“Per i no alcohol, i Paesi tradizionali consumatori di vino come Italia e Argentina non sono ancora del tutto pronti. Ma i ready to drink di alta qualità a moderata gradazione alcolica funzionano bene”.
La riflessione è di Ana Paula Bartolucci, enologa di Chandon Argentina, l’ideatrice di quello Chandon Garden Spritz che tre anni fa suscitò tante polemiche per l’assonanza con lo spritz italiano ma che nella sostanza non ha molto in comune con lo spritz all’italiana. Trentuno anni, è la più giovane componente del team di ricerca e sviluppo di nuovi prodotti della maison e la prima enologa donna a lavorare in Chandon Argentina, nel cui universo è entrata nel 2017.
Nata a Mendoza, a 60 chilometri dalla cantina dove lavora, Ana Paula ha origini italiane: “Nella mia famiglia i cognomi ricorrenti sono Bartolucci e Campana - racconta a Il Gusto in occasione del suo arrivo a Milano - andando indietro nell’albero genealogico, i miei avi hanno origini venete e siciliane, ma i miei genitori ed io siamo nati in Argentina”. Ed è lì, in quella calda distesa sospesa tra le Ande e l’oceano che la passione di Bartolucci per il vino e gli spiriti è nata e cresciuta. Da bambina – com’è successo a tanti winelover - amava guardare la nonna preparare il limoncello in giardino. Poi è stato il padre a consigliarle di seguire la sua passione. E l’opportunità non è tardata: dopo gli studi in Enologia presso l'Università Don Bosco, uno degli istituti più prestigiosi dell'Argentina, a 21 anni ha fatto la prima esperienza in un’azienda vitivinicola. Curiosa e assetata di nuove esperienze, ha lavorato in Sudafrica e in Spagna per ampliare i suoi orizzonti per poi tornare a casa e approdare in Chandon Argentina dove ha portato diverse novità.
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“Il mondo del vino sta cambiando rapidamente – racconta Bartolucci – Il no e low alcohol è un trend innegabile, riguarda soprattutto i giovani e quelle persone che guardano con attenzione al benessere. Ma credo che passerà del tempo prima che si affermi anche in quei Paesi dove bere vino è cultura e tradizione. Garden Spritz ha 11.5 gradi, ha poco zucchero ed è un prodotto di altissima qualità che piace molto a tutte le generazioni. La differenza la fanno la cura e la qualità altissima dei componenti, che sono il risultato di anni di studi”.
Nel suo Garden Spritz c’è molto di quel rito familiare che caratterizza la preparazione di un limoncello fatto in casa: la scelta accurata degli ingredienti, il dosaggio, gli agrumi, le prove, la passione. Un prodotto sofisticato ma semplice e raffinato allo stesso tempo.
Il ready to drink firmato dal Gruppo LVMH è arrivato nella primavera del 2021dopo 4 anni di esperimenti e 64 test: tanto ci è voluto per trovare la ricetta giusta. E c’è anche tanto territorio: lo spumante simbolo della cantina Chandon Argentina, un metodo charmat a base di Chardonnay, Pinot Noir e Sémillon, le bucce delle arance non trattate, coltivate da una famiglia del posto, la miscela segreta di spezie provenienti da terroir selezionati in giro per il mondo, macerate singolarmente nel brandy. A seguire, la miscelazione e l’imbottigliamento.
“La base del Garden Spritz è lo spumante brut, prodotto di punta della maison, con cui abbiamo iniziato 60 anni fa – spiega Bartolucci - è un metodo charmat che affina 5 mesi sui lieviti fatto con uve che nella crescita risentono della presenza delle Ande: Pinot Noir al 35%, Chardonnay al 55% con un 10% di Sémillon, che conferisce struttura e freschezza. Questo metodo ci consente di avere un vino fresco, fruttato con un certo volume al palato che per la riuscita del prodotto è un tratto importante. Lo spumante rappresenta il 70% del prodotto”. Alle bollicine si aggiungono 4 liquori da 40° che conferiscono la nota amara. Nel primo ci sono le arance, ingrediente principe del Garden Spritz. Sono bio e vengono dal Nord dell’Argentina, a 1200 km da Mendoza, dal Tucumán – racconta l’enologa – La frutta viene sbucciata e poi le scorze fresche vengono in parte macerate nel brandy mentre un'altra parte viene seccata, disidratata, tostata e poi macerata. Troviamo quindi sia arance fresche sia arance caramellate che conferiscono maggiore complessità”. Gli altri liquori sono a base di cardamomo, genziana e altre spezie essiccate e macerate nel brandy tra cui cannella, con gocce di vaniglia ad addolcire delicatamente il tutto.
“Questa è la precisione che noi desideriamo: ciò che noi beviamo è la ricetta 64. Anche la 37 era piaciuta al me e il team, ma qualcosa non ci convinceva del tutto: l’abbiamo riassaggiata dopo una settimana: bocciata, E cos’ siamo ripartiti da capo. In questo bicchiere tutti gli ingredienti appaiono ben miscelati – dice con orgoglio e passione Bartolucci - Ci sono l’aroma dell’arancia, la nota amara del cardamomo e le altre erbe ben equilibrate. Bere il Garden Spritz innesca un gioco divertente e stimolante che induce chi beve a indovinare le spezie”.
Con lo sguardo attento alla sostenibilità. “Con il global warming ogni anno facciamo studi sulla quantità di acqua necessaria per ogni appezzamento per non sprecare niente – precisa Ana Paula Bartolucci - Usiamo l’irrigazione a goccia e ci sono agronomi che studiano il fabbisogno per area”.
Ma da dove arriva quel colore rosa provenzale che rende tutto più elegante e floreale? “Per arrivare al rosa aggiungiamo del Malbec (2%) che aumenta l’intensità della frutta, lo facciamo ad hoc per avere l’aroma frutti rossi ma senza il tannino - spiega l’enologa – In questo mix, abbiamo considerato che nella degustazione ci sarebbe stato del ghiaccio che ci avrebbe permesso di raggiungere l’equilibrio desiderato”. E così è stato: la creatrice suggerisce di provare il ready to drink d’estate con ghiaccio, rosmarino e fettina di arancia essiccata; d’inverno con la cannella al posto del rosmarino”.
Il ready to drink ha conquistato il pubblico europeo ed italiano, tanto che sta per debuttare nella grande distribuzione in Esselunga, e la stessa enologa precisa che il successo del suo prodotto ha superato le aspettative.
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“Garden Spritz per noi di Chandon Argentina è importante perché ci ha permesso di tornare in Europa e negli Usa – chiosa Bartolucci - Adesso fuori dalla Francia ci sono 5 maison: Cina, India, Australia, California e Argentina. È bello perché abbiamo creato una comunità”.