Times square, quella del bacio fra il marinaio e l’infermiera del ’45, dell’armageddon fra l’Uomo ragno e il Goblin, di un malinconico e tirabaci più che mai James Dean sotto la pioggia. Quella attraversata da uno sciame di 450mila persone al giorno, sotto le luci in technicolor dei maxi schermi che l’hanno resa più celebre della Piazza Rossa di Mosca pur essendo piccola così, al confronto. Proprio in uno degli schermi di quella piazza lì nel giugno 2019 passa in rapida sequenza un profluvio di trulli, mozzarelle, capocolli, ulivi, orci d’olio, taralli, strascinate fatte a mano sul tavoliere, vino, pale di fichi d’India e muri a secco: we are in Puglia, bellezza, ma a New York. Unexpected Italy, recita il claim del video firmato dal regista americano Edmond Van der Bijl in nome e per conto di Pugliapromozione, l’agenzia della Regione Puglia che si occupa di turismo.
A monte dell’operazione c’è uno studio che ha registrato un incremento dell’87 per cento degli arrivi dagli Usa, e sui quali Pugliapromozione batte il chiodo prendendo Times square per la gola con lo spettacolo della meglio Puglia in tavola. Da battistrada aveva fatto tre anni prima Madonna, per la prima volta a Borgo Egnazia, il resort da favola a Savelletri di Fasano, ammaliando milioni di follower con i post della cena ad Alberobello a base di zucchine con olio e aceto, melanzane grigliate con vincotto, cacioricotta e ancora melanzane arrotolate al forno con provolone fuso e olive verdi. Parliamo di una manciata d’anni fa, da allora il Sentiment index verso la regione, che misura “il livello di soddisfazione degli utenti a partire dai contenuti online come recensioni, giudizi, post ecc”, ha registrato un incremento costante, tanto quanto l’incremento dei visitatori internazionali rispetto a quelli “domestici”. I numeri, che parlano di un +15% secco nel 2022 rispetto al 2021, dicono che i “principali mercati di provenienza sono europei, in particolare Francia, Germania, Regno Unito e Paesi Bassi”. Ma quelli che più degli altri amano la Puglia sono senza dubbio gli americani d’America e gli svizzeri.
I risultati dell’analisi condotta da Data appeal studio, analizzando i numeri del 2022 messi a confronto con il 2021 e il 2019, sono uno degli strumenti di lavoro in base al quale Puglia Promozione sta elaborando le strategie di promo-commercializzazione, web marketing e comunicazione per il futuro prossimo. In cui l’enogastronomia pugliese giocherà evidentemente un ruolo strategico. “Un tempo, quando andavamo nelle fiere, avevamo bisogno di esibire la cartina europea, evidenziando l’Italia e la Puglia. Adesso tutti sanno dov’è la Puglia. Il primo sintomo che una promozione ormai decennale, ha funzionato”, non ha dubbi Serena Brandi, dell’ufficio prodotto turistico responsabile dei comparti Enogastronomia, arte e cultura, che lavora sotto l’egida dell’assessorato al Turismo guidato da Gianfranco Lopane. “Quando qualcosa funziona, è tempo che si evolva – continua Brandi – questo è il primo anno che la nostra offerta promozionale sarà diversificata in tre segmenti: enogastronomia, wedding destination e bike”. La scelta è frutto degli studi affidati a tre ricercatori specializzati, che nei tre settori in questione hanno individuato i punti di forza dell’offerta regionale spendibile sia sul mercato nazionale che all’estero. Per la parte enogastronomica la consulenza porta la firma di Roberta Garibaldi, docente di Tourism management all’Università degli studi di Bergamo.
La Puglia dunque, come eden per amori giunti alla maturità di una promessa per sempre, come quello fra Jessica Biel e Justin Timberlake, Renée Sutton e Eliot Cohen, per citarne un paio che ancora resistono. Ma anche paradise land per i bikers a caccia di piste pianeggianti magari vista mare. E naturalmente terra promessa per golosi di ogni taglia, anche i più esigenti fra vegetariani e persino vegani, visto che la Puglia da mangiare è di stampo prettamente vegetale per cultura, tradizione e necessità: nella civiltà contadina la carne era il lusso delle feste comandante, ma nei giorni feriali erano fave e cicorie anche a colazione, non è un’iperbole. Premesse in base alle quali: “Utilizziamo lo strumento del media plan – sempre Brandi – rispondendo alle offerte delle testate online e off line estere, carta stampata, online. Spot, redazionali, banner rivolti a turisti di età compresa fra i 30 e i 65 anni, di livello culturale medio-alto, che ha possibilità economiche per organizzare un viaggio per scoprire l’enogastronomia di un Paese e gusti che abbracciano dal food truck allo stellato. È l’esperienza che vanno a fare che conta: anche se a pranzo vanno da uno chef Michelin, la sera non disdegnano la sgagliozza”, sempre Brandi.
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C’è da aspettarsi, dunque, di vedere apparire frise, crudi di mare, burrate e altro ben di dio made in Puglia non solo sui social come siamo ormai abituati e nelle piazze che contano, ma anche a tutta pagina su Le Figaro, The Times e The New Yorker. E naturalmente nelle fiere internazionali, viatico di sempre straordinaria efficacia per la promozione del made in Italy in generale e il fatto in Puglia in particolare, come confermano anche Coldiretti e Filiera Italia. “Nonostante la scellerata guerra in corso, cresce la domanda dei prodotti base della dieta mediterranea Made in Italy nel mondo, con il record nel 2022 delle esportazioni della Puglia – spiega Savino Muraglia, presidente della federazione pugliese - per la pasta con +44%, l’olio extravergine di oliva +40%, il vino +16%, la frutta e gli ortaggi conservati + 8,5%”. Risultati di una attività di promozione dell’agroalimentare condotta a tamburo battente nelle principali fiere estere, su tutte il Summer fancy food di New York che quest’anno celebra la 67esima edizione dal 25 al 27 giugno. La fiera spaziale dedicata alle food specialties dove Muraglia nelle vesti di produttore di olio da coratina vestiti degli orci più cool che l’antica arte della terracotta abbia mai prodotto, fu intercettato dagli emissari di Harrods. Correva l’anno 2010, da allora l’olio Muraglia ha messo le ali, approdando dopo il più celebre department store di Londra ai grandi magazzini Lafayette a Parigi, passando per El Corte Inglés di Madrid: “Ovvero un olio pugliese in vendita in Spagna, il Paese che, almeno in termini quantitativi, è il più grande produttore d’olio al mondo. Come vendere ghiaccio agli eschimesi”.