Già dall’esterno rimarrete senza parole: sulla strada l’annoso palazzo di ringhiera del medio centro di Milano si annuncia, al piano terra, con le enormi vetrate di questo ristorante. Già sulla via un’immagine unica: vedrete tutto quello che succede all’interno, i pochi tavoli con i relativi clienti, l’andare e venire del personale di servizio, la cucina a vista che più a vista, proprio, non si può. Poi, all’interno, in questo ristorante aperto da poco: sorpresa, meraviglia e, alla fine, nostalgia.
Ai fornelli un gruppetto di ragazzi e ragazze non solo bravissimi ma silenziosi come tutti quelli che servono in sala e, poi, tra l’altro, nessun odore che venga da forni e fornelli. Insomma, un’esperienza già da questo che ha dell’incredibile.
Siete a Porta Romana, ad un passo da monumento e Terme; non sarà facile parcheggiare nella stretta via Lattuada: da lì, in viale Montenero 16, la vostra machina potrà sostare ad ore ai Parcheggi Milanesi (occhio: dalle 20.07 alle 23.20 saranno 13 euro come leggerete non nella regolare ricevuta fiscale ma su uno scontrino volante nemmeno numerato). Solo un eroe poteva aprire un posto così (così buono!!!!) a Milano. Lui è Luca Natalini, meno di 35 anni, giovane ma con grandi esperienza (in particolare al grande Pont de Ferr di Maida Mercuri). E solo un eroe poteva chiamarlo con una parola latina, Autem, che (mica li ho buttati via i 7 anni di Liceo Classico),”del resto”, “inoltre”.
Per entrare al ristorante su via Lattuada (come vedrete nel mio cammeo in "O anche no", domenicale mattutino di Rai 3) c’è un gradino anche piuttosto alto ma, in attesa che se ne aggiunga un altro che dimezzi il salto, su viale Montenero c’è un altro ingresso, dal cortile, senza problemi. Poi, una volta dentro, un gioiellino squillante, moderno, elegante, dall’arredo raffinatamente essenziale e con pochi tavoli (massimo 25 coperti) ben distanti.
Lo chef patron sta ancora costruendo la squadra definitiva ed il primo compito sarà per il sommelier perché qui, a fronte di varie buone bottiglie, c’è la carta più incasinata che abbia mai visto in vita mia, ma detto questo, quanta bontà, quanta bella giovane fantasia equilibrata da buon gusto e professionalità.
Il menu è anch’esso sui generis: lo chef crea ed inventa ogni giorno e gli amici che vengono qui troveranno amabili cartoncini marroncini con il breve elenco delle leccornìe scritto a mano.
Il coperto costa 10 euro e poi avrete a disposizione (secondo l’invenzione dell’indimenticato Pino Possoni del Ma.Ri.Na di Olgiate Olona, Varese) tre menu degustazione non con elenchi guidati ma a libera scelta dalla carta: 4 portate 80 euro, 6 portate 100 euro, 8 portate 130 euro. Grissini meravigliosi, pagnotte inarrivabili (da usare con il grande olio extra vergine che arriva da Castelvetrano o con il burro montano, da San Pellegrino Terme, Bergamo!!!) e poi, dopo gli assaggi sfiziosi e ghiotti dei creativi ma ottimi stuzzichini, ecco il vitello tonnato, le aragostelle scottate, le chiocciole in crema di patate (sono i molluschi irresistibili dei Parizzi di San Secondo Parmense), gli spaghetti Felicetti (dal Trentino, da Predazzo) aglio olio e vongole veraci, quelli senza salsa né ragù ma macerati a lungo in liquidi aromatici e serviti bianchi bianchi, i ravioli alle ortiche, la succulenta tagliata, il suntuoso fegato grasso con funghi porcini, i dolci fatti in casa.
Siete ancora lì?!
AUTEM
Milano, via Serviliano Lattuada 2
351.278 03 68 02.8352 0526
info@autem-milano.com
Chiuso tutto martedì e mercoledì a pranzo
VOTO ALLA CUCINA: 16.5/20
POSIZIONE 1 su 5
AMBIENTE 3 su 5
SERVIZIO 2 su 5
CANTINA 1 su 5