“Il papavero giallo in un campo di papaveri rossi”. È questa l’immagine distintiva, presente nel logo e nelle diverse etichette, scelta da Fabio Lucchese, trentottenne, laurea in Viticoltura ed Enologia all’Università di Udine, e da Anisa Abazi, ingegnere industriale, vignaioli della Marca Trevigiana, che alzano con orgoglio anche il vessillo dei vini rossi in un territorio dominato dal Prosecco.
Il loro panorama vitivinicolo appare infatti completo, spaziando dal pinot bianco al raboso, alla glera spumantizzata fino a varietà internazionali. Fabio, famiglia di viticoltori alle spalle, compie i primi passi, fisici e metaforici, proprio nelle vigne del nonno; dopo la laurea e le esperienze in campo in Toscana, Veneto e California, dieci anni fa decide di fondare la sua realtà vitivinicola fuori dagli schemi, occupandosi dell’intera filiera, dalla vigna alla cantina. Abbracciando anche tematiche green relative all’efficientamento energetico mediante pannelli solari e alla tutela dell’ambiente e della biodiversità. Anisa ne è invece preziosa anima pulsante a livello commerciale, di accoglienza e di creatività.
Il contesto
La loro sinergia si esprime oggi in una trentina di ettari vitati (30 mila le bottiglie) nel comprensorio del comune di San Polo di Piave, situato nel cuore delle terre del Piave, estendendosi fino al confine con San Michele di Piave. In questo contesto, spiccano, a lato della cantina edificata nel 2016, il loro vigneto più antico, la “Bellussera”, dal nome dell’altrettanto antico sistema di allevamento che, visto dall’alto, evoca un perfetto ricamo geometrico. E una chiesetta, “Caminada”, del XV secolo, dove ogni giorno, alle 17 del pomeriggio, dal campanile risuonano le note della “Canzone del Piave” in memoria di tutti i soldati caduti in guerra.
I vini
Veniamo ora ai vini. I Prosecco si presentano freschi, minerali e ben strutturati: il “Prosecco Extra Dry Millesimato DOC Treviso”, almeno l’85% di uve glera, si differenzia dal “Prosecco Brut Millesimato DOC Treviso” per un bouquet più profumato, arricchito da note di fiori gialli, zafferano e gesso che ne aumentano la complessità. Il primo nasce su terreni a medio impasto e sassosi nei pressi del Piave, mentre il secondo è coltivato sulla soleggiata marca trevigiana ai pendii delle colline a nord di Treviso; per entrambi, la presa di spuma avviene in autoclave con metodo Martinotti per una durata di almeno 50 giorni.
Per quanto riguarda i rossi, abbiamo trovato eccellenti interpretazioni in orci di terracotta (prodotti su misura a Impruneta) introdotti poco più di un lustro fa. Come il Rosso IGT Marca Trevigiana “Piradobis” 2020, che già nel nome tradotto “Identità” è un omaggio alla culla della vinificazione in terracotta, la Georgia. È frutto di una vinificazione di uve merlot (85%) e raboso (15%) che, dopo la vendemmia, subiscono un processo di surmaturazione per concentrare tutte le sostanze in essa contenuta. Quindi, sono macerate negli orci per 100 giorni sulle bucce, e qui fanno anche fermentazione e affinamento. Ha profumi di frutti rossi, fichi maturi, humus e una buona mineralità completa una struttura principalmente fresca e di ottimo equilibrio.
Stesso uvaggio per il Rosso IGT Marca Trevigiana “Ars et Ingenium” 2018, che invece, grazie al passaggio per un anno in tonneuax di rovere francese e americano, rivela un profilo più speziato e un corpo equilibrato, con una morbidezza davvero notevole. Super!
Enotria Tellus
San Polo di Piave (Tv)
viale della Rimembranza, 6
tel. 0422855181
Una bottiglia di Prosecco Extra Dry Millesimato DOC Treviso: euro 10