La novità

A Milano apre il regno dei vini al calice: ogni giorno in mescita 100 etichette

A Milano apre il regno dei vini al calice: ogni giorno in mescita 100 etichette

Si chiama Reverso, e punta a innovare il settore: vini per tutte le fasce di prezzo, possibilità di scegliere la quantità, e l’aiuto dell’Intelligenza artificiale

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“Non conosco questo Vermentino, mi piacerebbe provarlo”. “Ah, ma c’è un vino polacco, mai assaggiato”. “Però, un sake presentato con quelle parole, mi alletta”. Se cedete a tutte queste tentazioni, o ad altre simili, in un’enoteca milanese, non ve la caverete con meno di 30 o 40 euro. Per poi, magari, pentirvi, perché le scelte “al buio” non si sono rivelate adatte al vostro gusto. Adesso però in via Savona, non lontana dai Navigli, arriva Reverso, wine bar ed enoteca, locale atipico, innovativo, quasi rivoluzionario, dove per tre assaggi potreste spendere cinque euro o poco più. La sua rivoluzione si presenta con eleganza, begli arredi (metallo, piastrelle “a scaglie”, muri color ottanio, divanetti), un lampadario fatto di calici rovesciati, e alle pareti la luce discreta delle vetrine incassate, dove un sistema di dispenser permette di tenere pronte alla mescita un centinaio di bottiglie.

Perché è questa la prima sorpresa, ogni giorno cento etichette saranno disponibili al calice. Una straordinaria opportunità, per chi è curioso e ama il vino, poter spaziare nei continenti, nei classici e nelle novità, nei “naturali” e nei no/low alcol, l’ultimo inevitabile trend. C’è anche scelta tra i formati per gli assaggi: 25, 75 o 125 millilitri, ovvero un paio di sorsi o un calice ridotto o un calice normale. E questo permette di assaggiare davvero tanti vini senza svenarsi, perché i prezzi, per il formato da 25 ml, partono da 1,50 o 2 euro. A quel punto, se il vino non è di vostro gradimento, avrete “rischiato” una somma trascurabile. Se invece vi piace, potete fare un upgrading e chiedere un calice. O acquistare una bottiglia: in questo caso, il prezzo della piccola degustazione vi verrà scontato.

Una serie di novità che rendono più accessibile il mondo dei vini. Anche dei grandi vini: “Il sistema di dispenser che abbiamo scelto garantisce un’ottima conservazione, quindi possiamo permetterci di aprire bottiglie importanti senza che perdano qualità. Naturalmente, in questo caso i prezzi delle degustazioni sono all’estremità più alta della fascia”, spiega Matteo Colafrancesco, uno dei tre soci. Insomma, si prova un vino a pochi euro, o ci si toglie lo sfizio di un vino pregiato, di cui sarebbe molto impegnativo acquistare una bottiglia.

La decisione di aprire Reverso, il 12 giugno, nasce da tre soci. Francesco Baccaglini e Matteo Colafrancesco sono avvocati con attività varie in Svizzera e in altri Paesi, Stefano Santi, laureato in Economia, gestisce le aziende di famiglia nel Comasco. Appassionati di viaggi, di vino e di ospitalità, hanno creato la start up The Wine Society (che detiene il marchio Reverso), premiata per aver scelto di associare, all’accoglienza sorridente e alla competenza del personale, l’attività dell’intelligenza artificiale.

Lo chef Matteo Giovanoli
Lo chef Matteo Giovanoli 

Questo è l’altro plus di Reverso: la chatbot elabora le risposte date dagli avventori a poche domande preliminari, e inizia a suggerire qualche scelta, qualche vitigno, qualche etichetta. Poi il sommelier Francesco Venezia, giovane ma molto esperto, affiancato da Martina Ronzani, fornisce altri dettagli e i suoi consigli personali. Quando il cliente ritorna, ci sono già le sue preferenze registrate, e tutto diventa ancora più facile, con proposte e percorsi di degustazione studiati su misura. Scaricando l’app, si può viaggiare nei territori dei vini desiderati, scoprendone l’anima più da vicino, con immagini, interviste ai produttori e video. Si paga dall’app, o con una tessera a scalare.

Tra le cose disponibili adesso, un Verdicchio superiore biodinamico e un Valpolicella classico, per assaggiarli bastano 1 euro e 50 centesimi. “Interessante il Pelaverga di Verduno, fresco e fruttato, ottimo per l’aperitivo”, suggerisce Francesco. Se volete solo assaggiarlo, 2 euro. E con 3 si prova qualcosa di inedito, un Pinot blanc di Kamil Barczentewicz, made in Polonia. C’è poi un Listrão dell’isola di Porto Santo, vicino a Madeira, 6 euro, e prossimamente vini delle Azzorre. Se cercate un’emozione classica, con meno di 30€ si può assaggiare il Grands Echezeaux de Villamont: “Le sue parcell”, precisa il sommelier, “confinano con quelle di Romanée Conti”. Ci vogliono 190 euro per un Masseto 2022, in questo caso un bel calice da 125 ml, ma acquistare una bottiglia vi costerebbe più o meno 1000 euro. Francesco è esperto anche in sake, e adesso ne propone uno con lieviti estratti dalla pelle della pesca (8 euro). E poi c’è il cibo, ottimo, grazie a Matteo Giovanoli, giovane chef di talento, che prepara deliziosi bao farciti di carne, bocconcini di vitello tonnato in versione nuova con caramello salato e salsina alleggerita, gazpacho rinfrescante, e risotto giallo o mondeghili per sentirsi a Milano.

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