Questa è una storia che inizia vent'anni fa, da due amici torinesi che avevano un sogno. Un inizio che può sembrare molto comune, ma non nello sviluppo che ha avuto. Basta dire il nome dei due amici: Guido Martinetti e Federico Grom. Da quel sogno - produrre il miglior gelato al mondo - è nato un marchio che identifica un gelato che potremmo definire da meditazione. Il primo che si assaggia ad occhi chiusi, ben concentrati sul momento, per sentire tutti i sapori che lo componevano e lo compongono ancora oggi. Come la crema, la crema GROM creata nel 2003, in cui oltre alla base a crema d'uovo si sentono i pezzetti di pasta di meliga e il cioccolato. Nel percorso, nel 2015 il cambio di proprietà, passata a Unilever. Ma, come racconta Sara Panza, General Manager GROM, non della filosofia del prodotto: "Rispetto al passato e agli anni della fondazione è rimasta inalterata la sua essenza. La ragione d’essere di Grom è quella di avere un ruolo di innovatore e pioniere nel mondo del gelato per regalare autentico piacere, che nasce partendo dall’estrema cura con la quale vengono scelti gli ingredienti fino alla costruzione della ricetta realizzata con sapienza, innovazione e creatività".
In vent'anni cosa è cambiato?
"Certamente è evoluto l’approccio strategico al mercato. Dal 2003 GROM ha fatto un lungo percorso, portando il prodotto dalle gelaterie alla GDO passando attraverso i bar. Si tratta di un approccio multicanale integrato con l’obiettivo di portare in ogni potenziale punto di contatto con il consumatore la filosofia della gelateria, che rimane il motore principale e l’elemento di distintività. Infatti è in gelateria che le persone che amano Grom possono vivere l’esperienza del nostro gelato in tutto il suo splendore. Ciò è testimoniato dalle 8 aperture nel 2022 e dalle 12 nel 2023. E non finisce qui".
Come fa un brand così grande e importante a restare autentico?
"Applicando in modo coerente la propria filosofia di prodotto di alta qualità e di cura verso la selezione e la preparazione degli ingredienti. In tutti i nostri prodotti di ciascun canale di vendita non aggiungiamo nulla che copra il gusto dell’ingrediente caratterizzante. Questo ci permette di mantenere l’autenticità: aggiungere solo il necessario, nient’altro. Ed è per questo che il nostro gelato ha un’etichetta corta ed è preparato senza aromi, coloranti, conservanti e additivi emulsionanti. Il suo colore varia in base ai cambiamenti della natura perché non usiamo coloranti ed è caratterizzato da un gusto intenso perché contiene molta frutta (per esempio, il sorbetto al lampone contiene il 55% di frutta). Ci sono dei gruppi di lavoro dedicati – penso in particolare alla ricerca & sviluppo, alla produzione e al procurement - che sono fortemente impregnati della cultura di GROM, tanto da coltivarla e trasmetterla ogni giorno con quel senso di orgoglio rispetto al prodotto a cui lavorano".
In questi 20 anni un momento storico è stato l'ingresso nella grande distribuzione. Per alcuni un azzardo. Per voi?
"Potrei dire che è stato un rischio ben ponderato e i numeri ci stanno dando ragione: il fatturato nel 2022 è cresciuto del 33 per cento grazie proprio all’integrazione dei diversi canali. È stata una scommessa che abbiamo affrontato con coraggio e consapevolezza. Certo, non si è trattato di una sfida semplice, ma, del resto, se fosse stato facile non ci saremmo divertiti. È questa voglia di cambiare le regole del gioco che ci ha sempre reso diversi… Che cosa ha caratterizzato la sfida? Rimanere noi stessi senza snaturarci: infatti, il gelato della GDO ha gli stessi ingredienti del gelato della gelateria. Siamo quindi riusciti a progredire con coerenza, attivando diversi canali, compreso quello del delivery, per raggiungere più persone e in diverse occasioni di consumo".
Quali sono le prossime sfide che affronterete?
"Ci sono diversi progetti e sfide su cui stiamo lavorando. La prima sfida è continuare a mantenere la promessa del nostro gusto e di alta qualità. In secondo luogo, avere un impegno sempre più sistematico ed organico nei confronti della sostenibilità ambientale su tutta la filiera. Ci stiamo inoltre impegnando ad ampliare la collaborazione con i nostri fornitori per un approccio sempre più sostenibile, ad esempio attraverso pratiche di agricoltura rigenerativa, di cui abbiamo fatto un primo passo con il limone, collaborando insieme al fornitore Campisi Italia. Tutto questo ci ha portato, per esempio, a sviluppare un approccio omni-canale per essere ancora più un brand vicino ai desiderata delle persone, creando nuovi formati di store e nuovi prodotti, come il Grom Caffè con la nostra crema spalmabile al pistacchio o il nostro gelato affogato nella cioccolata. Cerchiamo quindi modi di innovare e sperimentare, avendo sempre al centro il gelato. Non puntiamo quindi ad uno stravolgimento dell’offerta ma ad accompagnare le persone che amano Grom nei diversi momenti della giornata".