“Fragole, panna e champagne, fragole sotto la luna... stanotte un altro dirà, non l’ho mai detto a nessuna”. Il ritornello di Achille Lauro e Rose Villein risuona nelle orecchie, fresco, estivo, ed è piacevole (con o senza panna) lasciarlo lì ad accompagnare la mente mentre la punta della lingua è impegnata ad assaggiare un cono gelato, gusto fragole e champagne. Un’esperienza, come va di moda dire adesso, da fare passeggiando per San Salvario, a Torino, dopo una tappa da Modo, una gelateria giovane, come lo sono i suoi ideatori, e lo è l’ambiente e pure, mediamente, il cliente tipo. Che è nato sicuramente dopo il 1980, data in cui in un’altra parte di città apriva Siculo, un nome che è garanzia e quarant’anni e passa dopo è capace di portarti con la mente in Sicilia, con i suoi sapori e i suoi colori straordinari.
Anche grazie al grande studio sulla materia prima, l’evoluzione nell’utilizzo di latte - e di conseguenza creme - e frutta stagionale. Tutto è racchiuso in pochi chilometri, i piccoli produttori sono diventati il valore aggiunto dei gelatai che hanno unito la ricerca allo studio. La gelateria, come la pasticceria o perfino di più, è oggi chimica e fisica applicate alla gastronomia. Conogelato - un’altra delle realtà oggi all’avanguardia in una città che ha visto crescere, ricordiamo, fenomeni come Grom (i cui fondatori Guido Martinetti e Federico Grom sono oggi impegnati a Milano in una nuova avventura imprenditoriale, assieme al pilota Charles Leclerc per un gelato ipocalorico), ma anche come Alberto Marchetti o Mara dei Boschi - lavora con grande attenzione sull’utilizzo di latte di bufala (piemontese) riuscendo a ottenerne una consistenza che si sente al palato. La Contadina, ovvero la gelateria della Cascina Roseleto, opera sull’intera filiera, dai proprio animali al prodotto finito. E così Aria - quelli che hanno fatto anche il gusto pane, burro e marmellata riutilizzando il pane invenduto - valorizza le aziende fornitrici all’insegna della trasparenza completa. Il tempo delle “polverine magiche” è terminato. Il gelato è naturale, e diverso.
Aria Nomen omen: perché Davide Ferrero e Roberto Speranza hanno portato aria nuova nel mondo del gelato. L’attenzione per la materia prima, la lavorazione della stessa, la scelta dei fornitori. C’è cura in tutto: in menu c’è da scegliere tra Classiconi, vegani e "speri-mentali".
Conogelato Gelati a base di latte di bufala, per esaltare il gusto degli ingredienti (la frutta è di stagione), ma dare anche una consistenza cremosa e dolce. I gusti imperdibili: il Fior di bufala (razza piemontese), il pistacchio e il cioccolato fondente. La chicca: il fico d’India.
La Contadina Leggi: Cascina Roseleto. Passano gli anni, ma questa realtà resta una garanzia. È gelateria e latteria, tutto viene realizzato con latte che arriva dai pascoli della cascina. Tra i gusto, cremosi, imperdibile il Ciaparat (biscotto variegato gianduja con mandorle e nocciole caramellate).
Marchetti Alberto Marchetti una ne pensa e mille ne fa: il maestro del gelato è impegnato anche - assieme a Eredi Borgnino - nel proporre un gelato con topping gourmet e cocktail ispirato al Bicerin. In generale, materie prime trovate nel mondo Slow Food, piacevole perdersi tra deliziose creme e frutta fresca.
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Modo La base di partenza per conoscere i giovanissimi Guido Montaldo e Giorgio Oddone è la lavagna con una quindicina di gusti. Cui, volendo, si può aggiungere panna montata con la frusta. Ma seguendo estro e stagioni arrivano altre proposte ad accompagnare i classici. Come fragole e champagne.
Nivà Partire da Torino e ritrovarsi a Lisbona, Porto e Cannes. A 35 anni dal via all’avventura gastronomica di Diana De Benedetti e Silvio Rivolta, ecco i gelati di Diana e Dalia (figlia d’arte) con latte di alpeggio e ingredienti piemontesi: come la pera Burè Roca, le prugne Ramassin, le pesche di vigna a pasta bianca.
Siculo Nasce nel 1980 ed è sempre attuale: anticipa e convive con le mode, nel nome della qualità. E poi permette di sognare un viaggio in Sicilia, al gusto di mandorla, ricotta o pistacchio di Bronte, in un mix che guarda all’oggi, con sedano, fichi d’India e pistacchio salato.
+di un gelato Il classico che scopre il futuro: un po’ come la location, dai cui si osserva il continuo movimento di turisti e torinesi. Creato da una coop sociale, c’è qualità e desiderio di qualcosa di nuovo, nelle iniziative, nel marketing, nel gusto: come la stracciatella al caffè, da provare.