Festival Gusto 2025
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La pizza e il valore della cottura

La pizza e il valore della cottura

A C’è +Gusto a Bologna di Italforni ha portato sul palco un modello progettato per garantire continuità di performance, con particolare attenzione all’affidabilità nei servizi ad alto ritmo

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La pizza nasce nel forno. Tutto ciò che la precede come farine, impasti, lievitazioni, è preparazione. La verità si misura dentro quella camera di calore, dove il pizzaiolo dialoga con la temperatura, l’umidità e il tempo. Lì si decide buona parte della qualità del risultato, la struttura del cornicione, la leggerezza dell’interno. In quel passaggio il forno smette di essere un accessorio e diventa parte del mestiere. All’Arena della Pizza di “C’è più Gusto” a Bologna c’è stato un altro protagonista, oltre ai maestri pizzaioli: Caruso, il forno di Italforni, messo sotto stress durante masterclass e dimostrazioni con un pubblico di addetti ai lavori e appassionati.

L’azienda marchigiana, punto di riferimento da oltre quarant’anni nella costruzione di forni professionali, ha portato sul palco un modello progettato per garantire continuità di performance e controllo in ogni fase della cottura, con particolare attenzione all’affidabilità operativa nei servizi ad alto ritmo. Nei due giorni di evento il forno ha lavorato in condizioni reali, sostenendo sequenze di infornate senza cali termici. La camera refrattaria e la gestione elettronica hanno assicurato stabilità fino a 530 °C, uniformità e reattività ai comandi. Il risultato visibile nel piatto: cornicione ben sviluppato, base sostenuta, equilibrio tra colore e umidità. L’osservazione più ricorrente tra i pizzaioli riguarda la ripetibilità del profilo di cottura, parametro chiave quando il flusso aumenta e la coerenza del risultato diventa cruciale per il servizio. Italforni ha costruito il forno Caruso con un approccio che unisce materiali refrattari selezionati, struttura in acciaio e un’interfaccia di controllo pensata per chi lavora ore davanti allo sportello. L’elettrico consente una gestione puntuale della curva termica e una modulazione precisa dei settaggi, con benefici su consumi, manutenzione e costanza.

L’estetica segue la funzione: ingombri compatti, accessi agevoli, leggibilità immediata dei comandi. Il progetto industriale nasce a Pesaro, dove l’azienda sviluppa forni per pizzeria, pasticceria, panificazione e gastronomia con l’obiettivo di rendere più semplice la vita del professionista, riducendo la fatica e aumentando la prevedibilità dei risultati. La filosofia è la stessa che molti artigiani chiedono oggi alle attrezzature: strumenti che accompagnano il gesto e ne amplificano la precisione con numeri verificabili. All’Arena della Pizza il ruolo del forno è stato evidente fin dalla prima lezione. La temperatura dichiarata è stata confermata dai riscontri pratici, con tempi di cottura costanti e curve stabili anche dopo sessioni prolungate. La camera, completamente refrattaria, ha distribuito il calore in modo omogeneo, limitando le differenze tra centro e bordo. Il controllo digitale ha permesso micro-correzioni in tempo reale. Tecnica al servizio dell’esecuzione, senza interferire con lo stile dei singoli maestri.

Gli impasti ad alta idratazione hanno trovato supporto nella gestione dell’umidità, mentre i condimenti hanno beneficiato di un’irradiazione coerente che evita shock termici e preserva profumi e texture. “La nostra partecipazione a C’è più Gusto è stata un’occasione per raccontare il valore della cottura come momento decisivo nella creazione di ogni prodotto”, spiega Andrea Ricci, General Manager di Italforni. “Il forno è il cuore del processo: non uno strumento passivo, ma un alleato che esalta il lavoro del professionista e la qualità delle materie prime”. A Bologna se ne sono accorti ad ogni morso di pizza.

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