E dopo le feste arriva il Dry January per rigenerarsi

E dopo le feste arriva il Dry January per rigenerarsi

Le iniziative detox, che invitano ad astenersi da alcolici aumentano:

al gennaio “asciutto” si è aggiunto l’ottobre sobrio e cresce la voglia di bere alcol free tutto l’anno. Il medico: “Dopo 4 mesi di prova, la gente vede che sta meglio e continua a non bere”

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Anno nuovo, sfida nuova. Tra Natale e Capodanno il consumo di cibo e alcol si impenna, e molte persone dopo pranzi, veglioni e brindisi vogliono porre rimedio agli eccessi delle Feste con un periodo di detox e di abitudini alimentari più sane. Per questo assume sempre più popolarità il già noto (soprattutto nei Paesi anglosassoni) Dry January. La pratica, diffusissima in Inghilterra, negli ultimi anni ha conquistato anche gli Usa: letteralmente significa “gennaio asciutto”, ossia un mese senza birra, vino e cocktail.

Tutto iniziò nel 2012 grazie a Emily Robinson, un’impiegata di un’associazione no-profit britannica contro il consumo eccessivo di alcolici che decise di correre la sua prima maratona, e quindi di rinunciare all’alcol per un mese, a gennaio. Una scelta che suscitò domande e curiosità, tanto che, a partire da quell’esperienza, fu realizzata una campagna di marketing (dal nome appunto Dry January), lanciata nel 2013 proprio dall’associazione per sensibilizzare gli inglesi a ripensare al loro consumo di bevande alcoliche. Da quel momento in poi, l’interesse è cresciuto di anno in anno, tanto che dai 4.000 partecipanti alla prima iniziativa, nel 2023 quelli ufficiali sono diventati 175mila, ma ce ne sono tantissimi altri che lo fanno senza dichiararlo. “Sperimentare un periodo di sobrietà come il Dry January può essere molto positivo”, afferma James C. Garbutt, docente di psichiatria presso il Bowles Center for Alcohol Studies presso l’Università della North Carolina.

Nel 2024, secondo la piattaforma di analisi CivicScience, un quarto degli americani ha portato a termine con successo il mese alcol-free, e tra questi i giovani adulti di età compresa tra 21 e 24 anni sono stati i più efficaci, con il 35% in questa fascia d’età che ha completato la sfida. Secondo Ashley Jones, infermiera specializzata in pianificazione alimentare presso il Wexner Medical Center della Ohio State University, uno dei motivi della popolarità del Dry January è che sembra meno complicato eliminare un’abitudine come quella di bere alcolici piuttosto che iniziarne una nuova da zero, come ad esempio fare più esercizio fisico, che richiederebbe il dover acquistare un nuovo abbonamento in palestra, rendendo il proposito ancora più oneroso o complicato da realizzare, specie per quelle che sono le abitudini degli americani.

La star di Spider-Man Tom Holland, invece, ha raccontato che cimentarsi nel Dry January nel 2022 gli ha fatto capire di avere un rapporto “complicato” con l’alcol. “Mi ha davvero spaventato perché ho avuto un periodo difficile. Non riuscivo a capacitarmi di quanto stessi faticando senza alcol in quel primo mese”, ha spiegato qualche settimana nel podcast Rich Roll.

Per questo motivo l’attore ha deciso di continuare “come una sorta di punizione per me stesso”, e alla fine ha iniziato a sentirsi meglio. “Quando ho superato il traguardo annuale ho detto: non berrò mai più perché questa è la versione migliore di me stesso”. Il professor Garbutt, da parte sua, spiega che la pratica consente alle persone di “assaggiare la sobrietà” senza essere sopraffatte dal concetto di rinunciare all’alcol per sempre, poi “a volte, dopo quattro settimane le persone pensano: ‘Sto dormendo meglio, mi sento meno irritabile e ansioso. Mi piace, forse continuerò a farlo ancora per un po’ di tempo’”.

E infatti, negli ultimi anni al Dry January si è aggiunto il Sober October, l’ottobre sobrio, e quello che era iniziato come un esperimento a breve termine si è trasformato in una tendenza più ampia. La crescente popolarità del Sober October fa parte di un cambiamento culturale che tende verso uno stile di vita attento alla salute e un consumo consapevole, a volte descritto dagli esperti come “sobrio curioso”.

Secondo Annie Borgerding, direttrice marketing di Back Bar Project, la domanda di opzioni beverage analcoliche è “salita alle stelle ultimamente”, con i consumatori che cercano alternative a zero gradi non solo nei mesi specifici chiamati in causa dalle singole iniziative, ma durante tutto l’anno. Non è un caso che in Italia sia sempre più sentito il dibattito sui vini dealcolati e che anche le birre abbiano un mercato ampio e vario nell’offerta di prodotti da poter sperimentare.

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