Un progetto per avvicinare il vino ai giovani, renderlo più accessibile con un buon prezzo e raccontarlo in modo diretto, guardando un video di pochi secondi. Basta inquadrare un Qr code in etichetta per sapere che vino si ha nel calice, chi lo produce, quali sono le sue caratteristiche e come degustarlo. È questa l’idea alla base di Genevitis, progetto firmato Mack & Schühle Italia, azienda privata specializzata nella produzione e distribuzione di vini italiani nel mondo, insieme a Cristina Mercuri, neo Master of Wine, prima donna italiana ad aver ottenuto il titolo.
Vino, perché il biologico non basta più: la svolta sostenibile del vigneto italiano
Alleanze in tutta Italia
Nato lo scorso anno, Genevitis ha come obiettivo riportare il vino alla sua essenza culturale e territoriale, ma con un linguaggio contemporaneo e democratico. I“Gene” richiama la genesi e il ciclo vitale della vite, “Vitis” il legame con la terra e la tradizione agricola.
Il progetto coinvolge attualmente sei regioni – Piemonte, Abruzzo, Marche, Campania, Lazio e Puglia – ognuna rappresentata da una cooperativa storica, in abbinamento a designer locali e partner tecnici specializzati. Un modello di filiera integrata che punta sulla sostenibilità sociale, sulla responsabilità e sulla condivisione del brand.
“È la prima azienda in Italia che sceglie di focalizzarsi sulla sostenibilità sociale coinvolgendo una cooperativa per ciascuna regione e condividendo la paternità del marchio – spiega Mercuri – Le cooperative si posizionano più in alto, ampliano il loro business sfruttando la capillarità distributiva di Mack & Schühle, mentre l’azienda allarga la presenza geografica. L’obiettivo è arrivare, nel giro di cinque anni, a coprire tutte le principali regioni italiane”.
Il modello è quello del co-branding. “Le cooperative fanno un accordo con Mack & Schühle – aggiunge Francesco Airenti – È coinvolto il territorio e viene riconosciuta una royalty sulle vendite del brand. Siamo partiti con sei regioni e sei cooperative, ma l’ambizione è coprire tutta Italia. Lo scopo è portare al grande pubblico un vino di qualità molto buona a un prezzo da grande distribuzione”.
Obiettivo: prezzi accessibili
In totale il progetto comprende 24 etichette per una produzione compresa tra le 200 e le 250mila bottiglie annue. “Oggi molte persone sono state ‘scottate’ da vini non all’altezza – osserva Airenti – Un prezzo accessibile, accompagnato da una buona qualità, può essere una grande opportunità per il consumatore. Parliamo di un vino democratico: l’80% dei consumi si concentra sotto i 10 euro”.
Il ruolo di Cristina Mercuri è centrale sia sul piano qualitativo sia su quello comunicativo: “Assaggio le masse con gli enologi per definire un profilo che rispetti vitigno e territorio. Sono vini da pronta beva, con uno stile chiaro e riconoscibile. Mi occupo anche della comunicazione e della promozione”.
Sul retro etichetta, accessibile dal Qr code, è presente un mini-video in cui Mercuri racconta e degusta il vino: in 45 secondi il consumatore può capire cosa sta bevendo, con una scala di valori che sintetizza acidità, aromi e stile. “È un approccio moderno e immediato, più vicino al consumatore”, sottolinea la MW.
Anche i fine wine trovano spazio nel progetto, come Barolo e Barbaresco. Il Barolo, ad esempio, è proposto a un prezzo sotto i 30 euro (Marchese Dalmasso). “Rispetta la tipicità, ma è uno stile più contemporaneo: bevibile, leggiadro, con un uso del legno delicato. Non ha l’ambizione di longevità dei grandi Barolo, ma punta sull’equilibrio e sulla piacevolezza nel calice”.
Il progetto piace
Un lavoro che ha richiesto più di un anno di sviluppo e che è stato presentato all’estero a Wine Paris, dove i vini hanno riscosso interesse. Nei prossimi mesi saranno distribuiti sui mercati internazionali, mentre in Italia arriveranno in estate.
La sfida è abbassare la barriera di accesso al vino di qualità, rendendolo comprensibile, accessibile e coerente con il territorio. Un progetto che unisce cooperative e impresa privata in un modello condiviso, con l’obiettivo di riportare il calice nelle mani di un pubblico più ampio, giovane e curioso.