Nella Triennale di Milano che si prepara a diventare Casa Italia in occasione delle Olimpiadi Milano-Cortina la sfilata degli chef chiamati dall’Associazione Le Soste non è solo sul palco. Ci sono più di cento cuochi italiani ma anche grandi nomi della cucina francese, da Michel Troisgros a Yannick Alléno. Si parte però da Alain Ducasse, associato Le Soste da oltre trent’anni, punto di riferimento assoluto della cucina internazionale e da sempre vicino al progetto dell’Associazione. “Condividiamo tante cose e soprattutto tanto amore per la cucina italiana che non smette di ispirarci – ha detto il cuoco e imprenditore monegasco –. Condividiamo l’entusiasmo per farla conoscere e farla vivere. E condividiamo la fierezza per il riconoscimento della Cucina Italiana come patrimonio dell’Unesco. Viviamo in tempi difficili e turbolenti, e non parlo solamente in questo momento di cucina. È per questo soprattutto che dobbiamo continuare a lavorare insieme. Bisogna che noi ristoratori continuiamo a dialogare, bisogna che tutta la cucina europea continui a dialogare. Abbiamo una missione che va ben al di là della cucina. Perché nutrirsi è mantenere il rapporto con la storia e con la natura. Un pasto è un momento di pace e di condivisione. Un pasto è un momento di civilizzazione”.
Il cuoco dell’anno
Prima della cena di gala preparata dallo chef Davide Oldani con Michel Troisgros, Umberto Bombana, Yannick Alléno e Mauro Uliassi, il momento celebrativo, con l’assegnazione dei premi. Si è commosso lo chef Giancarlo Perbellini nel ricevere il premio de Le Soste come miglior cuoco dell’anno dalle mani del presidente dell’Associazione Davide Oldani. “Sono entrato a Le Soste che ero abbastanza giovane – ha detto lo chef di Casa Perbellini 12 Apostoli –. Ho trovato ispirazione, gente che mi ha aiutato, che mi ha fatto crescere anche nei momenti in cui ho preso qualche bastonata. Spero che quelli della mia generazione siano di esempio anche per i giovani che sono entrati, visto che la famiglia si è allargata anche per merito tuo”.
Sul palco si parla di futuro della ristorazione di fronte ad una platea che ospita il meglio dell’enogastronomia italiana. Non solo un parterre qualificato, ma un sentimento comune, che ha definito bene Antonia Klugmann, a cui è stato assegnato il premio Franco Ziliani per l’Innovazione. “È stato fin dall’inizio un grande onore far parte di questo gruppo. Credo moltissimo nel sentirmi prima di tutto cuoca – ha detto Klugmann –. Dal primo giorno in cui sono entrata in cucina mi sono sentita parte di qualcosa che era nato prima di me e che ci sarà anche dopo. Questa associazione il senso del tempo me l’ha dato fin dal primo giorno. Quest’anno come non mai ho imparato molto: davanti alle difficoltà sono stata aiutata tantissimo”.
Un invito alle nuove generazioni
Premio alla Formazione alla chef di Caino, Valeria Piccini “per essere stata l’epicentro di una rivoluzione culinaria che negli anni ha fatto nascere alcune delle più importanti firme della scena gastronomica italiana contemporanea. Per aver ispirato una nuova generazione di donne a intraprendere la loro carriera nella ristorazione, valicando con determinazione i tabu di genere”. “In questi 50 anni di lavoro e cucina – ha detto la chef –, credo di aver insegnato tanto alla nuova generazione e mi impegno a farlo tuttora perché amo insegnare ai ragazzi. Io non ho avuto una formazione convenzionale, non ho fatto scuole o stage, ho fatto tutto in casa. La mia grande maestra è stata mia suocera insieme alle signore del paese. Quindi cerco di trasmettere ai ragazzi il mio stesso amore per il territorio e per la tradizione. Il rispetto per la materia prima, ma anche per gli allevatori e i produttori. E per gli scarti: vengo da da una famiglia di contadini, non l’ho mai dimenticato. Il mestiere del cuoco è meraviglioso, è sacrificio, ci vuole tanto amore per farlo. È stato la mia vita e cerco di trasmettere più possibile questo amore alle nuove generazioni”.
TUTTI I PREMI
Il Premio Le Soste – Città di Milano
Assegnato dalla vice sindaco di Milano Anna Scavuzzo, è destinato a personalità che si sono distinte nella società italiana per il loro contributo culturale, economico o artistico, valorizzando l’immagine del Paese e rafforzando il legame tra Milano e le eccellenze del sistema gastronomico e creativo.
Lino Stoppani, Presidente Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi)
Famiglia Barilla, leader del settore agroalimentare in Italia e nel mondo
Giuliano Sangiorgi, artista e cantautore
I Premi Le Soste
Dedicati a figure che incarnano l’eccellenza, la passione e il rigore del mondo della ristorazione italiana
Premio alla Formazione: Valeria Piccini
Premio Franco Ziliani all’Innovazione: Antonia Klugmann
Premio Colombani al Miglior sommelier: Lukas Gerges
Premio all’Ospitalità di sala: Manuel Tempesta
Premio Cuoco dell’anno: Giancarlo Perbellini
Premio La Sosta: Umberto Bombana