Il lutto

Addio Luigi Cataldi Madonna, è morto il pioniere del vino abruzzese

Luigi Cataldi Madonna
Luigi Cataldi Madonna 

Si è spento nella sua Ofena (L’Aquila) dopo un malore. Il “professore” aveva rilanciato le etichette del suo territorio nel segno della qualità. La figlia Giulia: “Papà resta vivo in tutte le cose che ci ha insegnato”. Il cordoglio di Imprudente (Regione Abruzzo)

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Addio a uno dei pionieri del vino aquilano e abruzzese, portavoce di una viticoltura di montagna genuina, gentile e rivoluzionaria allo stesso tempo. Si è spento l’8 dicembre mattina a Ofena (L’Aquila) Luigi Cataldi Madonna, 69 anni, titolare dell’omonima cantina: un malore se l’è portato via. Una figura storica nel mondo del vino: la sua autorevolezza l’aveva reso noto con l’appellativo di professore, così chiamato anche per la sua attività accademica all’Università dell’Aquila.

Cataldi Madonna aveva raccolto l’eredità del nonno omonimo, il barone che avviò la produzione di vino nel 1920. Passata in seguito al padre Antonio, l’azienda fu poi presa in mano da Luigi, che la trasformò profondamente, portandola oltre i confini regionali e consolidando una produzione oggi attorno alle 230mila bottiglie. La cantina sotto la sua guida è molto cresciuta, ma restando sempre fedele alla tradizione. Su alcune delle etichette più rappresentative un simbolo di forte radicamento al territorio: l’immagine del Guerriero di Capestrano, statua in calcare del VI secolo a.C., simbolo dell'Abruzzo, scoperta nel 1934 vicino a Capestrano (L’Aquila) e raffigurante un principe-guerriero italico (probabilmente dei Vestini), adornato di armi cerimoniali.

Dal 2019 la cantina è affidata a Giulia, quarta generazione della famiglia, che sta puntando molto sull’enoturismo: ha riaperto lo storico palazzo di famiglia nel cuore del paese di Ofena e avviato un ampio progetto di rinnovamento della struttura produttiva. “È difficile credere che mio padre ci abbia lasciati, ma questo è vero solo in parte ed è una certezza che può consolarci. Perché papà resta vivo in tutte le cose che ha insegnato alle tantissime persone con cui ha vissuto. Infatti ognuno di noi, con la propria vita, attraverso quegli insegnamenti, lo farà rivivere”.

Di cultura vastissima – non solo legata al vino – il professore era molto amato per la sua simpatia, il suo parlare diretto, spesso provocatorio, capace di dividere ma anche di stimolare riflessioni profonde. A lui si deve, tra l’altro, la riscoperta del Pecorino e, in tandem con Giulia, la valorizzazione de Cerasuolo realizzato con la famosa tecnica della “svacata”, un'aggiunta di vinificazione in rosso come usavano anticamente i contadini.

Commosso il ricordo del vicepresidente della Regione Abruzzo e assessore all’Agricoltura, l’aquilano Emanuele Imprudente, che ha evidenziato le doti professionali e umane del viticoltore: "Oggi l’Abruzzo perde una figura di riferimento assoluto nel mondo del vino e dell’agricoltura. L'amico Luigi lascia un vuoto profondo non solo nella sua famiglia e nella comunità di Ofena, ma in tutta la nostra Regione, che grazie alla sua visione ha saputo raccontarsi e crescere nel panorama enologico nazionale e internazionale. Professore, viticoltore, intellettuale, innovatore, Luigi è stato tutto questo e molto di più. Con il suo lavoro ha saputo interpretare la terra d’Abruzzo con rigore, passione e spirito critico, valorizzando un territorio straordinario. Ha contribuito in maniera decisiva al rilancio del Cerasuolo d’Abruzzo e alla scoperta del Pecorino, vitigno che oggi rappresenta una delle grandi eccellenze della nostra Regione. Il suo lavoro ha mostrato come l’agricoltura possa diventare motore di crescita, tutela del territorio e cultura. La mia più sincera vicinanza alla figlia Giulia e a tutta la famiglia Cataldi Madonna. Buon viaggio, Professore. L’Abruzzo ed io ti saremo sempre grati”.

La sua scomparsa crea un vuoto nel mondo del vino, dell’università e in tutto il territorio, in tanti si stringono alla famiglia nel suo ricordo. L’ultimo saluto il 9 dicembre alle 15:30 presso San Franco a Francavilla (Chieti).

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