gastronomica del Paese. Il frutto più mangiato in assoluto, è la banana, amata per il gusto e la praticità (peraltro è poco costosa in relazione agli altri frutti).
Nel Sol Levante si importa il 99% delle banane dall'estero. E adesso una parte di quell'uno per cento che si produce in Giappone è il Mongee Banana (si pronuncia "mon-gay" e vuol dire incredibile).
E' decisamente speciale, sia per il metodo di coltivazione sia per il risultato. Si produce solo nella prefettura di Okayama - nella parte occidentale del Paese - e, come racconta la blogger Dale Roll esperta in cultura e società dell'Asia, se ne vendono solo 10 a settimana. Soprattutto perché, a differenza delle altre, costa 648 yen (quasi 5 euro l'una). Che cosa ha di così speciale? Si può mangiare con tutta la buccia.
Le produce la D&T Farm che utilizza un metodo chiamato "Freeze Thaw Awakening" ("risveglio per congelamento scongelamento").
In che cosa consiste? La maggior parte dei banani viene coltivata a temperature che oscillano intorno ai 27 gradi. I titolari della D&T hanno messo a punto un sistema che prevede di tenere le piantine congelate a -60°C, per poi ripiantarle su terreni a temperature normali.
A questo punto, come "risvegliate", le piante crescono molto più rapidamente. Non solo: lo sbalzo termico fa sì che nel maturare i frutti sviluppino una buccia molto più morbida, dolce (24,8 grammi di zucchero rispetto ai 18,3 di media) e sottile di quelle comuni. Choc termico a parte, sono coltivate in regime biologico, quindi non c'è rischio di pesticidi che a volte possono essere sui frutti normali. Altre caratteristiche delle Mongee sono il potente profumo e il grado zuccherino: sono più dolci delle normali banane, con 24,8 grammi di zucchero, contro i 18,3 grammi in media. Sono pronte per il consumo quando si iniziano a vedere piccoli punti marroni sulla superficie della pelle, a differenza delle normali banane, che sono mature prima di questa fase. La pelle è facile da mordere, non è coriacea, dura e fibrosa, amara (quasi tannica) come quelle cui siamo comunemente abituati.

Dall'azienda affermano con orgoglio che ha anche maggior contenuto di nutrienti come vitamina B6, magnesio, zinco e il triptofano (un amminoacido essenziale). Al momento si trovano solo nel Fruit Corner di Tenmanya Okayama, un grande magazzino della città. Ma i produttori confidano di allargare presto il loro commercio. 

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