Le magie dell'uva: ampeloterapia e vinoterapia, tanti pro e qualche contro

L'uva ha molte proprietà che giovano alla salute
L'uva ha molte proprietà che giovano alla salute 
Già decantata da Plinio, Celso e Galeno, fa bene all'intestino, al fegato, al colesterolo. Attenzione a chi ha diabete, ulcera gastrica e problemi ai reni 
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La bontà di taluni alimenti porta oltre che al consumo alimentare anche ad usarli all’esterno del corpo per sfruttarne le proprietà a livello estetico. Memorabili i bagni nel latte d’asina di Poppea, ma anche di Cleopatra, che pare avesse una scuderia di 700 asine per garantirsi la quantità occorrente. Ma anche ai nostri giorni, bagni nella cioccolata o nello champagne.

Proprio il vino costituisce l’ultima novità cosmetica compresa l'uva stessa, la vinaccia, semi e il mosto da cui si estraggono i principi attivi al fine di produrre cosmetici innovativi ed efficaci che vengono usati in prodotti specifici antinvecchiamento. Tutti questi prodotti a base di parti della vite sono ritenuti efficaci per attivare la circolazione e drenare il ristagno sottocute (cellulite). Sicuramente in questo modo, gli scarti dell’uva possono trovare un buon impiego. Ma la classica cura dell’uva o ampeloterapia è tipica di fine estate e viene proposta talvolta come dieta disintossicante o addirittura dimagrante. Anticamente Plinio, Celso e Galeno la utilizzavano come terapia salutare. L’uva fornisce circa 65 Kcal per etto, è stata definita latte vegetale perché, curiosamente, ha alcune similarità di nutrienti col latte di donna. L’ampeloterapia è consigliata quasi a tutti, specie a chi soffre marcatamente di astenia (stanchezza), malattie cardio-vascolari e respiratorie, malattie del fegato e dell’apparato digerente, depressione  nervosa. È ovviamente sconsigliata a chi soffre di diabete, ulcera gastrica e gastro-duodenite e nefropatici.

Chi decidesse di fare questa “cura” deve accertarsi che l’uva non abbia subito trattamenti chimici antiparassitari, che provocherebbero disturbi, superiori ai benefici. In ogni caso è consigliabile lavare l’uva con acqua tiepida e bicarbonato per eliminare completamente eventuali residui di solfato, di rame e zolfo, presenti nella buccia. La terapia  prevede un consumo di circa mezzo chilo al  mattino, a digiuno, al posto della consueta prima colazione, è possibile mangiare la stessa quantità divisa in 2-3 piccoli spuntini, nella mattinata. Aumentando la dose si deve arrivare in 3 giorni ad 1 chilo. Al mattino e nella seconda settimana di cura, a circa 2 chili, senza mai superare questo peso. Se si decide di seguire questa cura-dieta, per non creare difficoltà digestive e fermentazione occorre eliminare tutti i cibi ricchi di grassi (formaggi) e proteine (carni varie). Anche questo tipo di “dieta” non può  essere fatta in autonomia senza un controllo medico preventivo, con esami ematici di controllo, per escludere patologie emergenti. L’uva, bionda o bruna, da sempre ha deliziato il genere umano. Si perde nella notte dei tempi il ricordo di quando l’uomo piantò la prima vite, si dice che il primo viticultore sia stato Adamo. L’uva è ricca di sali minerali (potassio, ferro, fosforo, calcio, manganese, magnesio, iodio, silicio, cloro, arsenico), vitamine A, B, C e polifenoli, ha proprietà restitutive e antiossidanti. 

Con il suo contenuto di acqua e fibre, permette anche di purificare l'intestino e il fegato. Contiene glucosio e molti nutrienti utili al metabolismo cellulare come polifenoli, catechine, quercetina, flavonoidi, antociani e, in particolare, le uve nere sono ricche di resveratrolo. Tutti questi nutrienti hanno un'azione genomica positiva sul DNA e sono potenti antiossidanti che proteggono dall'inquinamento cellulare dei radicali liberi dell'ossigeno,  che provocano l'invecchiamento precoce. I principi attivi dell’uva sono: l’acido tartarico, antiossidante e regolatore dell’acidità dei liquidi organici, è un po’ lassativo e diuretico. L’acido malico è astringente e determina stipsi, ma riequilibra l’azione lassativa dell’acido tartarico. Troviamo anche sostanze coloranti nella buccia, nell’uva rossa ci sono l’Enoside e la Xantofilla (detta E161) che l’industria estrae per utilizzarli come coloranti naturali e sicuri per la salute.  Gli zuccheri contenuti, oltre al glucosio sono: levulosio, fruttosio e destrosio.

Tutti zuccheri direttamente assimilabili, senza l’intervento del fegato, ecco perché l’uva serve a chi soffre di epatopatie.  Resveratrolo e fitoestrogeni: sostanze che si trovano sulla buccia dell’uva rossa (ma ce n’è un po’ anche in quella bianca) che  fa abbassare il colesterolo cattivo nel sangue e fa aumentare quello buono,  a questo concorrono anche i polifenoli. Tutte queste sostanze sono utili nella prevenzione dei tumori per la loro azione sui telomeri. L’Acido ossalico invece favorisce la formazione di calcoli renali e diminuisce il tasso di calcio nel sangue, ostacolando l’attività cardiaca, ma essendo maggiormente presente nell’uva acerba non è preoccupante, infatti diminuisce quando l’uva matura. Ogni frutto stagionale presenta i vantaggi utili al corpo umano. Durante l'estate, il corpo umano tende a produrre una dose maggiore di radicali liberi dell'ossigeno e grazie all'uva si ha una forte diuresi quotidiana, utile per eliminare la ritenzione idrica e insieme i radicali liberi in eccesso. 

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