Il fenomeno

Così i social e le ricette da 60 secondi stanno cambiando la cucina, forse per sempre

Così i social e le ricette da 60 secondi stanno cambiando la cucina, forse per sempre

In un incontro a Terra Madre Aurora Cavallo (CookerGirl), Simone Cinotto e Andrea Borghini, riflettono sul rapporto tra i nuovi media e il cibo e su come i primi stiano impattando a 360°

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Grembiule rosso, camicetta bianca, capelli raccolti a chignon e una ricetta da preparare. Sono questi gli elementi più iconici della presenza social di Cooker Girl, al secolo Aurora Cavallo: 1,6 milioni di follower su Instagram, 1,5 su TikTok e circa mezzo milione su Facebook. Una presenza costruita in ormai 10 anni di attività: dai primi video anonimi a quelli più virali (come l’ormai famosa Fucking Focaccia) passando per la collaborazione con Giallo Zafferano, la pubblicazione di 4 libri e la consacrazione come nuova voce del racconto del cibo nel mondo digitale.

“Aurora e Cooker Girl non sono la stessa persona” precisa la content creator. “Si sovrappongono per certi aspetti, ricordi, sapori ma una sono io, l’altra è un personaggio che parla della mia passione per il cibo”. A Terra Madre, dove l’abbiamo incontrata, da questa “messa in prospettiva”, Cavallo si è confrontata con lo Simone Cinotto, storico dell’alimentazione dell’Università delle Scienze Gastronomiche di Pollenzo, e Andrea Borghini, professore di filosofia dell’Università degli Studi di Milano, su come si tramandino oggi le ricette, chi sia il depositario della conoscenza gastronomica e chi l’audience di questo travaso di informazioni.

Innanzitutto, con il cambiamento del medium cambia anche il messaggio. “Con l’arrivo degli short video, format importato in Italia con l’arrivo di TikTok e poi subito adottato da altre piattaforme, si è passati da un obiettivo didattico all’intrattenimento: la ricetta raccontata sui social non è un elenco di ferree procedure da seguire ma di come, a partire da un canovaccio base, si riesca a colorare, personalizzare, una determinata ricetta”, spiega Cavallo. In questo modo cambia anche il concetto di autorevolezza della fonte: “Prima era il libro di cucina, oppure la nonna o la mamma che conservano l’autorità gastronomica. Ora non è così. Con l’affermarsi dei content creator si è generato un cambiamento culturale tale per cui la trasmissione delle informazioni non è più verticale, dall’alto in basso, ma orizzontale e più partecipativa”.

Un esempio? I commenti che raccolgono i feedback immediati degli utenti. Con tutte le conseguenze del caso. “All’inizio della mia carriera, sotto i miei post comparivano diversi commenti del tipo “sei una ragazzina, cosa vuoi saperne di come si cucina”. Con il tempo e la viralità dei contenuti ho superato questa diffidenza, “oggi mi riempie di gioia leggere i messaggi di chi mi dice che con la mia ricetta gli è riuscito il piatto. Significa che ho fornito un servizio utile, interessante, senza sovrastrutture. E soprattutto accessibile, chiaro e comprensibile nonostante le limitazioni di tempo e la semplificazione che i contenuti social impongono”.

Diverso, invece, quando si tratta di libri. “Qui il mio approccio cambia” rivela la content creator. “Pur rimanendo informale e accessibile, per esempio spiego il concetto di maglia glutinica come un elastico per capelli che si ripiega su se stesso, presto attenzione ai dettagli. Per la mia prossima pubblicazione sto ancora rivedendo alcune ricette, magari aggiungendo delle note a margine con consigli utili e qualche furbizia. Dal punto di vista grafico, invece, ogni preparazione ha delle foto che ne spiegano i vari passaggi. Foto che ovviamente sono state realizzate mentre preparavo quella stessa ricetta. Perché non si può essere credibili, all’epoca dei social, se non ci si mette la faccia”.

Considerazione che apre al concetto di responsabilità: “Come Cooker Girl non collaboro con aziende e brand di carne, ma questo non significa che Aurora sia vegetariana. Attraverso il mio personaggio voglio che passi un’idea di cucina genuina, facile da approcciare. D’altronde, nessuno inventa davvero niente di nuovo. Piuttosto si rinnova, rinfresca, ritocca qualche procedimento. Il format “pasta in 10 minuti” va in questo senso: prodotti che acquisto sotto casa e preparazioni alla portata anche di chi non ha molto tempo”. Per il futuro, “come content creator spero che arrivi presto una norma sull’identità digitale per moderare i commenti – afferma Cavallo – come cuoca, invece, continuerò il mio percorso social. Al momento non penso di passare dall’altra parte dello schermo. Sebbene abbia fatto diverse esperienze in cucina e a maggio abbia aperto il Cooker Loft dove incontrare la mia community, il mio palcoscenico rimangono i social”.

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