Il sogno di Stefano Caccavari era macinare grani antichi in un mulino a pietra: niente rulli né calore, per non scaldare il grano e produrre farine pure come quelle di cento anni fa. Per realizzarlo ha cominciato cercando soci tramite un post su Facebook e mettendo a disposizione un terreno di famiglia a San Floro, alle porte di Catanzaro. In quarantotto ore il crowdfunding ha fruttato 72.000 euro, in tre mesi mezzo milione, sufficiente per trasformare il sogno in realtà. O meglio, realizzarne la prima parte, perché poi l’entusiasmo ha chiamato altre idee e, dalla nascita del mulino alla creazione di un marchio vero e proprio, il passo è stato breve.
A mettere soldi e passione 101 soci, molti calabresi ma anche stranieri, con donazioni da 10.000 euro arrivate persino dalla Svizzera e dagli Stati Uniti. Fino al taglio del nastro, avvenuto il 31 gennaio scorso, e le macine che hanno preso a muoversi. Per la fase di start up sono stati utilizzati 200 quintali di grano Senatore Cappelli coltivato dalla famiglia Caccavari nei terreni di San Floro - dove esiste anche un orto sociale con 150 soci - e altrettanti di qualità Verna, provenienti da due aziende agricole di Camigliatello Silano (Cosenza), le cui farine sono già in distribuzione. Mentre per l’anno prossimo si prevede di macinare quantità molto più consistenti, grazie al grano che venti aziende calabresi stanno coltivando, con i semi messi a disposizione da Mulinum.
E se il ritorno alla tradizione è funzionale al recupero di prodotti alimentari più sani, la scelta di fare questo esperimento in Calabria è la scommessa di chi non vuole lasciare la propria terra. Stefano infatti è riuscito a riportare a casa altri giovani costretti a emigrare per cercare lavoro, come Santo e Simone, che hanno lasciato il ristorante di Londra in cui erano impiegati stabilmente come cuochi per diventare pizzaioli al Mulinum. Oppure Gualtiero, che si era sistemato in un forno a Roma e ha colto al volo la possibilità di tornare ai ritmi lenti e all’aria buona della sua regione. In totale sono cinque i dipendenti del Mulinum, la piccola impresa meridionale (a cui collaborano anche Massimiliano Caruso e Gianluca Perrella) che raccoglie consensi da tutti coloro che ci hanno a che fare, siano aziende o consumatori.
Dopo aver iniziato con le farine è stato naturale passare alla produzione di pane, pizza e dolci, la cui vendita on line oggi non riesce a soddisfare la domanda. I cento chili di pane “brunetto” sfornati quotidianamente vengono spediti in tutta Italia e l’idea di un franchising comincia a serpeggiare sempre più spesso sulle colline di San Floro, dove si valutano progetti giunti da tutta Italia, a partire dalla prima succursale della Mulinum Spa, che dovrebbe aprire in Val d’Orcia, e per la quale è stato lanciato un altro crowfunding che ha consentito di raccogliere in pochi giorni il 70% dei fondi necessari. La caccia agli investitori per i mulini da costruire nelle altre regioni è partita.
Il mulino, antico e moderno al tempo stesso, nato in Calabria grazie a Facebook
Chiara Spagnolo
Con il crowdfunding raccolto mezzo milione di euro. L'obiettivo: macinare grani antichi con un mulino a pietra. E già si punta a un franchising nazionale, con una prima succursale in procinto di aprire in Val d'Orcia