A Sanremo succede che nei giorni del festival i ristoranti da regni del buon cibo si trasformino in vere e proprie basi operative a servizio dei cantanti. È così che il ristorante Controcorrente ha deciso di diventare per sette giorni il “Doom district”, l’hub creativo di Fedez e della sua agenzia. Un’operazione che, come raccontato dal Secolo XIX, modifica la proposta gastronomica della città e sposta l’attenzione, almeno per il tempo del Festival, dalla cucina alle dinamiche di intrattenimento e business.
A partire da domenica sera, infatti, il Controcorrente, non accoglie i consueti clienti alla ricerca di piatti raffinati, ma ospita il “mondo” di Fedez tra dirette, interviste e podcast con influencer, tiktoker e content creator del suo entourage. Insomma, Fedez, tra un byte di musica e uno di business, ha deciso di fare un crossover da urlo mandando in pausa la cucina del ristorante per creare, tra le altre cose, una vetrina per i suoi prodotti. Tra questi a farla da padrone è l’hard seltzer vegano e senza glutine nato nel 2023 dalla collaborazione con Lazza, una bevanda che piace ai giovani e che punta a conquistare il mercato dei soft drink.
E mentre i fan attendono di farsi rapire dalle note di “Battito” – così si intitola il brano di Fedez in gara a Sanremo – ci si chiede se la tendenza di trasformare i ristoranti in studi di intrattenimento durante il Festival stia diventando una consuetudine. Personaggi come Elisa, Achille Lauro e i Maneskin l’hanno già sperimentata.
Intanto, il patron del ristorante Controcorrente Alessio Stamilla e la sua brigata possono per una volta riposare e godersi il Festival di Sanremo, mentre il locale fa da incubatore a un progetto che, tra intrattenimento e marketing, è destinato a lasciare il segno. Ma la domanda sorge spontanea: tutto ciò segna l’inizio di una nuova formula di business per i ristoranti di Sanremo?