L’iniziativa è partita dalle associazioni di consumatori che hanno proposto un tetto massimo a uno dei piatti più famosi della cucina romana, e fra quelli più richiesti dai turisti, ovvero la Carbonara. Ma qual è il giusto prezzo?
Il dibattito è aperto e, domenica 15 dicembre è stato affrontato nella puntata di “Mi Manda RaiTre”, con, tra gli ospiti di Federico Ruffo, Eleonora Cozzella, direttrice del Gusto.
Un passo indietro: il Patto della Carbonara è stato lanciato recentemente dell’Associazione Consumerismo – e recepito con un voto bipartisan dal consiglio comunale di Roma – ed è un “accordo volontario e non vincolante tra gli esercenti della ristorazione e servizi di Roma Capitale e i consumatori (sia italiani che stranieri), in cui l’esercente si impegna a praticare la sua offerta secondo il concetto del “giusto profitto”. Ai ristoratori che vogliono aderire è richiesto il rispetto di sette punti (e il pagamento di una quota associativa di 25 euro).
Sette punti da rispettare
Avere nel menù almeno un primo a un prezzo calmierato.
Non effettuare sovrapprezzi ingiustificati.
Rendere evidenti i prezzi praticati prima che il consumatore consumi.
Usare solo prodotti di qualità.
Offrire al consumatore un servizio rispettoso e dignitoso (per esempio evitando posate e bicchieri di plastica).
Non applicare voci extra ingiustificate (per esempio il coperto).
Far fruire dei servizi igienici senza alcun costo.
L’obiettivo dell’associazione presieduta da Luigi Gabriele è spiegato sul sito: “Un team di esperti provenienti dalle istituzioni, dal mondo del lavoro e dal no profit che operano insieme per perseguirne la mission primaria: essere la Lobby indipendente dei Consumatori. Vogliamo introdurre in Italia un modello tipicamente anglosassone per la tutela dei Consumatori, utilizzando le normative europee e internazionali”.
Ma al di là della proposta, resta il tema di fondo: c’è un prezzo giusto per un piatto di pasta, come per esempio la Carbonara? La preoccupazione, a Roma, è legata anche al prossimo futuro, con l’arrivo di oltre trenta milioni di turisti per il Giubileo e il rischio, quindi, di un effetto speculativo. Per questo è stato indicato un prezzo: 12 euro. E’ questo il tetto che i piatti della tradizione romana non dovrebbero superare durante il Giubileo. Mentre oggi, secondo il viaggio dell’inviata della trasmissione, si varia dai 12,50 ai 19 euro. Le associazioni di categoria spiegano che il prezzo ideale, calcolato in base ai costi delle materie prime, sarebbe di 6,50 euro. A questo vanno aggiunti i costi fissi sostenuti dai ristoratori. “Ma si possono raggiungere i 12 euro, anche considerando la marginalità”, osservano. C’è un elemento ovviamente che cambia ogni fattore ed è la qualità del singolo ingrediente. Sottoposto al test visivo, uno dei “maestri” della Carbonara, Arcangelo Dandini, ha trovato pregi e difetti di varie preparazioni, non nascondendo che un pericolo su prezzi incoerenti con la qualità possa realmente esistere.