“Sono molto grata a tutti”, dice Antonia Klugmann annunciando la riapertura del suo ristorante sabato 30 novembre. L’Argine a Vencò riapre le sue porte: dopo che circa due settimane fa, nella notte tra il 16 e il 17 novembre, il ristorante a Dolegna del Collio (Gorizia) era finito sott’acqua. Era stata lei stessa a darne per prima la notizia dal suo profilo Instagram, lanciando la richiesta di aiuto.
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L’esondazione dello Judrio aveva sommerso il piano terra, entrando nella sala, cucina e nelle stanze appena ristrutturate. Oggi, dopo giorni passati a svuotare locali dal fango, asciugare, ripulire e salvare il salvabile, la chef è pronta a rimettersi in cucina per garantire il servizio regolare ai suoi clienti per tutto il mese di dicembre e riaprire le prenotazioni.
La ripresa
Si riparte con il servizio del pranzo, una riapertura in tempi record, un intenso lavoro di varie maestranze, tra elettricisti, fornitori, posatori di pavimenti, pittori e tecnici per il ripristino dei macchinari, e naturalmente dei dipendenti del ristorante. Così come intensa è stata la risposta di solidarietà arrivata da tutto il settore e non solo: “Sono molto grata a tutti: colleghi, giornalisti, fornitori, dipendenti”, racconta la chef sottolineando come, pur in un momento tragico e di grande difficoltà, sia stata importantissima la vicinanza da parte di tutti.
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Molte infatti le raccolte fondi dedicate ai aiutare l’Argine a Vencò a rialzarsi e molte anche le persone impegnate in questi giorni nel lavoro manuale di pulizia, come ha documentato la Klugmann nei suoi profili social.
Il precedente
Un anno fa, nello stesso periodo, si era verificato un altro episodio di piovosità eccezionale che aveva causato l’allagamento del ristorante. Già in seguito a quell’occasione erano stati predisposti sistemi di pompaggio per evitare che l’acqua fuoriuscisse dalle falde, ma questa volta non è stato possibile prevedere l’esondazione del fiume, dovuta a rovesci intensi, un evento senza precedenti. Ora gli argini dello Judro, davanti al locale della Klugmann, sono stati ricostruiti e rialzati. Tuttavia, come la chef ha già dichiarato più volte, in assenza di opere strutturali più ampie sui corsi d’acqua del Friuli Venezia Giulia, il problema rimane: il cambiamento climatico è una realtà e i fiumi devono essere adeguatamente tutelati. E si rivolge alle istituzioni: “Il sindaco di Dolegna è stato straordinario e ora chiedo che i politici regionali si occupino per tutti noi della tutela dei fiumi con una manutenzione costante e una programmazione che tuteli il paesaggio”.