Tutta un altra birra

Pizza e birra: al Campionato Mondiale di Parma tutti i trucchi per abbinarle al meglio

Pizza e birra: al Campionato Mondiale di Parma tutti i trucchi per abbinarle al meglio

Dalla margherita alla pizza piccante, passando per le birre senza glutine: con Estrella Damm una guida semplice e intelligente per scegliere l’abbinamento giusto senza complicarsi la vita e fare bella figura con gli amici

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Pizza e birra stanno insieme da sempre. Non perché qualcuno abbia davvero stabilito come abbinarle, ma perché nel tempo hanno finito per condividere lo stesso spazio: quello della tavola semplice e conviviale, dove le cose funzionano con naturalezza. Proprio per questo non smettiamo mai di parlarne tanto quanto di mangiarle: esplorare tutte le sfumature di qualcosa che amiamo non smette mai di sorprenderci.

Al Campionato Mondiale della Pizza, dal 14 al 16 aprile a Parma, questo approccio ha preso forma in uno dei workshop dedicati al rapporto tra pizza e birra: un invito a sperimentare, a cambiare prospettiva, a giocare con gli abbinamenti senza irrigidirli in regole, ma imparando a riconoscere quando funzionano davvero.

Abbiamo raccolto per voi alcuni suggerimenti d’autore, da veri intenditori, che potranno tornarvi utili la prossima volta che vi troverete davanti a un menu in pizzeria. A guidare il percorso è Alfonso Del Forno, che il 16 aprile a Parma condurrà la Masterclass “A tutta birra…e non solo” con la collaborazione di Radeberger. Un approccio diretto, lontano da schemi rigidi e più vicino all’esperienza reale della tavola.

Si parte da ciò che tutti conoscono, ma con uno sguardo un filo più attento. La margherita, nella sua apparente semplicità, è già un equilibrio: acidità del pomodoro, dolcezza, componente grassa, una struttura che tiene tutto insieme senza mai spingere troppo su una sola nota. È qui che una lager classica come Estrella Damm trova il suo spazio naturale: pulita, scorrevole, capace di accompagnare senza interferire. Non cerca di farsi notare, ma proprio per questo funziona. Potrebbe funzionare anche con una provola e pepe, o con una variante della margherita con stracciatella di bufala o altri latticini dalla consistenza simile.

Poi il passo si allarga e il gioco si fa più vivace. Una pizza bianca, con ricotta e un tocco di zest di limone, porta con sé una freschezza diversa, più aromatica, quasi luminosa. A quel punto serve una birra che sappia starle dietro — o meglio, starle accanto. Una birra di frumento come Damm Inedit, con le sue note agrumate e floreali, entra in dialogo diretto: i sapori si rincorrono, si accendono a vicenda, senza mai appesantire il sorso. Perfetta per l’estate, quando si ha voglia, anche sulla pizza, di sapori più freschi.

Infine, si cambia passo. Quando la pizza alza i toni — più sapidità, più grasso, magari una punta di piccante — serve una presenza diversa nel bicchiere. Una birra strutturata come Voll-Damm porta più corpo, più intensità, più carattere. Qui l’equilibrio si gioca sul contrasto: la birra pulisce, ma allo stesso tempo avvolge, smussa, rimette insieme. Il risultato è più dinamico, meno prevedibile — e decisamente più divertente.

Accanto a questo percorso, si apre anche uno spazio diverso, che parla del presente della tavola. Una birra come Estrella Damm 0.0, senza glutine e senza alcol, allarga il campo: non più solo abbinamenti, ma possibilità. Un modo per tenere insieme esigenze diverse — alimentari, culturali, personali — senza togliere nulla al piacere di una pizza condivisa. "Le birre senza glutine”, spiega Del Forno, “nascono come tutte le altre: si interviene durante la fermentazione con un enzima che rompe le catene proteiche, eliminando di fatto la presenza del glutine”. Il risultato è una birra che mantiene il proprio profilo ma rientra nei limiti previsti dalla normativa, “sotto i 20 ppm, verificati sul prodotto finito”. Di fatto, il prodotto più sicuro in assoluto nel mondo dei senza glutine, che può essere prodotto negli stessi stabilimenti delle birre tradizionali, senza alcun rischio.

Pizza e birra restano uno degli abbinamenti più spontanei che abbiamo, uno di quelli che arrivano al tavolo senza bisogno di troppe spiegazioni. Ma è proprio lì che si apre lo spazio più interessante: cambiare birra, provare, sbagliare magari — e poi azzeccarla. La prossima volta che vi troverete davanti a una pizza, la scelta non sarà solo automatica. E non perché esista una regola giusta, ma perché c’è molto più margine per divertirsi.

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