La storia

La merenda sinoira e quel rito che si ripete da secoli

La merenda sinoira e quel rito che si ripete da secoli

Dalla cultura contadina piemontese all’offerta odierna, come alternativa all’aperitivo. A Mondovì c’è un locale che ogni giorno, alle 18, ferma le lancette del tempo

2 minuti di lettura

In un’epoca moderna che ha visto spopolare la cultura degli apericena, c’è chi ha pensato di proporre un’alternativa in chiave tradizionale, che rispecchiasse meglio l’essenza della storicità del locale.

Grigolon è un “Caffè” del 1912, si trova nella via principale della cittadina di Mondovì (provincia di Cuneo) e alle 18 di ogni giorno è possibile gustare una vera, autentica e perché no, romantica e nostalgica Merenda Sinoira. Romantica perché riconducibile a un mondo sentimentale: il sentimento che ci lega a una tradizione gastronomica che fonda le sue radici nella cultura rurale piemontese.

Le origini

Il nome “Merenda Sinoria” racchiude il termine dialettale “sina” ovvero cena, quindi una merenda che è “quasi una cena”. “La nostra cultura contadina ci ha lasciato in eredità una formula di convivialità speciale. Un modo per stare insieme, quando il pomeriggio si faceva tardo, davanti a piatti buonissimi, genuini, fatti rigorosamente in casa dalle mani di quelle che erano le nostre nonne. Non potevamo quindi, seguendo la nostra essenza di luogo storico, prendere dalla tradizione questo importante momento conviviale. Ed è per questo che abbiamo fortemente voluto proporre questa formula”. Barbara Grigolon titolare dell’omonimo locale spiega come è nata l’idea di rendere speciale il momento dell’aperitivo.

Lei ha pensato senza esitazioni di riprendere e riproporre questa tradizione nella vita di oggi che è senz’altro più frenetica e meno lenta di un tempo. “Non ho inventato nulla di nuovo – prosegue – bastava cercare nella nostra storia. Come accade per tante altre cose. Il mio locale è qua dal 1912 e non s’addicevano formule magari più moderne in stile americano ma che non c’entrano nulla con la nostra essenza”.

Ricchezza

Sono 15 anni ormai che da Grigolon a una certa ora, sui graziosi tavolini del bar, contornati dalla storicità del legno e degli scaffali originali di un tempo pieni di cose buone, arrivano le tovaglie e i tovaglioli, rigorosamente di stoffa pronti per attendere gli ospiti. La Merenda che prepara Barbara resta fedele a quella dei contadini di un tempo. E quindi: insalata russa, vitello tonnato, giardiniera, formaggi, salame, uova sode, bagnetto verde o rosso, prosciutto in gelatina, acciughe al verde o con il burro, non mancano mai frittate. In inverno magari anche un piatto caldo e un dolcino.

“Si inizia alle 18 – prosegue Barbara – e tra una chiacchiera e l’altra si arriva a cena. La parola chiave è ‘condivisione’. Chi fa la merenda quando si alza è sereno, ha assaporato un momento lento, si è preso del tempo. All’inizio la facevamo solo il giovedì ma oggi diamo questa possibilità dal lunedì al sabato e chiediamo un giorno prima la prenotazione per permetterci di organizzarci al meglio per offrire freschezza e prodotti tutti fatti in casa. Seguendo la stagionalità. In inverno aggiungo anche i plin”.

Queste formule gastronomiche che vengono dal passato saranno il nostro futuro? Barbara non ha dubbi: “Io credo che lo renderanno migliore o comunque ci aiuteranno a stare meglio”. Grigolon è stato inserito nei Locali Storici d’Italia e da 52 anni è di proprietà della famiglia di Barbara. Prima con il padre Federico, maestro pasticcere e poi il timone è passato a lei nel 2008. Il padre era un pasticcere d’altri tempi dove tutte le sue creazioni avevano un “ritmo” unico che sono lui sapeva tenere. Un rigore che lo ha portato al successo e che ha permesso di realizzare prodotti che negli anni sono diventati un punto di riferimento nel mondo dolciario locale. Tra i prodotti artigianali più famosi di Grigolon: paste di meliga, cioccolatini “monregalesi”, anicini, marron glacè, biscotti Novara, caramelle.

Scegli su quale testata vuoi vedere questo contenuto