Il punto

Recensioni false, stretta in arrivo: basta commenti fake su ristoranti e hotel

Recensioni false, stretta in arrivo: basta commenti fake su ristoranti e hotel

Dalla ricevuta obbligatoria al limite dei 30 giorni: con il nuovo disegno di legge sulle piccole e medie imprese cambiano le regole per le recensioni sulle piattaforme. Obiettivo: fermare i giudizi falsi che influenzano fino al 30% del fatturato dei locali e tutelare consumatori ed esercenti

2 minuti di lettura

Occhi aperti, per non rimanere a bocca aperta né asciutta, quando si sceglie dove andare a cena. E si leggono le recensioni on line. Perché queste ultime non sempre sono vere. Possono "gonfiare" in positivo un ristorante per esempio con descrizioni favorevoli comprate per fare impennare il numero di like. O affondarlo, descriverlo in maniera totalmente negativa in maniera gratuita, diffamandolo. Magari senza esserci mai andati. A breve non sarà più possibile farlo e sparare a zero su un locale senza motivo diventerà sempre più difficile. Con l'imminente pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale verranno messe nero su bianco le misure che riguardano le recensioni on line di ristoranti e alberghi. Misure a tutela sia degli esercenti che dei clienti, inserite nel disegno di legge per le Pmi (Piccole e medie imprese) che ha ricevuto l'approvazione definitiva del Senato a inizio marzo.

Perché un commento sia considerato attendibile e legittimo, su applicazioni come Tripadvisor e The Fork, deve fornire precise indicazioni sul locale al centro della recensioni e sulle sue caratteristiche. E il racconto dell'esperienza deve essere "pertinente". Insomma deve far intendere che si è stati davvero lì di persona, sul posto, a mangiare. E la cosa deve essere verificabile e documentata con una ricevuta fiscale. Inoltre la recensione è nulla se non è scritta direttamente dalla persona che ha pranzato o cenato nel posto indicato e deve essere pubblicata non oltre i 30 giorni dal momento in cui si sperimenta il servizio, ovvero si consuma il pasto recensito. In più non deve essere collegata a promesse di sconti o vantaggi offerti dal ristoratore. Per questa pratica l'Italia secondo si sarebbe posizionata al quarto posto nel mondo secondo dati Tripadvisor che ha anche evidenziato un altro fenomeno: quello dell'Intelligenza artificiale che contribuisce a mandare tutti in confusione. La piattaforma avrebbe rimosso oltre 200 mila recensioni fake generare con l'Ia. Se un esercizio si ritiene vittima di un commento falso lo può far rimuovere segnalandolo ai gestori delle piattaforme, gli Hosting Provider.

Secondo una recente indagine di TheFork, quasi il 45% degli italiani legge almeno 5 recensioni prima di decidere dove andare a pranzo o a cena. Dedicando a questa ricerca almeno 13 minuti in cui si spulciano i commenti dei clienti (veri o presunti). Dando molta meno importanza, e ben poco credito, alla descrizione del ristorante prescelto presente nella sua scheda sui portali di prenotazioni o direttamente sul sito del locale. Eppure se si considera un sondaggio Epam condotto a Milano si scopre che la maggioranza degli stessi consumatori (il 66%) che non resiste alla curiosità di sapere cosa si dice di un determinato posto ha dichiarato di imbattersi regolarmente in "valutazioni inattendibili". Valutazioni che non rimangono sul piano teorico, come un “pour parler” e basta, ma hanno effetti molto concreti sulla realtà, sulla sopravvivenza di un'attività di ristorazione.

Che sia una trattoria, una pizzeria, un ristorante stellato. Qualche tempo fa l'Ufficio studi di Fipe-Confcommercio ha rilevato che le recensioni on line incidono per il 30% sul fatturato di un locale. E ha calcolato che il 70% di quanti decidono di andare a mangiare fuori, scelgono in base a quel che leggono sul web e sui social.

Scegli su quale testata vuoi vedere questo contenuto