L’evento

Da Ischia alla pizza: torna Praesentia, viaggio gastronomico nella cultura campana

Da Ischia alla pizza: torna Praesentia, viaggio gastronomico nella cultura campana

Otto appuntamenti gratuiti tra giugno e dicembre 2026, da Ischia a Napoli: nell’anno della cucina italiana Patrimonio Unesco si conferma la missione di raccontare cibo e cultura come un unicum

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Tutto comincia da una coppa. Non una coppa di vino qualunque: la Coppa di Nestore, un vaso dell'VIII secolo a.C. conservato al Museo Archeologico di Pithecuasae a Ischia, con una delle iscrizioni più antiche in alfabeto greco — e parla già di bere e di convivio. È da lì che parte il 30 giugno la seconda edizione di Praesentia, la rassegna enogastronomica della Regione Campania curata dall'antropologa Elisabetta Moro: otto appuntamenti gratuiti distribuiti tra fino a dicembre 2026, costruiti sull'idea che il cibo campano – e non solo - sia un patrimonio culturale da leggere prima ancora che da assaggiare.

Sono passati pochi mesi dalla prima edizione, ma il mondo in cui il format riapre le sue porte è molto diverso. Il 10 dicembre 2025, pochi giorni dopo la conclusione a Napoli del primo ciclo di incontri, la cucina italiana è entrata nell'elenco dei Patrimoni Culturali Immateriali dell'Umanità UNESCO: i gesti, i saperi, la trasmissione orale, la memoria collettiva intorno a un tavolo. Un orizzonte in cui questo evento si posiziona in maniera decisamente coerente.

Ogni appuntamento si svolge dentro un monumento del territorio. Non solo una location, ma parte dell’esperienza. Da qui e solo da qui partono le relazioni accademiche, gli approfondimenti e il momento clou dell’iniziativa, ovvero l’incontro tra l’alta cucina e quella di tradizione locale attraverso due esponenti professionali. Una dichiarazione di intenti e di idee, oltre che un modo di strutturare il programma: l'innovazione che funziona sa sempre da dove viene.

«Dalle aree interne alle coste, ogni comunità custodisce tradizioni, prodotti e saperi che rappresentano un patrimonio unico», ha detto l'assessore regionale al Turismo Vincenzo Maraio. «Il nostro obiettivo è trasformare queste eccellenze in una narrazione contemporanea e attrattiva, capace di parlare ai visitatori italiani e internazionali».

La prima tappa a Ischia incarna questa logica: Nino Di Costanzo, due stelle Michelin al DANÌ Maison, cucina insieme ad Agostino e Silvia D'Ambra del Focolare di Barano d'Ischia — e l'arco che va dalla Coppa di Nestore al bucatino è esattamente il tipo di percorso che distingue Praesentia da un evento di promozione turistica ordinaria. Il calendario prosegue seguendo una geografia ragionata e culturale della regione.

A Castellammare di Stabia a luglio si parla di pasta, l'icona più riconoscibile del Made in Italy a tavola, con tutta la complessità industriale e artigianale che porta con sé. Ad Ascea a settembre è il Cilento a prendere la scena, con il suo statuto di culla della Dieta Mediterranea e di territorio che quella dieta la pratica ancora. Pozzuoli risponde a fine settembre con il mare nel piatto — alici, cicerchie, tatiello — e la sua identità di città che il cibo lo vive come quotidianità popolare, non come esibizione. L'autunno si sposta verso l'interno: Avellino porta i fusilli, le cannazze e i mugliatielli dell'Irpinia, cucina di montagna e di fatica; Aversa costruisce una tappa intera attorno alla sua Via Lattea casearia — mozzarella, provola, polacca — che è una delle più solide identità produttive della regione. Benevento a novembre va in coda al ciclo autunnale con il cardone e il torrone, il Natale sannita che sa di selvatico e di zucchero.

Chiude la corsa Napoli il 7 dicembre con un titolo che è quasi un manifesto: Dalla pizza alla cucina italiana. Il genio di Napoli nei patrimoni Unesco.

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