E siamo a due. Se la chiusura di Accursio a Modica ha stupito solo i meno informati, questa ha spiazzato tutti. I fatti: Chiude il Bros di Lecce. Sono gli stessi fondatori, Isabella Potì e Floriano Pellegrino, ad annunciarlo attraverso il loro canale social. Sul profilo Instagram del locale campeggia un unico, nuovo contenuto, su sfondo nero con scritte bianche in evidenza che annuncia la chiusura del Bros. Non un addio, ma una “pausa creativa” – scrivono i titolari. “Dopo un percorso di otto anni entusiasmante, in cui Bros è stato il primo ristorante del Salento a conquistare una stella Michelin, il team annuncia la chiusura definitiva della storica sede leccese”. Per quanto se ne sappia la decisione non è arrivata ex abrupto, ma è figlia di una decantazione profonda, maturata da tempo, unita dalla volontà di intraprendere un nuovo cammino che consenta al ristorante di evolversi e di elevare ulteriormente i propri standard.
“Questi anni – dichiarano Pellegrino e Potì, ci hanno regalato momenti straordinari, ma sentiamo che è arrivato il momento di lavorare in un contesto più in linea con la nostra visione”. Quale non ci è dato sapere, visto che al momento i progetti futuri sono ammantati da una fitta cortina di mistero. Cosa sarà? Un locale vicino alle nuove tendenze dei ristoratori “stellati” che cambiano direzione virando verso osterie moderne e trattorie contemporanee? Oppure un rilancio in grande stile altrove con un progetto di fine dining ancora più ambizioso? Parafrasando Gasman “Questo si ignora”. Bisognerà sicuramente aspettare i tre mesi di “pausa creativa”, come dicono loro, per scoprire come, quando e soprattutto dove. C’è chi scommette su una trasferta meneghina, ma sono solo rumors.
“Non diciamo addio, ma arrivederci in una veste più matura e ambiziosa. Siamo certi che i nostri ospiti, vecchi e nuovi, apprezzeranno la scelta di lavorare in un contesto che finalmente rispecchi le nostre più alte aspirazioni”. Queste le parole enigmatiche dei Bros che, a dirla tutta, per quanto la forma grafica del post ricordi un necrologio, suonano come una bella strategia di marketing anziché intonare un de profundis. Se ne saprà di più nelle prossime settimane, quando pioveranno dal cielo altre notizie ad irrorare questo giallo gastronomico in salsa salentina.