L’appuntamento

Il Gotha del golf per 4 giorni a Torino

Il Gotha del golf per 4 giorni a Torino

Al Circolo La Mandria l’83esima edizione degli Open d’Italia. La proposta gastronomica nell’aria hospitality e nella club house

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Quattro giorni di gara, diciotto buche e un racconto che supera il risultato sportivo. Un torneo internazionale di golf oggi diventa anche occasione per scoprire un territorio attraverso ospitalità, incontri e valorizzazione delle eccellenze locali. Succede al Circolo Golf Torino La Mandria che, dal 25 al 28 giugno, ospiterà il Ds Automobiles 83° Open d’Italia. Una cornice dove la gastronomia avrà un ruolo importante anche grazie a La Credenza Group dello chef Giovanni Grasso, alla guida della cucina del club da alcuni mesi. Durante la manifestazione il gruppo sarà coinvolto nelle aree hospitality, tra cui le lounge Rolex e Federazione Italiana Golf.

Accanto alle aree hospitality, l’esperienza gastronomica dell’Open prenderà forma anche nel Fan Village, dove da giovedì a domenica si alterneranno diverse realtà gastronomiche: da Eataly a L’Arangiuma con plin e vitello tonnato, fino agli hamburger di Fassona piemontese firmati Scudieri Group e alla proposta plant-based di Martino Rossi. Tra gli appuntamenti che animeranno gli spazi aperti al pubblico ci sarà anche l’Aperitivo all’Italiana di venerdì sera, durante il quale il maestro pasticcere Fabrizio Galla porterà una selezione di finger food legata alla tradizione piemontese.

Dalla dimensione aperta al pubblico alla quotidianità dei soci, l’esperienza gastronomica dell’Open passerà anche dalla club house, uno degli spazi dove la manifestazione incontra la storia e l'identità del circolo. In una delle realtà golfistiche più storiche del Paese, nata nel 1920 e immersa nel Parco della Mandria, l’ingresso de La Credenza è avvenuto dopo una gestione che per anni aveva accompagnato la vita dei soci. Questo cambio ha significato prima di tutto comprendere un mondo con tempi e ritualità proprie, andando oltre il semplice trasferimento della propria idea di cucina.

«Siamo entrati in punta di piedi per capire l’esigenza del golfista - racconta lo chef Grasso - Era la nostra prima volta all’interno di un circolo così storico: dovevamo conoscere un mondo nuovo e poi mettere dentro la nostra professionalità». Il punto di partenza non è stato rivoluzionare, ma comprendere: «Abbiamo iniziato cercando di cambiare senza cambiare. Il nostro obiettivo era mantenere le abitudini, capire le esigenze e poi costruire un percorso di crescita».

Perché il golfista non è il cliente tradizionale di un ristorante. Il rapporto con il circolo è fatto di consuetudini costruite nel tempo: c’è chi si ferma dopo nove buche per un pranzo veloce e chi vive quegli spazi come parte della propria dimensione familiare. La cucina deve inserirsi in un equilibrio già esistente, accompagnando la giornata del giocatore senza modificarne i riferimenti. «Bisogna ricordarsi che per il socio questa è casa sua», sottolinea Grasso. Da questo equilibrio nasce una proposta costruita tra memoria e novità: il Percorso Blu, dedicato ai piatti della storia del club, e il Percorso Giallo, dove emerge il linguaggio de La Credenza attraverso una cucina più dinamica.

A guidare la cucina del Circolo Golf Torino è Chiara Patracchini, nella squadra de La Credenza da 26 anni. Una scelta che racconta il modo di lavorare del gruppo: ogni progetto nasce dalle persone chiamate a custodire e interpretare l’identità costruita negli anni. Per Grasso il futuro dei grandi club passa dalla capacità di rispondere alle esigenze di un golfista sempre più internazionale, abituato a scegliere una destinazione anche attraverso ciò che offre fuori dal campo. «Il golf non deve essere soltanto qualcosa di esclusivo, ma deve diventare un’esperienza», racconta. In questo percorso la gastronomia diventa parte dell’ospitalità: un modo per completare l’esperienza del circolo rispettandone storia e identità.

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