La selezione

Dove sta andando il vino oggi? Dieci assaggi per capirlo

Degustazione a Grandi Vini (@Alessio Panunzi Studio)
Degustazione a Grandi Vini (@Alessio Panunzi Studio) 

Luca Cuzziol, leader della distribuzione: “L’offerta vinicola è sovradimensionata, ma a Roma il pubblico è meno influenzato dalle mode”

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Nel panorama attuale del vino di qualità, Roma si conferma un osservatorio privilegiato per leggere i cambiamenti del mercato. In questo contesto, il ruolo della distribuzione assume un valore chiave. Non come protagonista, ma come snodo capace di interpretare e trasferire al mercato finale il “sentiment” del vino in una fase complessa. “Noi intermediari oggi abbiamo più responsabilità che visibilità - sintetizza Luca Cuzziol, fondatore di Cuzziol Grandivini, nel corso della giornata romana a Palazzo Brancaccio -. Dopo l’euforia post-Covid, il 2026 segna una fase di assestamento. Consumi più cauti, nuove sensibilità legate alla salute, perdita di appeal culturale del vino e un’offerta che resta sovradimensionata rispetto alla domanda. Roma, con una ristorazione ancora accessibile e un pubblico meno condizionato dalle mode, restituisce una fotografia più realistica del presente”. All’interno della vasta selezione di cantine italiane e straniere presenti, abbiamo scelto dieci assaggi emblematici per raccontare stili, territori e direzioni del vino di oggi.

Luca Cuzziol (@Alessio Panunzi Studio)
Luca Cuzziol (@Alessio Panunzi Studio) 

Parusso – Barolo Bussia 2021

A Monforte d’Alba, Parusso interpreta il Barolo con uno stile personale che punta su frutto, eleganza e bevibilità. Il 2021 mostra il volto più classico della zona: frutto rosso nitido, tannino setoso, allungo sapido e progressione misurata. Un Barolo che privilegia la finezza alla potenza, costruito su lunghe macerazioni e un uso calibrato del legno.

“Il mio obiettivo è portare la frutta nel bicchiere e lavorare sulla digeribilità” spiega Marco Parusso.

BiancaVigna – Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut

Nel cuore delle colline di Conegliano Valdobbiadene, BiancaVigna firma un Prosecco Superiore Brut che unisce precisione tecnica e vocazione gastronomica. Seconda fermentazione più lunga della media, dosaggio contenuto e una bollicina cremosa definiscono uno stile secco, equilibrato e versatile. Un’etichetta che supera il concetto di semplice aperitivo e dialoga con la tavola, confermando una visione contemporanea della denominazione.

Uccelliera – Rosso di Montalcino

Il Rosso di Montalcino di Uccelliera è una lettura diretta e identitaria del territorio di Castelnuovo dell’Abate. Proveniente in gran parte da vigne destinate al Brunello, esprime frutto rosso nitido, eleganza naturale e una struttura che consente una beva immediata senza rinunciare alla profondità. Un vino chiave per comprendere la filosofia aziendale. “È il modo più sincero per avvicinare il consumatore al territorio prima del Brunello” sottolinea Andrea Cortonesi.

Guido Marsella – Fiano di Avellino

A Summonte, a 650 metri di altitudine, Guido Marsella interpreta il Fiano di Avellino in una delle sue versioni più identitarie e longeve. Le basse rese, i suoli rocciosi e il clima montano imprimono al vino una tensione minerale netta, con note idrocarburiche, profondità e precisione aromatica. Vinificato esclusivamente in acciaio e messo in commercio dopo 24 mesi dalla vendemmia unisce struttura, freschezza e capacità evolutiva fuori dagli schemi del bianco “d’annata”.

