Stati Uniti

Elon Musk apre un ristorante: ecco il Tesla Diner di Los Angeles

Il Tesla diner in costruzione
Il Tesla diner in costruzione (reuters)

Dal design retro-futuristico, sta sorgendo sul Santa Monica Boulevard: 2500 metri quadrati con cinema e stazione di ricarica per le auto

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Elon Musk sbarca nella ristorazione con il Tesla Diner. Il miliardario imprenditore e first buddy del presidente Usa Donald Trump è pronto a lanciare un diner retro-futuristico che sta sorgendo sul Santa Monica Boulevard a Los Angeles. Ancora non è stata annunciata una data di apertura, ma il ristorante, la stazione di ricarica per le auto elettriche (aperti 24 ore su 24) e il cinema (dalle 7 alle 23) sono in arrivo, con un design che richiama i classici locali americani con un tocco ultramoderno. La costruzione curva, argentata e fiancheggiata da due enormi schermi cinematografici all'aperto sembra un disco volante uscito da un drive-in degli anni Cinquanta.

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L’idea era già stata annunciata da Musk nel 2023 sulla sua piattaforma X, dove aveva descritto il locale come un luogo dove “Grease incontra i Jetsons, ma con la supercarica”, facendo riferimento al sistema di ricarica per le Tesla. L’obiettivo è di puntare su una nicchia concentrandosi sulla ristorazione nelle stazioni di servizio nell’era delle auto elettriche, che hanno bisogno di più tempo per ricaricarsi rispetto al pieno di carburante, con un tocco visionario e stravagante.

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Come spiega il New York Times, il progetto è così ben custodito che chiunque sia coinvolto deve firmare un accordo di riservatezza, ma i documenti depositati nel 2022 indicano che nel complesso da 2500 metri quadrati si potranno proiettare clip di famosi film, o cortometraggi, della durata di circa 30 minuti (il tempo medio di una ricarica) mentre il ristorante avrà 70 posti a sedere all’interno, 23 esterni al primo piano e 125 sul tetto, per gustare pasti ispirati con tutta probabilità alla cultura americana dei diner, dagli hamburger ai milkshake. Tutto questo, però, avveniva prima delle immagini con la motosega elettrica di Milei, i tagli massicci del famigerato Doge (il dipartimento per l’Efficienza Governativa guidato dal miliardario), gli atti di vandalismo alle concessionarie e alle auto Tesla, a Los Angeles come nel resto del paese. Fattori che rendono l'incursione di Musk nella ristorazione una prospettiva molto più rischiosa di quanto sembrasse poco tempo fa.

L'app Tesla a gennaio è stata aggiornata e ora include un codice Qr per ordinazioni da un menu “in costruzione”. L’azienda sta assumendo personale, segnale che il locale potrebbe essere operativo entro la fine di quest’anno e da mesi sta contattando chef famosi per la nuova avventura. A causa dell’accordo di non divulgazione non si sa chi abbia risposto all’appello, ma si sa invece chi non ha intenzione di far parte del progetto. Quando Caroline Styne e Suzanne Goin, proprietarie del gruppo di ristoranti Lucques a Los Angeles, nel 2023 hanno ricevuto una richiesta da Tesla per gestire il locale, hanno deciso di non accettare: il ristorante non avrebbe avuto la licenza per la vendita di alcolici, ha spiegato Styne, il che rendeva l'aspetto economico impegnativo. Ma ora si sono aggiunte altre motivazioni, tanto che la scorsa settimana ha deciso di sostituire la sua Tesla con una Bmw elettrica, e ha spiegato che questa persona (Musk) “ha assunto un ruolo così importante in tutto ciò che sta accadendo e che influenza la vita quotidiana di tutti… e non è nemmeno stata eletta”.

La passione iniziale della città per il marchio ha ispirato nel 2016 Shake Shack a proporre di installare colonnine di ricarica nei suoi parcheggi, ma la risposta all’epoca fu negativa, come racconta Danny Meyer, che ha contribuito a fondare la celebre catena di fast food newyorkese. Oggi invece le cose sono cambiate. “Dieci anni fa - ha detto - l'azienda aveva un aspetto diverso, riguardava l’ambiente, e sembrava una cosa piuttosto interessante”.

Per Max Block, fondatore dell'agenzia di comunicazione alberghiera di Los Angeles Carvingblock, qualsiasi chef con altri ristoranti dovrebbe prendere in considerazione la reputazione di Musk prima di firmare un accordo. Anche lo chef David Chang, che vive nella contea di Los Angeles, ritiene che molti suoi amici “non saranno disposti a lavorare per Tesla, anche se non lo diranno pubblicamente, a causa di quanto sia polarizzante la questione”. D’altronde per i ristoratori che sono abituati a fare dei valori su questioni come l'ambiente e l'immigrazione parte dell'immagine delle loro attività, destreggiarsi tra le correnti incrociate dell'opinione pubblica può essere particolarmente impegnativo.

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