Cosa c’è nel cestino di Natale superlucano del Terzo Millennio? C’è il peperone crusco di Senise IGP, come c’era una volta, ma insieme a dei gran pezzettoni di caciocavallo podolico DOP farcisce un lievitato di ultima generazione chiamato panbrigante. Ci sono i fagioli di Sarconi, come c’erano nella dispensa invernale della nonna, ma trasformati in deliziose confetture, saporite e assai versatili. E ancora, panzerottini con i ceci, quelli che fanno l’orgoglio di Montalbano Jonico. Tegole dei Sassi e strazzate, le dolcezze materane. Creme spalmabili alle castagne. Cioccolato al latte certo, ma niente a che fare con gli ibridi da supermercato, visto che parliamo del primo cioccolato al mondo al latte d’asina.
Insomma, ancorate all’apparato radicale ma deliziosamente contemporanee, di golosità così fatte profumerà il Natale Ventiventritrè al sapor di Lucania. Prodotti confezionati con astuzia strizzando l’occhio al marketing, ma dal sapore autentico e sincero come la terra da cui provengono, finalmente pronta a uscire dal guscio dei calanchi per traguardare il resto del mondo. Con più di un pizzico di orgoglio. E un ingrediente segreto che oggi c’è e prima non c’era: la capacità di fare quadrato intorno a tutto quel che di buono questa terra piena di asperità e dolcezza, sa esprimere. Un’operazione che vede schierati dalla stessa parte produttori, artigiani e istituzioni, Regione Basilicata in testa. Per un Natale superlucano. Non resta che spalancargli papille e cuore.
Panbrigante
Si chiama panbrigante, omaggio alla terra di Carmine Crocco e i suoi fratelli, nome tenuto a battesimo dai fratelli Nicola e Maurizio Turdo del panificio Ciarly a Picerno (Potenza). È un grande lievitato che somiglia pari e patta al panettone, ma è un’altra cosa. Al posto di uvetta e canditi, ci sono il crusco di Senise e caciocavallo podolico, sta bene con le bollicine e piace anche ai bambini.
Bauletti
Non se ne abbiamo a male gli anglofili ortodossi amanti del plumcake, ma i lucani do it better. Quelli del panificio Ciarly li chiamano bauletti, e ne fanno di tutti i colori, sia dolci che salati. La versione invernale è quella con tre cioccolati (bianco, fondente, al latte), c’è quella al caffè e cioccolato bianco, al pistacchio di Stigliano, e il classico nudo.
Pane di Natale
È il pane della tradizione che non può mancare sulla tavola natalizia in Basilicata in generale, a Potenza in particolare. L’impasto è quello del lievitato quotidiano, ma arricchito di mandorle e noci. Ha forma circolare e viene consumato per il pranzo del 25 come si faceva un tempo, quando per il giorno della Natività ci si concedeva finalmente pane bianco.
Panzerottini con i ceci
Un fagottino di pasta dolce fritta non lievitata ripiena di crema di ceci e polvere di cacao aromatizzata con varie essenze tra le quali brillano scorza di arancia, limone o mandarino, tutti frutti tipici di Montalbano Jonico. È il dolce di Natale magnificato da Michele Di Tommaso del Gran caffè, in grado di restituire a Montalbano la fierezza delle sue tradizioni.
Confettura di fagioli di Sarconi IGP
Si chiamano Vittoria, Nunziante e Emanuele Scote, tre fratelli originari di Gragnano trapiantati a Sarconi, autori di una collezione di confetture e marmellate letteralmente unica. Fra tutte, straordinaria la Fasoldò, fatta col prezioso fagiolo del luogo, perfetta per ricette dolci e salate sognando Per boschi e contrade (è anche il nome dell’azienda) di Lucania.
Cioccolato al latte d’asina
Ha vinto una serie interminabile di premi nazionali e internazionali, ma vanta soprattutto un primato: nessuno prima di Salvatore Capalbi aveva pensato a un cioccolato al latte d’asina, nessuno prima di Fattoria Donna Tina, l’ha realizzata. Il latte viene da un allevamento totalmente bio di circa 70 asine a Stigliano, al pascolo libere e felici e la tavoletta ne risente.
Bacio lucano
Un dolcetto a base di frutta secca, ovvero pinoli, mandorle e nocciole, con al centro un’amarena candita. È il bacio lucano del maestro pasticciere Gerardo Pacilio di Pignola, patriarca dei maître pâtissier di Lucania, mezzo secolo di esperienza sulle spalle e una creatività a servizio del territorio, di cui il bacio lucano è la dolce sintesi.
Biscotto degli sposi
Paese che vai, biscotto nuziale che trovi. A ciascuno il suo, quello lucano è a base di farina, olio extravergine, zucchero, uova e mandorle. Fanno parte di diritto della Christmas box ideata dall’associazione pasticcieri Conpait presieduta da Davide Lauria, autore di una crema spalmabile alle castagne da fine del mondo, come le marmellate di Annalaura Tammone e l’amarettino di Antonio Rosa.
Strazzate
Somigliano ai brutti ma buoni, che però sono a base di nocciola, ma sono fatti di granella di mandorle, zucchero e albume d'uovo. Il nome con cui sono state tenute a battesimo da Enzo Schiuma, pasticciere di stanza a Matera, ricorda quello dello “strazzo del carro” al termine della processione della Bruna. Due spettacoli da non perdere, entrambi.
Tegole dei Sassi
Un biscotto semi-morbido a base di mandorle, nocciole, zucchero e albume d'uovo ricoperto di cioccolato. L’aspetto richiama le tegole sui palazzi al centro di Matera e sono buoni tutto l’anno, prova ne sia il fatto che sono “il souvenir prediletto dai turisti”, parola di Enzo Schiuma, “che nella città-presepe transitano ormai dodici mesi su dodici”.
Panettone alle castagne
Il panettone alle castagne di Emilio e Donatella Telesca è un omaggio alla generosità dei boschi di Lucania, del Vulture melfese e delle atmosfere magiche in prossimità dei laghi di Monticchio. Il marroncino bianco di Atella, semi-candito, si morde con l’impasto profumato della coppia di pasticcieri autori anche del primo panettone con l’uvetta della vigna di Leonardo Da Vinci.