Il personaggio

L’imprenditore che sfida i dazi: “Siamo una piccola azienda, mai avrei pensato di dover fare causa al governo Usa”

Victor Schwartz
Victor Schwartz 

Victor Schwartz, titolare della Vos Selections, l’importatore di vini che ha, almeno per il momento, le tariffe volute da Trump

2 minuti di lettura

“Non avevo mai pensato, quando ho fondato questa azienda quarant'anni fa, che mi sarei ritrovato coinvolto in una causa contro il governo”. Victor Schwartz esprime tutta la sua incredulità dopo essere finito al centro dell’attenzione mondiale raffigurato come un moderno Davide contro Golia. Dietro la sentenza che ha congelato, almeno per qualche ora, la maggior parte dei dazi di Donald Trump facendo tremare il mantra commerciale del presidente americano (prima che una corte d’appello decidesse di accogliere il ricorso dell’amministrazione che chiedeva una pausa nella sentenza) c’è infatti la piccola azienda vinicola a conduzione familiare di cui Schwartz è proprietario.

La Vos Selections con sede a New York, che gestisce insieme alla figlia Chloe, è stata la principale attrice nella causa che ha spinto i tre giudici della Corte per il Commercio Internazionale degli Stati Uniti a pronunciarsi contro le tariffe doganali volute dal tycoon, dichiarando che ha abusato della sua autorità invocando i poteri economici di emergenza. Schwartz seleziona e importa vini, sakè e liquori da piccoli produttori di diversi paesi tra cui Francia, Libano, Giappone, e ovviamente Italia, e in un’intervista alla Cnn racconta che stava preparando un piatto di pasta quando ha ricevuto una e-mail dai suoi avvocati in cui gli comunicavano la vittoria. La prima reazione è stata di enorme sorpresa, poi il suo telefono ha iniziato a squillare ininterrottamente.

“Mettiamola così: volevo solo importare questi deliziosi vini da denominazioni interessanti di tutto il mondo e venderli a una comunità che la pensa come me”. I dazi del comandante in capo Usa colpiscono in modo particolare le piccole imprese, che non possono contare sulle riserve di liquidità delle aziende più grandi. E come tante altre, anche Vos è già stata danneggiata dalle tariffe imposte durante il primo mandato Trump. Questa volta tuttavia, quando il presidente il 2 aprile ha annunciato la nuova stretta nel corso del famigerato “liberation day”, Schwartz si è reso conto subito di dover reagire a quella che definisce una “minaccia esistenziale”, perché i dazi avrebbero colpito indiscriminatamente le sue cantine.

“Non siamo una grande azienda. Non possiamo semplicemente navigare in questa tempesta”, spiega. Il fondatore di Vos è stato quindi messo in contatto con il Liberty Justice Center, che ha intentato la causa per conto della sua e di altre quattro piccole aziende (tra cui una di attrezzature da pesca, e un’altra specializzata nel ciclismo femminile). Dopo aver riflettuto e discusso con la sua famiglia, Schwartz ha accettato di essere il principale attore nel caso il cui esito avrà implicazioni per i consumatori e le aziende di tutto il mondo. “Abbiamo ridotto i dazi, cambierà completamente le carte in tavola”, aggiunge, visibilmente euforico, dicendosi fiducioso sulla vittoria finale e assicurando di voler portare il procedimento fino alla Corte Suprema, se necessario. Ma in ogni caso, la sentenza è già una vittoria per le piccole imprese di tutto il mondo.

Scegli su quale testata vuoi vedere questo contenuto