Forno Brisa: l’entusiasmo degli under 30

Forno Brisa: l’entusiasmo degli under 30
Un team di giovani lavora al progetto lanciato nel 2015 e che raccoglie consensi con campagne di crowdfunding. Premiato l’uso di alternative come segale e monococco
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Ogni pagnotta di Forno Brisa racchiude zolla di terra, buone pratiche agricole, molitorie e di lavorazione, ma anche relazioni umane e sincere. È una realtà fondata nel 2015 a Bologna da Pasquale Polito e Davide Sarti, un progetto dedicato alla panificazione animato dal desiderio di restituire al pane la sua essenza di “prodotto alimentare”, in grado di far bene ai territori e alle persone. Oggi il team conta 40 ragazzi sotto i 30 anni che sfornano quotidianamente pane di grandi formati con lievito madre e farine di tipo 2 o integrali, macinate a pietra e ottenute da cereali antichi che provengono dai campi di proprietà a Nocciano (Pescara) o da filiere virtuose italiane, seguite direttamente. Al posto dei cereali moderni Forno Brisa usa varietà come segale e monococco e tra i sacchi di farina non manca la solina abruzzese.

 

Nel 2020 e nel 2022, Forno Brisa ha lanciato, sulla piattaforma di MamaCrowd, due campagne di equity crowdfunding da record. La prima si è conclusa con l’adesione di 359 soci e oltre 1,2 milioni di euro raccolti. La seconda, invece, con più di 1000 soci e più di 4 milioni di euro. Ma non finisce qui. Tanti sono i nuovi progetti in cantiere, tra cui: il Mulino Collettivo in Abruzzo, al fine di completare e controllare l’intera filiera, e una piattaforma digitale capace di rendere più efficiente il lavoro e di garantire la trasparenza e l’accessibilità delle informazioni all’interno delle singole aziende e tra le aziende amiche, oltre a nuovi punti vendita e nuovi laboratori.

 

Dai banchi dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo dove hanno studiato i due fondatori, oggi Brisa è una realtà imprenditoriale con all’attivo un laboratorio centralizzato e 4 punti vendita, concepiti come spazi di condivisione, incontri, luoghi tra arte e artigianato, aperti dalla mattina alla sera, frequentati da oltre mille bolognesi. Brisa oggi è in continua espansione: partito con un fatturato di poco più di 350mila euro (2016), il forno ha chiuso il 2021 con 2.1 milioni di euro.

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