L’evento

Torino, aspettando i 50 Best: “Una leva economica per il territorio”

Torino, aspettando i 50 Best: “Una leva economica per il territorio”

Tra cultura, comunicazione e formazione, la ristorazione d’eccellenza gioca un ruolo chiave. “Negli stellati italiani più di 2,4 milioni di clienti l’anno”

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Un pomeriggio di confronto e riflessione ha messo al centro del dibattito pubblico la ristorazione d’eccellenza, la comunicazione e la formazione, come motori di sviluppo culturale ed economico. Un incontro, promosso e moderato da Guido Barosio, direttore di Torino Magazine, che ha visto la partecipazione di chef, giornalisti, docenti universitari e rappresentanti delle istituzioni, uniti da un obiettivo comune: sottolineare il valore della cultura gastronomica e raccontarne il potenziale.

L’esperienza

La reputazione e la certificazione della qualità dell’enogastronomia come ingredienti fondamentali dell’offerta turistica, che possono definire e guidare le scelte dei viaggiatori. Dalla trattoria tipica al ristorante stellato, la qualità dell’esperienza culinaria è ciò che spesso determina la soddisfazione del visitatore e la sua decisione di tornare o prolungare il soggiorno.

La ristorazione è un elemento chiave per l’economia locale – ha ricordato Maria Luisa Coppa, presidente di Confcommercio Torino – e l’arrivo a giugno della 50 Best Restaurants è una grande opportunità. Serve però consapevolezza: le imprese devono essere pronte ad accompagnare un evento di questo calibro.

Marco Do, direttore comunicazione e relazioni esterne Michelin Italia, ha portato l’attenzione sul valore economico generato non solo dagli incassi dei ristoranti, ma da tutto ciò che ruota intorno al turismo gastronomico: pernottamenti, visite a musei, acquisti locali. Chi arriva in un ristorante ha fatto un viaggio, ha speso, ha vissuto un’esperienza che può generare ricchezza diffusa. Il turista gourmet è un visitatore attento, alto-spendente e rappresenta un segmento strategico per il turismo di qualità.

I numeri

I dati del 2023 parlano chiaro: i ristoranti stellati italiani hanno accolto 2,4 milioni di clienti, di cui il 40,7% provenienti dall’estero, di questi, il 74,6% degli stranieri ha scelto di pernottare. L’impatto economico complessivo è stato stimato in 439 milioni di euro, così suddivisi: 356 milioni per l’ospitalità, 48 milioni per il commercio e 35 milioni per i servizi.

Questi risultati derivano da uno studio nazionale condotto nel 2023, che ha coinvolto 238 chef e manager di ristoranti stellati (su un totale di 395), 396 manager di strutture ricettive e 201 operatori del commercio e dei servizi correlati. Una fotografia chiara dell’indotto che la ristorazione d’eccellenza genera annualmente.

Le testimonianze

Eleonora Cozzella, presidente dell’Academy Italia dei 50 Best e direttrice de Il Gusto, ha presentato i 50 Best. L’arrivo della cerimonia dei 50 Best, a Torino nel giugno 2025, rappresenta un’occasione unica non solo per la ristorazione, ma per tutta la città. Torino dovrà vivere l’evento con consapevolezza, raccontandosi non solo attraverso il palco, ma anche tramite il messaggio che trasmetterà. Oltre alla cerimonia di premiazione al Lingotto, sono previsti eventi diffusi come cene a quattro mani, talk e incontri tra chef, giornalisti e appassionati, trasformando Torino in un festival gastronomico che attirerà visitatori e media internazionali.

Serena Fasano, esperta di comunicazione, ha sottolineato come l’eccellenza richieda sistemi valoriali forti e una narrazione autentica, capace di creare attrattività e posizionamento.

Mauro Carbone, tra i promotori del riconoscimento Unesco per Langhe, Roero e Monferrato, ha evidenziato come oggi, il viaggio enogastronomico non sia più un’eccezione, ma sia diventato motivazione primaria. Questo non è marketing, è consapevolezza.

Su un altro fronte, Simone Favarin, ha portato la riflessione sul ruolo dell’intelligenza artificiale. L’AI può supportare la ristorazione nella proliferazione dell’esperienza dei clienti creando esperienze su misura prima ancora che il cliente entri nel locale. È uno strumento che non sostituisce l’umano, ma lo supporta, potenzia creatività ed organizzazione, anche attraverso la predisposizione di algoritmi predittivi per la gestione delle forniture e la conseguente riduzione degli sprechi.

A chiudere l’incontro Valerio Saffirio, imprenditore internazionale della comunicazione, quando un piatto diventa esperienza di senso, allora produce emozione e l’emozione si può vendere e diventa il vero investimento del futuro.

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