Pietradolce – Barbagalli Etna Rosso

Sul versante nord dell’Etna, Pietradolce lavora esclusivamente vitigni autoctoni, preservando vigne storiche ad alberello e una viticoltura profondamente legata alla tradizione. Il Barbagalli nasce da Nerello Mascalese in purezza, da vigne prefillosseriche a piede franco di oltre un secolo, coltivate a 900 metri di altitudine su terrazze di pietra lavica. Nel bicchiere esprime finezza, frutto essenziale e una mineralità vulcanica netta, figlia di suoli incastonati tra antiche colate laviche. Un Etna Rosso di grande identità e tensione.

La Chapelle – Hermitage Rouge

Nata nel 1906 per volontà di Paul Jaboulet Ainé, La Chapelle è una delle icone assolute dell’Hermitage. Un Syrah in purezza proveniente da un mosaico di parcelle storiche sulla collina - Le Méal, Les Bessards, Les Rocoules - dove in un’unica denominazione convivono quattro ere geologiche diverse. Una complessità che si riflette nel bicchiere. Frutto scuro profondo, spezie, note minerali e un tannino fitto ma di rara eleganza. L’affinamento, con una quota misurata di legno nuovo, accompagna un vino pensato per il tempo lungo, capace di rivelarsi pienamente solo dopo diversi anni di bottiglia.

Bruno Paillard – Première Cuvée Extra-Brut

Maison di riferimento dello Champagne contemporaneo, Bruno Paillard ha costruito la propria identità su precisione, profondità e visione d’insieme dell’appellazione. La Première Cuvée Extra-Brut è il cuore del progetto, la prima cuvée creata alla fondazione della maison nel 1981 e tuttora alimentata da un sistema di riserva perpetua avviato con la vendemmia 1985. Un assemblaggio che attraversa tutta la Champagne - Montagne de Reims, Côte des Blancs, Vallée de la Marne e Aube - restituendo una lettura ampia e coerente del territorio. Al sorso è teso, elegante, di grande equilibrio, con una complessità che nasce dal tempo più che dalla potenza. “È la sintesi e allo stesso tempo il punto di partenza della maison” spiega Alice Paillard.

Von Winning – Riesling Mäushöhle

Nel Palatinato, a nord dell’Alsazia, Von Winning è uno dei riferimenti del Riesling secco tedesco, interpretato in chiave territoriale e contemporanea. Qui il vitigno domina la produzione ed è declinato secondo una classificazione ispirata alla Borgogna, con particolare attenzione ai cru. Il Mäushöhle nasce da un vigneto di Deidesheimer su suoli di arenaria, che conferiscono al vino tensione, precisione e una marcata impronta minerale. Al naso esprime intensità aromatica misurata, al palato combina maturità del frutto, acidità vibrante e un finale sapido, con alcol contenuto e grande equilibrio.

Domaine Jean Dauvissat– Chablis Les Tierces

Piccola realtà familiare di 25 ettari, la maison lavora in regime biologico e biodinamico, con un approccio coerente in vigna e in cantina che lascia al terroir il compito di fare la differenza. Les Tierces è una selezione di parcelle situate nella parte alta del villaggio di Chablis, più esposte al sole e capaci di garantire maggiore maturità. Vinificato prevalentemente in acciaio e affinato a lungo, il vino unisce una mineralità incisiva a una struttura sorprendentemente rotonda, con agrumi ben definiti e una progressione elegante. Uno Chablis ancora giovane, pensato per evolvere nel tempo.

Van Nahmen – Sparkling Juicy tea Darjeeling & Rabarbaro (zero alcol)

Storica azienda familiare tedesca specializzata in succhi monovarietali, Van Nahmen propone un’alternativa credibile al mondo dei vini dealcolati, partendo non dal vino ma da tè e frutta. Questo sparkling juicy Darjeeling, estratto a freddo, è arricchito da rabarbaro locale - che apporta freschezza e tensione acida - e da una lieve nota floreale di rosa. Il risultato è una bevanda asciutta, elegante e dissetante, pensata per l’aperitivo estivo, con intensità aromatica e zero alcol.

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