È tutta una questione di numeri. Quando si organizza un matrimonio non si smette mai di contare. Fanno la differenza i mesi che si hanno a disposizione: come minimo un anno prima, almeno nella maggior parte dei casi. E poi il numero degli invitati, in media tra le 100 e 200 persone per cerimonia: aperitivo a buffet, ma servito, pranzo o cena, e open bar finale. Tutto, o un po' meno, a seconda della zona d'Italia in cui si festeggia. Attorno agli invitati si contano le sedie, i tavoli, le porzioni, i centrotavola, i tovagliati, i confetti e ora anche le torte, spesso due. Una da fotografare e una da mangiare già pronta in monoporzioni, più facile da servire visto che anche con i catering si deve far fronte alla carenza di personale.
Il matrimonio da sogno. Calogero Lauria è il papà della sposa. Lunedì 11 settembre sua figlia Noemi si è sposata alla Reggia di Venaria, dove proprio in questi giorni Gessica Notaro si è sposata con Filippo Bologni. A qualche giorno di distanza l'emozione è ancora tanta. "C'erano in tutto 165 invitati. Cerimonia alle 17, poi aperitivo, cena, taglio della torta e open bar. Certo non era il matrimonio che si faceva una volta. Il risultato è stato incredibile, ma dietro c'è almeno un anno di lavoro per organizzare tutto. Da soli sarebbe stato impossibile raggiungere un tale risultato".
L'organizzazione è stata affidata alle wedding planner Serena Obert e Stefania Poletti che hanno ricevuto l'incarico a metà novembre. I futuri sposi avevano già scelto la location, la Reggia di Venaria, e il ristorante, uno stellato che la famiglia già conosceva bene, il Ristorante La Credenza. A partire da qui tutto è stato studiato e creato per l'occasione.
"C'è tanto lavoro dietro ad un matrimonio come questo - raccontano Obert e Poletti -. Le idee della sposa erano già molto chiare, e non succede sempre. Gli spazi a disposizione erano davvero unici: dal luogo in cui si è svolta la cerimonia, la chiesa di Sant'Uberto di Filippo Juvarra, che abbiamo completamente arredato e allestito entrando in punta di piedi. Poi c'è stato l'allestimento del back della cucina del ristorante. Due cucine in realtà: una per gli aperitivi e una per il cena e il dopocena. Tutti gli spazi dovevano essere in protezione".
Cucine, tendostruttura, pavimentazioni, passaggi: sono tanti gli aspetti che entrano in gioco. In questo caso anche la difficoltà di lavorare in un luogo storico, patrimonio dell'Unesco. "Abbiamo lavorato sempre sotto osservazione e in tempi strettissimi - continuano le wedding planner -. Tutto doveva essere fatto di lunedì, giorno di chiusura della Reggia, tra le 8 del mattino e le 4 di notte. Montaggio e smontaggio compresi". Oltre la chiesa di Sant'Uberto, spazi come la terrazza della Regina con affaccio sui Giardini per l'aperitivo, la galleria di Diana per la cena e il rondò alfieriano con il bancone per l'open bar. Sedie dorate, tavoli imperiali e accessori e complementi d'arredo a chiudere il cerchio.
Il posto a tavola. Giorgia Fantin Borghi organizza matrimoni ed eventi luxury per italiani e stranieri. Dice che la differenza tra nord e sud c'è e si concretizza nel tempo a disposizione e nella quantità di cibo. Al nord si mangia di meno, i piattini sono più piccoli. Al sud rispetto ad un tempo si spreca molto meno nei buffet che hanno dimensioni esagerate rispetto agli standard di Torino e Milano. Per un catering food and beverage al sud si riesce a partire da una cifra attorno ai 60-70 euro, al nord non si può fare meno di 90-95 euro a persona. "Dipende dal tipo di matrimonio, dalla location scelta, dalle preferenze nella parte food. C'è chi chiama anche lo chef stellato o chiede aggiunte speciali. Allora si può arrivare tranquillamente a 350 euro a persona".
Un numero in questo caso ci aiuta a capire l'entità del lavoro "nascosto" dietro una cerimonia. Serena Obert racconta infatti che il giorno delle nozze di Noemi Lauria sono entrate nella Reggia per lavorare al matrimonio 113 persone. Un numero quasi pari a quello degli invitati.
