L’itinerario

Giro d’Italia del Gusto: si assaggia l’Oltrepò poi la volata finale con risotto e ossobuco

Giro d’Italia del Gusto: si assaggia l’Oltrepò poi la volata finale con risotto e ossobuco

La quindicesima tappa della corsa rosa è un viaggio nei sapori lombardi: dal salame di Varzi al peperone di Voghera per arrivare ai classici milanesi

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Un percorso di 157 chilometri nel cuore della Lombardia nella tappa numero 15 del Giro d'Italia che collega Voghera a Milano. In un filo di sapori che segue la pianura padana e si srotola fino al capoluogo lombardo, concentrato del gusto meneghino.

Piatti tipici

Al centro dell'Oltrepò pavese Voghera ha una tradizione gastronomica strettamente legata al territorio. Simbolo della sua rinascita agricola è il Peperone di Voghera, dal sapore dolce, coltivato dai primi anni del Novecento, oggi presidio Slow Food e prodotto De.C.O., mangiato ripieno di verdure o di carne e nella peperonata.

Altra eccellenza è la mostarda di Voghera, storica a base di frutta candita intera immersa in sciroppo aromatizzato alla senape, perfetta con il bollito misto piemontese.

Fra i dolci la Zuppa Vogherese dessert che ricorda per certi versi la classica zuppa inglese con pan di Spagna e savoiardi e una bagna al caffè e liquore.

A Milano l'arrivo del Giro d'Italia si omaggia con i piatti meneghini tipici. A partire dalla Cotoletta alla Milanese, la costoletta di vitello con l'osso, a forma di orecchia di elefante, impanata e rigorosamente fritta nel burro chiarificato. E naturalmente il Risotto alla Milanese con lo zafferano, da gustare "al salto" ovvero ripassato in padella con il burro a formare una croccante crosticina. E accompagnato dall'ossobuco. Poi Mondeghili le polpette tradizionali milanesi di carne avanzata, fritte nel burro e con pane raffermo, latte e spezie. Da non dimenticare la Cassöeula a base di verza con costine, cotenne e verzino di maiale.

Dove mangiare e cosa comprare

A Voghera si può mangiare al Ristorante Rimulas, nelle trattorie QuintoQuarto, Nuova Trattoria sul Binario o Mang'iamo. Da comprare nelle botteghe della città la mostarda, oltre ai Brasadé che sono delle ciambelle salate croccanti da accompagnare ai salumi. E poi il Salame di Varzi Dop, oltre ai vini dell'Oltrepò pavese.

A Milano impossibile fare un elenco di posti dove andare a mangiare. Per rendere omaggio al Giro si possono provare i tanti ristoranti e trattorie tipiche lungo il circuito di gara. Circuito che nella prima parte comprende l'area di Porta Romana, viale Isonzo, via Cadore (fra le tante trattorie La Trebia è famosa per la sua cotoletta ma ci sono tanti altri indirizzi da scoprire) raggiunge il percorso centrale fra Porta Venezia, Loreto e corso Buenos Aires dove c'è il rettilineo d'arrivo (risotto alla milanese e ossobuco per esempio da Pane al Pane Vino al Vino).

Da comprare ovunque, nelle botteghe meneghine di gusto e in ogni dove, il formaggio Gorgonzola Dop, il salame Milano omaggio alla città e anche il panettone che ormai si trova tutto l'anno.

Cosa bere

A Voghera da gustare nel bicchiere ci sono i vini dell'Oltrepò Pavese. Come la Bonarda rosso frizzante ideale con i salumi e i grandi brasati locali e il Buttafuoco, rosso fermo da uve storiche locali, perfetto con carni rosse e selvaggina. Oltre al Pinot Nero anche in versione spumante Metodo Classico e al Sangue di Giuda.

Poi c'è il Bargnolino digestivo artigianale tipico ottenuto per infusione delle prugne selvatiche dette bargnoli. Degustazioni in enoteche storiche e locali come il Caffé Nazionale e La Cappelleria.

A Milano pronunci la parola "bere" e automaticamente appare l'aperitivo e il suo rito. Nei mille locali -anche questi impossibili da elencare- si propongono cocktail storici della mixology, calici di vino d'eccellenza e birre artigianali. Da provare il Negroni Sbagliato cocktail iconico nato proprio qui. Si narra che Mirko Stocchetto, proprietario del Bar Basso in via Plinio, dunque nella zona del Giro d'Italia, miscelò per sbaglio le bollicine al posto del gin col Campari Bitter e il vermouth rosso e venne fuori questo sbaglio tutto da sorseggiare.

Fra i vini, oltre al Franciacorta e alle bottiglie dell' Oltrepò Pavese, da scoprire in un sorso il San Colombano al Lambro Doc, sia rosso che bianco, unico vino certificato prodotto nel territorio della provincia di Milano. E una denominazione locale come la Collina del Milanese Igt.

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