"Quattro Rose", tanti piatti: un'esperienza tra salumi e polenta

"Quattro Rose", tanti piatti: un'esperienza tra salumi e polenta
A Rovato, nella Franciacorta, uno storico ristorante dove gustare terra, territorio e tradizione: assaggiate il casoncello bresciano al burro e salvia
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Spirito di servizio (il ristorante è sempre aperto, sette giorni su sette, mezzogiorno e sera); cordialità; calore umano; buona cucina; grande assortimento di vini; attenzione a Terra Territorio e Tradizione a cominciare con il piatto identitario del paese, il manzo all’olio. E poi c’è l’attenzione per il vostro amico a quattro zampe: non solo non hanno alcun problema a farlo entrare ma non siete ancora seduti al vostro tavolo e per Hairon portano subito (senza che la chiediate!!!) la ciotola d’acqua (e quella di carne ve la fanno pagare zero, non 20 euro come da qualche altra parte)...

Ecco perché un venerdì qualunque, a mezzogiorno, l’Osteria Quattro Rose è piena; ecco perché la sua fama ha travalicato i confini e ci trovate a tavola con gli amici un sommo chef e ristoratore come Pino Cuttaia, il genio della Madia di Licata (Agrigento), da me scoperto e raccontato su La Stampa del 7 giugno del 2003…

 

Torno all’ Osteria Quattro Rose dopo dieci anni da quel mio articolo su La Stampa del 23 gennaio 2014; il patron di allora, bravissimo, fa da mangiare agli Angeli, ma i suoi successori, ragazzi e ragazze pieni di sorrisi entusiasmo e buona volontà, non lo fanno rimpiangere.

Siete in provincia di Brescia, in Franciacorta, in cima in cima, in una casa che ha secoli di storia, proprio come il castello che è lì accanto. Si parcheggia lungo la via e si fanno 2 passi 2 per arrivare al piccolo grazioso giardinetto dove sarà un piacere mangiare nella bella stagione.

Nessun problema di accessibilità né fuori, in strada, né all’interno del locale, come farò anche vedere nel mio cammeo domenicale di RAI 3 in” O Anche No”. Vi aspettano due salette raccolte, piene di belle rusticherie, calde e piacevoli, incontro di amici ma dove anche gli avventori dell’ultimo momento si troveranno bene.

A vostra disposizione un menu sulle due facciate di un unico foglio ed in più alcuni piatti elencati su una lavagna in bella vista. Con un servizio veloce veloce eccovi una buona bottiglia scelta in un ampio assortimento (in particolare la Lombardia e le bollicine della Franciacorta) e poi la personale selezione di salumi (compresa la succulenta mortadella La Favola dei fratelli Palmieri) con la giardiniera fatta in casa da manuale, le sarde essiccate del lago d’Iseo (da Monte Isola), lumache e guanciale, il casoncello bresciano al burro e salvia, il baccalà, il tradizionale antico emblematico manzo all’olio (carne locale di Razza Frisona Italiana), la tagliata, la trippa…Della polenta fatta nel paiolo vi porteranno la grande intera crosta tondeggiante da sgranocchiare.

Tra i dolci fatti in casa, elencati a voce, il semifreddo al torroncino, una buona sbrisolona ed il "salame di cioccolato", che poi sarebbe il “salame Fania”, inventato 80 anni fa dalla sorella di mia madre, Stefania Besana Bozzoni, nel suo piccolo emergente relais a Gargnano del Garda ma il cui nome e la cui ricetta non pensò di depositare.

 

Pranzo medio completo di quattro piatti significativi (antipasto, primo, secondo, dolce, con una discreta bottiglia da dividere in due) 70/80 euro a testa (di cui 3,5 di coperto).

 

OSTERIA QUATTRO ROSE
Rovato (Brescia), via Castello 27 b 
030.723027
www.quattrorose.it
info@quattrorose.it
Sempre aperto 

VOTO ALLA CUCINA: 14.5/20

POSIZIONE            3 su 5

AMBIENTE             3 su 5

SERVIZIO               1 su 5

CANTINA                2 su 5

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