Dedicarsi oggi alla terra, fondare addirittura da zero una nuova cantina. Ci vuole tanto, troppo coraggio. Eppure, i giovani che scelgono di legare la propria vita al vino continuano a crescere. Non tanto in quantità, ma in qualità.
Sono piccoli grandi eroi contemporanei, che vedono nella natura e nell’ambiente non solo un’opportunità, ma un vero e proprio stile di vita. Un filtro attraverso cui leggere il presente e immaginare il futuro. Ed eccoli, i nostri 40 Under 40: la maggior parte ha meno di trent’anni, le donne sono più della metà. Un piccolo esercito armato di competenza, passione e anche di quella necessaria audacia senza la quale non si può essere davvero giovani.
Vino, la parola ai giovani: “Non è vero che non beviamo, ora si deve ripartire da cultura e valori”
Perché oggi, in un momento così delicato, la scelta è tutt’altro che scontata. Il vino attraversa una fase complessa, i consumi calano e il settore viene messo in discussione nelle sue fondamenta. Intraprendere questa strada significa accettare l’incertezza: non esistono garanzie, se non quelle legate a fattori imprevedibili come il clima, e soprattutto alla propria capacità, al talento, alla visione.
Ma è proprio così che si costruisce il domani: con i piedi ben ancorati alla vigna e lo sguardo libero, aperto, capace di andare oltre. Con idee nuove e un approccio che supera i confini tradizionali. Un vino sempre meno intrappolato nel vetro di bottiglie e calici, e sempre più aperto al dialogo con altre discipline, l’arte, lo spettacolo, con l’etica e l’estetica. In una parola, con il mondo. Un vino, quello italiano, che coltiva la tradizione senza temere le novità, che guarda con fiducia ai nuovi mercati asiatici e africani, che sempre di più si fa racconto. Che parte dalle persone, ma che non teme il marketing. Che non si fa intimidire dai nuovi trend di no e low alcol, che si mette in gioco nella mixology. Che sa bene che bere meno e meglio non è perdita di identità, ma al contrario è valore.
Genevitis, il vino democratico: qualità accessibile e mini video per parlare ai giovani
È questa la direzione che i nostri giovani stanno tracciando: uno sguardo lungo, intraprendente, proiettato verso l’orizzonte, a braccetto con la cultura, per ridisegnare il futuro del vino. Senza paura.
Federico Armani
1992, Albino Armani – Verona
Dopo esperienze manageriali, entra nell’azienda di famiglia nel 2019 portando una visione che unisce strategia e narrazione del vino, con particolare attenzione ai vitigni autoctoni.
Giovanna Artese
1993, Cantine Artese – (VV)
Dalla formazione in nutrizione e vino tra Calabria e Pisa, rientra nel 2018 per dedicarsi all’azienda avviata dal padre guidando lo sviluppo della cantina tra identità territoriale e rinnovamento.
Carlo Cavicchioli
1995, Francesco Bellei (Mo) - Castel Faglia (BS)
Formazione a Pollenzo in Scienze Gastronomiche, entra nelle aziende di famiglia tra Emilia e Franciacorta. Tra produzione e commerciale, sviluppa una visione contemporanea del Metodo Classico.
Alessio e Fabio Cecchetto
1990 e 1996, Ca’ di Rajo Group – Veneto/Friuli
Alla guida dell’azienda di famiglia, affiancano alla produzione una visione imprenditoriale e distributiva con il progetto Espressione. Tra valorizzazione dei territori e apertura internazionale.
Edoardo Ceri
1990, Tenuta Ceri – Carmignano (PO)
Trova la svolta quando il padre acquista un podere a Carmignano dove scopre la sua vocazione. Dal 2013 guida Tenuta Ceri con un approccio artigianale, dando vita a vini autentici e legati al territorio.
Sara Costantini
1999, Villa Simone – Monte Porzio Catone (RM)
Formata tra turismo, wine marketing e scienze gastronomiche, rappresenta la sesta generazione dell’azienda affiancando l’impegno nella vicina Borgo del Cedro di cui è Ad.
Ginevra Coppacchioli
1996, Coppachioli Tattini – Cupi di Visso (MC)
Formata tra Luiss e un percorso internazionale, avvia giovanissima un progetto vitivinicolo nei Monti Sibillini. Tra recupero del Vissanello e viticoltura d’altura, unisce radici territoriali e visione globale.
Beatrice Dapelo
1997, Enoteca Bere Bene – Trieste
Formata in viticoltura ed enologia a Udine, entra nel settore grazie all’incontro con Benjamin Zidarich. Oggi è responsabile dell’Enoteca Bere Bene e Wine Specialist per il FriuliVenezia Giulia.
