Lascia la stella Michelin e va a lavorare nel ristorante di San Patrignano: "Mi sono ripreso la vita"

Giuseppe Biuso
Giuseppe Biuso 
Il giovane cuoco Giuseppe Biuso ha abbandonato il ristorante Cappero al Therasia Resort di Vulcano, nelle Eolie, per approdare al "Vite", in Emilia-Romagna, dove abita la sua famiglia
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"Ora mi sento vivo. Mi sono ripreso la mia vita. Riuscire a passare del tempo con i miei figli e festeggiare i loro compleanni è una cosa impagabile". Lo chef Giuseppe Biuso va dritto al punto e fa capire che per amore della famiglia no, non c'è stella che tenga. Lui la sua o meglio quella del ristorante Cappero al Therasia Resort di Vulcano, alle Isole Eolie, che ha guidato per otto anni dal 2016, l'ha lasciata da poco più di un mese. Decidendo di salutare la sua Sicilia - dove è nato (a Palermo nel 1988) ma che aveva abbandonato per fare esperienza in varie cucine fine dining in Italia e anche all'estero - per una vera e propria svolta. Ovvero: abbandonare il ristorante stellato per una nuova esperienza in Emilia-Romagna, la stessa regione in cui si era trasferito 9 anni fa, creando la sua famiglia. Famiglia che però aveva dovuto lasciar per lavorare a Vulcano. Una sorta di ritorno a casa, quindi, per Biuso che ha così scelto di ricongiungersi al suo nucleo famigliare, la moglie e i due bimbi di 8 e 4 anni, che vedeva solo un paio di mesi all'anno: in  estate, quando loro andavano a trovarlo passando le vacanze nell'isola siciliana. 
È lo stesso chef a raccontare il suo cambio di vita.

La squadra di Vite
La squadra di Vite 

"Da nove anni mi sono stabilito vicino a Cattolica, mia moglie è di qui - spiega -. Poi, otto anni fa, nel 2016, è arrivata la proposta di assumere il ruolo di executive chef per il Therasia e l'ho accettata di buon grado, per non rinunciare a un'opportunità importante, confermando la stella del Cappero (e avviando il progetto dell'altro ristorante, il vegetariano Tenerumi, guidato da Davide Guidara, che ha conquistato la stella Michelin e la Stella Verde, ndr). Tutto questo mi è costato dover lasciare la mia famiglia e non veder crescere i miei figli. Ho sempre sperato di trovare qui in Romagna una possibilità di lavoro che mi appagasse e fosse altrettanto stimolante rispetto a quella a Vulcano, di cui mi mancheranno sia le persone che gli splendidi tramonti sul mare. E finalmente la scorsa estate l'occasione è arrivata: ho ricevuto la proposta di guidare il ristorante Vite di San Patrignano". Stelle verde Michelin, si trova a Coriano, in provincia di Rimini, su "una collina di sapori che si affaccia sul mare, all’interno di una tenuta di 280 ettari di terreno dove sorgono le coltivazioni, gli allevamenti, il caseificio e tutte le eccellenze di San Patrignano".

Qui Biuso ha portato con sé diversi componenti della sua brigata e, in un'ottica di inclusione, ne ha accolti altri due, una ragazza e un ragazzo provenienti dalla comunità che fanno gli aiuto-cuoco: "Hanno concluso il loro percorso e hanno tutto il diritto di fare il lavoro che amano, senza alcun pregiudizio - sottolinea lo chef -. Io cerco di trasmettere loro la mia passione. E la fiducia in quello che ritengo essere un grande progetto di alta cucina a 360 gradi, con tutti i prodotti provenienti da 'SanPa',  e con l'obiettivo ambizioso di puntare alla stella anche qui. In un ristorante che è come gli altri, anche se non lo è, perché ha un potenziale enorme". 

 Un piatto di Vite dello chef Biuso
 Un piatto di Vite dello chef Biuso 

Ma il vero riconoscimento per lo chef ora sembra essere soprattutto quello che vede negli occhi dei suoi figli, Salvatore, il grande, e Matteo il piccolino:"Sono felicissimi, ancora non riescono a credere che quando ho il giorno di riposo posso giocare tutto il tempo con loro, portarli al parco, accompagnarli a scuola. Se penso che quest'anno potrò per la prima volta festeggiare i loro compleanni dal vivo! Uno è nato a marzo, l'altro a novembre e io non ci sono mai potuto essere, lavorando in Sicilia, non sembra ancora vero neanche a me di essere qui ora. Era la mia priorità pensare a loro, alla stabilità della famiglia, garantire la mia presenza ai bimbi e a mia moglie. Il ristorante è a mezz'ora da dove abito e ogni sera dormo a casa. Sembrerebbe una cosa normale, di poco conto. Invece per me è straordinario, inimmaginabile fino a poco tempo fa. Il cambiamento sì, è stato drastico davvero. E per questo, ripeto, ora mi sento vivo". 

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