"Tempura udon noodle soup", fare a casa la ricetta giapponese di MasterChef
Eleonora Cozzella
Il talent show della cucina di Sky Uno nella settima serata ci porta in Giappone con la tempura udon noodle soup. Un piatto complesso della tradizione nipponica, spiegato addirittura da Masaharu Morimoto, executive chef del celebre Nobu a New York. Seguici anche su Facebook GUARDA il fotoracconto della puntata su TvZap
Aggiornato 2 minuti di lettura
Il tempura udon noodle soup è una classica specialità giapponese di pasta lunga e spessa (udon) di grano, servita in un brodo caldo saporito, guarnito con verdure e gamberi in tempura ben croccanti.
Il brodo per gli udon può essere facilmente realizzato utilizzando tre semplici ingredienti che non mancano mai in tutta la cucina giapponese: salsa di soia, mirin e dashi. Quest'ultimo è un brodo che si ottiene immergendo in acqua calda del katsuobushi, cioè fiocchi di bonito (filetti di tonnetto striato essiccato) e alga kombu.
A seconda della regione del Giappone, il brodo per la zuppa di udon varia dal marrone scuro al marrone chiaro con diversi gradi di salinità. Questo perché colore e sapidità possono essere regolati cambiando la quantità di salsa di soia che viene utilizzata. Se siete abituati a un sapore più delicato, meglio meno salsa di soia (2 cucchiai per avere un gusto e uncolore più soft, fino a 4 per colore e gusto più decisi).
Inoltre, tenere a mente i consigli di chef Morimoto ha dato ai 12 concorrenti di Masterchef, che valgono se si parte da zero, cioè se si fa anche la pasta (noi vi consigliamo di comprare gli udon in negozi specializzati in asian food):
1) La pasta deve avere lo spessore di bigoli o pici
2) Il brodo deve essere limpido e avere un buon equilibrio tra katsuobushi e alga kombu
3) I gamberi in tempura devono essere aggiunti nella scodella solo al momento di servire, per non ammollare la panatura
Una curiosità, la tempura, stile di frittura che invidiamo ai giapponesi, pare esser nata dai "tempora", i tempi quaresimali, perché l'avrebbero diffusa in Asia i missionari gesuiti: durante la Quaresima non mangiavano carni e per rendere più gustosi vegetali e pesci li friggevano in pastella.
Dunque, una volta preparati circa 600 g di udon e pronto il brodo, occorrono ancora:
1 porro, 8 gamberi, 1 uovo, 100 g di farina di grano tenero 00, 100 ml di acqua gassata fredda, erba cipollina q.b., olio per friggere in deep frying, sale, 3 fette di Kamaboko ("torta di pesce") a persona per guarnire.
Tagliare la parte verde del porro a fettine sottili, versarlo in una pentola con acqua e far bollire per 10 minuti circa.
Intanto, pulire i gamberi eliminando il carapace, la testa e l’intestino interno.
Preparare la pastella unendo in una terrina l'uovo, la farina e l’acqua gassata fredda, mescolando con una frusta. Scaldare l'olio in un tegame dai bordi alti.
Passare i gamberi nella pastella poi nell’olio bollente, facendoli friggere per soli 4-5 minuti. Prelevarli con un mestolo "ragno" e metterli in un piatto su carta assorbente.
Bollire gli udon, scolarli, distribuirli nelle ciotole. Versare il brodo caldo in ogni scodella, e unire un po' di porro cotto, due gamberi in tempura, fette di "torta di pesce" e, a piacere, erbetta cipollina tritata.
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