Naomi Deaddis
1996, Cantina Gianluigi Deaddis – Sedini (SS)
Enologa formata a Pisa, guida l’azienda di famiglia insieme alle sorelle seguendo l’intera filiera, dalla vigna alla bottiglia, unendo competenza tecnica e valorizzazione del territorio.
Emilio De Longhi
1995, consulente enologo – Médoc (Francia)
Astro nascente dal profilo internazionale, dal 2024 è nel team dell’enologo bordolese Eric Boissenot. Alle spalle studi tra Milano e Bordeaux fino al dottorato sul Riesling. Unisce competenza e stile.
Grégoire Desforges
1989, Baglio di Pianetto – Santa Cristina Gela (PA)
Nato a Parigi rappresenta la terza generazione della famiglia Marzotto. Dal 2025 è presidente dell’azienda rilanciando il progetto sulle alture palermitane tra identità territoriale e sostenibilità.
Cristina Genna
1995, Colomba Bianca – Marsala (TP)
Cresciuta tra i vigneti e formata tra Bologna e Varsavia, torna in Sicilia durante il Covid. Oggi, in qualità di brand ambassador, racconta il vino come espressione culturale dell’isola.
Stefano Genovese
1989, Sommelier ristorante Hyle – San Giovanni in Fiore (CS)
Grazie ad una formazione poliedrica costruisce un percorso nella ristorazione tra diverse regioni italiane. Oggi è sommelier da Hyle, dove gestisce la sala e gestisce una cantina articolata che non trascura il territorio.
Andrea Gionchetti
1989, Velier / Triple A – Sud Italia
Formato a Roma alla FIS, cresce nel fine dining e nella ristorazione stellata in Calabria. Oggi è Brand Manager Specialist Velier–Triple A, con un approccio centrato sul coinvolgimento emotivo.
Gabriele Righetti e Chiara Guglielmi
1993 e 1994, Vigneti di Ettore – Negrar (VR)
Enologo lui, ingegnere lei, portano avanti la cantina di famiglia in Valpolicella Classica con uno sguardo contemporaneo. Tra ricerca, sperimentazione e radici profonde, interpretando le varietà locali.
Gilda Iovine
1997, Antiche Radici – Penisola Sorrentina (NA)
Quarta generazione di vignaioli, nel 2021 fonda con la cugina Francesca una piccola azienda trasformando una passione in progetto. Con una formazione economica e uno sguardo ai mercati.
Alojz Felix Jermann
1996, sommelier e wine communicator – Friuli Venezia Giulia
Dal fine dining tra Australia e Stati Uniti al ruolo di brand ambassador per Jermann e Lux Fine Wines, costruisce un percorso internazionale nel vino. Dal 2020 sviluppa progetti di comunicazione e hospitality.
Chiara Lanci
1990, Dosio – La Morra (CN)
Dalla comunicazione a Milano al ritorno nelle Langhe, dal 2023 guida l’azienda di famiglia raccogliendo l’eredità del padre e la sua interpretazione di Barolo sulla collina di Serradenari.
Andrea Malcangio
1990, vineria Cavamatti – Trani (BT)
Bartender e sommelier con esperienze tra Italia e Londra, oggi è socio e responsabile di Cavamatti, vineria contemporanea che unisce radici pugliesi e apertura al mondo.
Ermanno Maniero
1988, Le due Torri – Venezia
Dopo dieci anni in mare come direttore di macchina e subsea engineer, sceglie il vino come nuova rotta. Un percorso di svolta che unisce sperimentazione e rispetto della tradizione, con una visione contemporanea e radicata nel territorio.
Flavia Marazzi
1998, Scuropasso - Pietra de’ Giorgi (PV)
Nata durante la vendemmia e cresciuta tra i filari con il nonno, dopo gli studi in viticoltura ed enologia oggi, a fianco del padre, interpreta il territorio dell’Oltrepò Pavese tra bollicine e rossi.
Santiago Marone Cinzano
1994, Col d’Orcia – Montalcino (SI)
Cresciuto in una storica famiglia del vino, rientra nel settore dopo un percorso tra finanza e produzione. Oggi segue vendite e strategia, affiancando lo sviluppo del progetto Brunello con una visione globale.
Alessandro Medici
1994, Medici Ermete – Gaida di Reggio Emilia (RE)
Quinta generazione della storica famiglia del Lambrusco, interpreta l’azienda tra radici profonde e visione internazionale. Dal 2022 è anche co-fondatore del podcast gastronomico Juice it up.
Amedeo Moretti Cuseri
1985, Tenuta Sette Ponti / Feudo Maccari – Toscana/Sicilia
Dopo una formazione internazionale tra Bocconi e Londra e un’esperienza nel mondo del vino con James Suckling, dal 2019 entra nelle aziende di famiglia come amministratore e responsabile Italia.