Le wedding planner torinesi allargano ulteriormente la forbice in base alla loro esperienza di matrimoni in tutto il nord Italia: "Se parliamo di catering, cucina, trasporto, escluso tavoli e mise en place la forbice va dai 130 ai 200 euro. Consideriamo 170 euro un prezzo medio accettabile. Poi c'è il discorso ristorante. Qui il prezzo scende un po' perché è già tutto predisposto: si può fare tra i 130 e i 140 euro. Se si chiama uno stellato invece si parte dai 200-230 a persona. Poi ovviamente incide la logistica, il facchinaggio, i camerieri. E poi conta ovviamente quello che uno beve". Nelle seconde nozze, con un numero di invitati ridotto, e soprattutto l'età più alta, sale la richiesta di vini pregiati.
Bicchiere sempre pieno. Fantin Borghi racconta anche una tendenza degli ultimi anni che è entrata di diritto e prepotentemente nel numero di cose da organizzare. "Rispetto ad un tempo c'è una maggior attenzione al beverage. Le nuove generazioni puntano sull'open bar: non solo a fine serata, ma già per l'aperitivo. Con l'introduzione dei super alcolici anche durante la cena".
Obert specifica che sono soprattutto gli stranieri ad essere più esigenti sulle bottiglie, e sui superalcolici in generale. Così al matrimonio arrivano il bartrender e i cocktail premium. Contiamo anche in questo caso: per tre cocktail alcolici e cocktail analcolici illimitati si pagano sui 16 euro a persona. Ma spesso si mette a budget un extra nel caso in cui i cocktail alcolici siano particolarmente apprezzati e finiscano i bicchieri con cui si fanno i conti.
Succede spesso con gli stranieri: Obert e Poletti lavorano molto sui destination wedding, dove il Piemonte e Lombardia (per i laghi) diventano meta privilegiata per chi torna in Italia per sposarsi dopo aver studiato ed essersi stabilito all'estero o anche per chi ha visto le Langhe in vacanza o per lavoro e decide di tornarci nel giorno più bello. È successo con il dj e producer olandese Sem Feldt che era stato ospite a Collisioni e poi ha scelto di tornare a Barolo per sposarsi, con l'organizzazione affidata a Obert e Poletti.
Qui si rischia di litigare. Fantin Borghi dice che "La doppia torta non ci piace e non la proponiamo neppure. Quindi restiamo comunque su una torta nuziale a più piani, ma completamente edibile. Anche se per gli sposi stranieri le preferenze vanno sulle millefoglie o il tiramisù".
Dipende ovviamente dai casi e dalle richieste dei futuri sposi. Obert racconta di torte nuziali che svettano. "Alla Reggia di Venaria, il taglio della torta è stato fatto davanti alle fontane danzanti. Una torta monumentale alta un metro e cinquanta. Chiaramente una torta scenografica, in parte simbolica. Quando sono rientrati in sala gli ospiti hanno brindato a champagne e mangiato una monoporzione. Poi c'era il buffet dei dolci con la pasticceria Russello di Licata che lavora anche a Parigi, per omaggiare gli sposi, entrambi siciliani".
A proposito di pasticceria, non è d'accordo con l'idea della doppia torta il maestro pasticcere Apei, Nicola Goglia. Lavora a Casal di Principe (Caserta) nella pasticceria di famiglia da due generazioni a fianco del papà Emilio. "Noi tendenzialmente non facciamo torte finte. Accontentiamo le esigenze del cliente sempre, ma su questo non cediamo, gli veniamo incontro personalizzando al massimo le decorazioni, la torta in generale, ma deve essere sempre edibile. Perché il taglio della torta è il momento più significativo dopo ila cerimonia stessa. Gli sposi tagliano insieme la prima fetta a simbolo del percorso di strada che vanno fare insieme. Che senso avrebbe trasformare questo in una farsa? E poi abbiamo un'altra regola a cui non cediamo: i piani della torta devono essere pari perché nella vita di coppia nulla deve essere divisibile". Ma torniamo ai conti. Per la torta ci sono diverse possibilità di prezzo: dai 4,5 - 5 euro a fetta per le torte classiche fino ai 7,50 per le preparazioni più complesse.
Questa volta è Giorgia Fantin Borghi a correggere il tiro: al nord si parte direttamente da 7,50 a fetta, ma è il prezzo base.