Il fiume Tirino nasce dalle falde acquifere di Campo Imperatore, vetta del Gran Sasso amata da Papa Wojtyla. E vede la luce nell’omonima valle, bagnando il territorio comunale di Bussi sul Tirino. Siamo nel cuore dell’Abruzzo, nell'area del parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, terza riserva naturale più estesa d’Italia. In un borgo antico, costellato di palazzi d’epoca e un castello nato come struttura militare, che risale intorno all’anno Mille. Location storiche, dal fascino che affonda le radici nel Medioevo, che il 30 agosto faranno da cornice a Enotirino, festival dedicato al vino e ai sapori abruzzesi che si svolge proprio al centro del paesino abruzzese dell’entroterra pescarese, al confine con l’Aquilano.
Oltre 70 cantine nel borgo medievale
Dopo il successo della prima edizione, lo scorso anno, la kermesse si prepara a tornare in scena con ancora più energia. Dalle 11 fino a mezzanotte, il borgo di Bussi sul Tirino si trasformerà in una cantina a cielo aperto, in un evento che intreccia enogastronomia, cultura e intrattenimento, animando le sale restaurate del Castello di Bussi, i vicini Palazzo Franceschelli e Palazzo Fiorani, la piazza Tirino e la suggestiva Via Dietro Corte.
Un grande percorso tematico con le degustazioni al centro: oltre settanta le cantine protagoniste e centinaia di etichette da scoprire. Dalle Colline Pescaresi alle Teramane, dalle Teatine fino a Casauria e alle Terre Aquilane, i visitatori potranno muoversi liberamente tra le diverse aree tematiche, incontrare direttamente i produttori e confrontarsi con la ricchezza dei vitigni autoctoni abruzzesi.
Rosati al bivio: rosa provenzale o ciliegia cerasuolo? I 10 da provare
«Con questa seconda edizione vogliamo confermare Enotirino come un appuntamento annuale di fine estate, capace di far conoscere Bussi sul Tirino non solo per il turismo fluviale, ma anche per le eccellenze enogastronomiche», dichiarano gli ideatori Giorgio d’Orazio Vinditti, Luca Di Carlo e Marco Giuliani.
Delizie abruzzesi in una valle magica
Non solo vino: Enotirino accoglierà anche una “Sala delle Tipicità”, dove sarà possibile assaggiare e acquistare specialità artigianali locali – dai salumi ai formaggi, dall’olio evo allo zafferano, fino a miele, liquori e tartufi. Il percorso sarà arricchito da spazi dedicati al relax e alla socialità, come la Terrazza panoramica, l’Area podcast, il Giardino e le postazioni foto-video.
“È un link storico quello tra il vino e la valle del Tirino: culla del Montepulciano, luogo identitario del Cerasuolo autentico, patria d’elezione del Pecorino, terra per ottimi Trebbiano – dice Giorgio d’Orazio Vinditti, anima del festival - Quattro secoli fa, proprio da qui la viticoltura ha dato spunto ad altre zone dell’Abruzzo per scrivere pagine importanti della tradizione enoica regionale. Oggi con un percorso ideale di degustazione e conoscenza, con 70 cantine abruzzesi, dalla montagna al mare, raccontiamo la memoria del territorio in chiave vitivinicola”.
Masterclass e chiusura in musica
Il programma prevede degustazioni guidate, incontri culturali ed esposizioni di artigiani e creativi. Tornano inoltre le masterclass, quest’anno dedicate a due territori simbolo: Casauria, con un focus sui Montepulciano 2012-2022 di Filomusi Guelfi e Pettinella, e Loreto Aprutino, con Amorotti e Ciavolich protagonisti di una selezione di Montepulciano, Trebbiano e Cerasuolo (2019-2024).
La giornata culminerà la sera, dalle 20, con la “Festa di Enotirino” nel belvedere di Via Dietro Corte. Qui i sapori del territorio – dagli arrosticini ai gamberi di fiume, fino a pizze, porchetta e panini gourmet – accompagneranno le etichette selezionate dall’Enoteca di Don Gennaro 1918. Il tutto tra musica dal vivo e dj set fino a notte fonda.
A cena nei palazzi nobiliari. E L’Aquila rinasce
“Incontri culturali, banchi d’assaggio, stand gastronomici, musica live, fra divertimento e consapevolezza. Scopriremo insieme che il turismo del futuro riparte dall’entroterra – spiegano gli organizzatori Luca Di Carlo, presidente della associazione no profit Enotirino, e Marco Giuliani - Noi iniziamo dal cuore di Bussi, da un castello sul Tirino, da un comune che ha convissuto con la tragedia ambientale dell’industria chimica e con il terremoto e che oggi rinasce ripartendo proprio da paesaggio, agricoltura, sostenibilità, cultura rurale, non solo grazie al fortunato turismo fluviale, ma scommettendo su un’iniziativa di cultura enogastronomica nel centro storico.