La sua canzone più famosa ha il titolo in un bicchiere. Di Champagne, per l'esattezza, con cui Peppino di Capri, scomparso sabato 11 luglio alla soglia degli 87 anni, voleva "brindare a un incontro". Era il 1973 e l'interprete caprese aveva scelto come protagonista del suo brano che sarebbe diventato un vero e proprio disco cult il re delle bollicine francesi.
Erano gli anni in cui lo Champagne rappresentava uno status symbol indiscusso, un'icona del lusso ed era l'epoca in cui le grandi Maison consolidavano il loro prestigio a livello internazionale.
Per esempio Dom Pérignon con le sue annate 1970 e 1971 era lo spumante più ambito nelle feste dell'alta società in tutto il mondo. Così come Moët & Chandon, Veuve Clicquot e Louis Roederer con il suo famoso Cristal erano i più bevuti nei locali esclusivi degli anni Settanta.
Le bollicine tricolore allora non erano ancora apprezzate come ora. E poi ci voleva un nome riconoscibile ovunque che facesse risuonare momenti da celebrare.
La canzone però non è mai stata usata per pubblicizzare qualche Maison di champagne.
Secondo il portale "La galleria della canzone" l'artista, Giuseppe Faiella all'anagrafe, si sarebbe rifiutato di farlo. "Mi sono ritrovato sul punto di concludere con un imprenditore francese – avrebbe dichiarato – ma sinceramente mi offriva proprio poco, per un brano già famoso. In ogni caso, in Italia bisogna sostenere lo spumante, ed io non vorrei passare per traditore...".
In un'intervista al Corriere Adriatico un anno fa poi confessò: "Se bevo Champagne? Fa male alla voce, bagno appena le labbra...".
E su La Provincia Pavese più di dieci anni fa rivelò i suoi gusti culinari: "Scampi alla brace, è questo il mio piatto preferito. Quanto al cibo confezionato… beh, non sono affatto contrario. Anzi, mia moglie dice che basta la mia mole (ride) per capire che vado pazzo per le merendine. Ne mangio in quantità industriali, una media di sei al giorno! Prima o poi dovrò ridurle, ma per il momento non ci penso nemmeno! Ma niente mi dà soddisfazione come un bel piatto di scampi…".
Si racconta anche che in una cena in suo onore a Napoli nel ristorante "Ieri, Oggi e Domani", lo chef Antonio Castellano" creò un menu di mare su misura per suoi gusti: risotto alla pescatora, linguine con gamberi e fasolari, filetto di orata in pasta brisée, mozzarella di bufala al forno con gamberi rossi di Mazara. Alla fine si mise a suonare al pianoforte in sala per ringraziare la brigata.
Il cantante amava ripetere che Capri non è fatta solo di canzoni, ma soprattutto di profumi. Come ad esempio quello dei limoni. Così si concedeva un momento di relax ai tavolini della Piazzetta chiedeva una personale variante dell'aperitivo: il Limoncello Spritz, con il liquore di limoni di Capri fatto in casa, rigorosamente con le scorze dei limoni dell'isola, al posto del bitter.