Marco Muscari Tomajoli
1986, Muscari Tomajoli – Tarquinia (VT)
Durante gli studi si appassiona al vino diventando sommelier. Nel 2016 raccoglie il testimone del padre portando avanti una produzione artigianale, elegante, fortemente legata al territorio etrusco.
Alberta Nesci
1988, Nesci – Palizzi (RC)
Dopo aver affiancato il padre, dal 2021 guida l’azienda valorizzando un territorio unico e incontaminato. Tra vitigni autoctoni e recupero della Nocera, unisce tradizione e visione contemporanea.
Giulia e Andrea Pestarino
1998 e 1992, Alvio Pestarino - Capriata d’Orba (AL)
Ingegnere ambientale lei, enologo lui, dopo la scomparsa del padre nel 2020 guidano l’azienda di famiglia tra Gavi, Ovada e Derthona con uno sguardo contemporaneo e radicato nel territorio.
Noemi Pizzighella
1994, Le Guaite di Noemi – Mezzane di Sotto (VR)
Perito agrario e sommelier, cresce in azienda affiancando i genitori tra vigna, cantina e attività commerciale. Dal 2016 guida il progetto Le Guaite curandone identità, comunicazione e sviluppo.
Matteo Pola
1991, Fontanabianca – Neive (CN)
Dopo studi in chimica alimentare ed esperienze tra California e laboratorio analisi vini ad Alba, entra in azienda nel 2016. Subentra al padre Aldo guidando vigneto e cantina proseguendo lo stile identitario.
Paolo Porfidio
1989, sommelier Excelsior Hotel Gallia – (MI)
Enologo, più volte miglior sommelier d’Italia, ha ridefinito la professione in chiave internazionale. Grande comunicatore. Dal 2022 ha affiancato l’attività di produttore in Chianti.
Andrea, Riccardo e Tommaso Razzaboni
1997, 1994 e 2003, Ventiventi – Medolla (MO)
Tre fratelli uniti dalla stessa visione, guidano la cantina di famiglia con uno spirito innovativo. Tra Metodo classico, sostenibilità e valorizzazione dei vitigni, interpretano il territorio in chiave dinamica.
Rossana Raso
1989, Centovignali – Sammichele di Bari (BA)
Cresciuta in un contesto agricolo, sviluppa una sensibilità autentica per il valore della terra. Oggi guida marketing e comunicazione della cantina di famiglia, coniugando tradizione e linguaggi contemporanei.
André Senoner
1992, Wine & Beverage consultant
Primo italiano a vincere il Master del Pinot Nero, miglior sommelier d’Italia 2022, è consulente wine&beverage e relatore Ais. Porta freschezza e profondità al racconto.
Maddalena Stelzer
1996, Maso Martis – Trento
Dal 2021 rappresenta, con la sorella Alessandra, la seconda generazione dell’azienda di famiglia fondata nel 1990. Cresciuta tra vigne e cantina, si forma a San Michele all’Adige e sviluppa un approccio attento alla sostenibilità.
Federica Topi
1992, Terraviva – Tortoreto (TE)
Dalla formazione economica alla Luiss al ritorno in azienda, dove rappresenta la terza generazione. Si occupa dell’export con l’obiettivo di valorizzare vitigni autoctoni e territorio sui mercati internazionali.
Imma e Antonia Tortora
1995 e 1994, Aminea Winery – Castelvetere sul Calore (AV)
Rispettivamente enologa e responsabile commerciale, nel 2019 fondano un progetto tutto al femminile tra vitigni autoctoni ed enoturismo, nel cuore dell’Irpinia.
Enrico Verdilio
1998, Terre Rosse Vallania – Zola Predosa (BO)
Si avvicina al vino per passione, vinificando le uve del piccolo vigneto dietro casa. A 22 anni rileva la storica realtà dei Colli Bolognesi con l’obiettivo di rilanciarla, unendo entusiasmo e visione contemporanea.
Ilaria Vivona
1996, Cantina Cellaro – Sambuca di Sicilia (AG)
Formata in comunicazione e marketing digitale, scopre il vino durante un’esperienza in cantina e lo trasforma nel suo percorso professionale diventando sommelier e raccontando la Sicilia dal volto moderno.
Maria Vittori
1997, Donna Vittori – Paliano (FR)
Dopo studi ed esperienze tra Cina e Parigi, scopre il vino attraverso la sommellerie e nel 2021 dà vita ad un progetto sul Cesanese del Piglio Docg, unendo approccio biodinamico, enoturismo e radici.
Linda Zanovello
1988, Ca’ Lustra Zanovello – Faedo di Cinto Euganeo (PD)
Dopo un’esperienza fuori dal settore, nel 2015 rientra nell’azienda di famiglia dedicandosi ad accoglienza e comunicazione. Tra promozione territoriale e lavoro di rete, valorizza i Colli Euganei con uno sguardo contemporaneo.