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Dall’arredamento al vino: la svolta di Alex Maccan tra i filari del Friuli

L'imprenditore Alex Maccan
L'imprenditore Alex Maccan 

Dopo anni nel settore dell’arredo, l’imprenditore cambia strada e investe in viticoltura, dando vita alle cantine Le Monde e La Ponca tra Prata di Pordenone e il Collio: “La terra è da sempre parte della mia vita”

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Ogni giorno, andando al lavoro, Alex Maccan taglia con la sua auto le rigogliose campagne friulane. E passa davanti a una proprietà agricola settecentesca che lo affascina. Un edificio che non ha nulla a che fare con il suo presente professionale, si occupa di arredamento, ma che finisce per riportarlo indietro nel tempo. “La terra è sempre stata parte della mia vita – racconta - Da bambino osservavo i gesti dei miei nonni tra i filari, senza sapere che quelle esperienze avrebbero tracciato anche il mio futuro”. È da questo richiamo silenzioso, fatto di memoria e osservazione, che prende forma la svolta di Maccan, imprenditore friulano oggi alla guida delle cantine Le Monde e La Ponca.

La villa dell'azienda Le Monde
La villa dell'azienda Le Monde 

Il cambio vita e il rosso Brandolini

Per molti anni Maccan lavora nel settore dell’arredamento. Poi, nel 2008, decide di trasformare quell’immagine ricorrente in un progetto concreto: acquista la storica tenuta settecentesca conosciuta come Villa Giustinian, la stessa che ammirava nei suoi viaggi in auto, e fonda Le Monde, a Prata di Pordenone. “Ho sentito che era il momento di realizzare qualcosa che fosse davvero mio – racconta l’imprenditore - Il vino rappresentava un ritorno alle origini, ma con una visione imprenditoriale moderna”.

Le Monde è l’unica delle proprietà storiche dell’epoca a rimanere in attività. Nel corso dei decenni, secondo le ricostruzioni storiche, la tenuta passa alla famiglia Brandolini, che ne amplia la struttura con annessi, barchesse (strutture rurali di servizio) e una cappella, tingendo l’edificio principale del caratteristico rosso Brandolini, ancora oggi segno distintivo della cantina. In quel periodo Le Monde diventa una frazione ufficiale di Prata di Pordenone.

La cantina si trova nel Friuli occidentale, tra Alpi e Mar Adriatico, in un’area compresa fra i fiumi Livenza e Meduna. Qui, nel corso dei millenni, si depositano sedimenti dolomitici che danno origine a suoli ricchi di calcare attivo, una rarità in Friuli. Le Monde è considerato un vero e proprio cru: il terreno argilloso-calcareo e un microclima ideale lo distingue dagli altri terreni della Doc Friuli Grave, favorendo adattamento e complessità. Nei vini bianchi questo si traduce in struttura e tensione.

I vigneti coprono 120 ettari, suddivisi in sei blocchi in un raggio di 12 chilometri. Si coltivano varietà autoctone come Refosco, Friulano e Ribolla Gialla, accanto a vitigni internazionali come Pinot Bianco, Cabernet Franc, Merlot e Chardonnay. Le viti più vecchie hanno un’età media di 20 anni. La produzione complessiva è di 730.000 bottiglie, per l’80% bianchi e per il 20% rossi, distribuite in 40 mercati tra cui Stati Uniti, Australia, Canada, Regno Unito, Giappone, Cina, Germania, Svizzera, Romania, Ucraina, Danimarca, Belgio e Repubbliche Baltiche.

Alex Maccan con la moglie Marta Paladin Furlan
Alex Maccan con la moglie Marta Paladin Furlan 

Fin dall’inizio, Le Monde cresce grazie a una squadra stabile: la moglie Marta Paladin Furlan, responsabile marketing; l’agronomo Andrea Pittana; l’enologo Giovanni Ruzzene; Massimo Furlan, oggi direttore commerciale. “La nostra forza è nella terra e nelle persone – dice l’imprenditore - Crediamo in un vino che sia riconoscibile e capace di parlare del luogo da cui proviene”.

L’investimento nel Collio

Nel 2021, dopo anni di confronti e assaggi, Maccan individua un nuovo progetto alle pendici del Collio: La Ponca, a Scriò nel comune di Dolegna del Collio, in provincia di Gorizia. Dodici ettari vitati circondati da 45 ettari di bosco, su colline che raggiungono i 320 metri di altitudine. “Volevo dare voce a un altro Friuli, più verticale, più essenziale. Un luogo dove l’uomo interviene con discrezione e dove il vino racconta ciò che la terra ha da dire”, sottolinea Maccan.

La Ponca nasce su suoli di marne e arenarie - in friulano “ponca” - formatisi circa 65 milioni di anni fa. Le radici delle viti penetrano nella roccia madre, estraendo mineralità e conferendo ai vini intensa salinità, tratto comune a tutte le etichette. I vigneti sono suddivisi in sei appezzamenti: Pacial, Petris, Paglizza, Casa Rossa, Skal e Ronc. Si coltivano Ribolla Gialla, Malvasia, Friulano, Sauvignon, Chardonnay e Schioppettino.

Una piccola produzione, di 25.000 bottiglie, destinate per il 60% al mercato italiano e per il 40% all’estero, attraverso canali Horeca selezionati. Tra le etichette più rappresentative, la Malvasia Collio Doc, dai riflessi dorati, sentori balsamici e gusto deciso, espressione massima del territorio.

La Malvasia de La Ponca
La Malvasia de La Ponca 

Oggi Alex Maccan continua a muoversi tra i due progetti mantenendo saldo il legame con le sue origini. “Tutto ciò che faccio nasce da un sentimento semplice: il rispetto per la terra e per chi la lavora. È qui che ho iniziato ed è qui dove torno ogni giorno”.

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